Il capogruppo de La Svolta risponde agli attacchi del sindaco e rivendica il percorso avviato dall'amministrazione Falcomatà: «Avevano promesso un contratto decennale, hanno portato la nostra stessa proroga»
Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
«Noi dalla parte di Castore ci siamo sempre stati, anche quando eravamo i soli ad esserci». È la replica affidata a una nota del capogruppo de La Svolta, Carmelo Romeo, dopo il duro confronto andato in scena durante il Consiglio comunale.
Romeo rivendica il percorso che ha portato alla nascita della società in house, ricordando come Castore sia stata costituita per volontà dell'amministrazione guidata dall'ex sindaco Giuseppe Falcomatà in una fase in cui la ex Multiservizi era ormai al fallimento e i lavoratori protestavano davanti a Palazzo San Giorgio.
«In questi anni - sottolinea - l'amministrazione, nonostante il piano di riequilibrio e una situazione finanziaria estremamente complessa, ha costruito un percorso che ha consentito di mettere in sicurezza la società, rafforzarne i servizi e salvaguardare progressivamente i livelli occupazionali».
Il capogruppo ricostruisce poi la vicenda amministrativa dell'ultimo affidamento. «Il contratto decennale di Castore scadeva il 21 aprile, in piena campagna elettorale. La Giunta concesse la proroga massima consentita dalla legge, pari a tre mesi, e aveva già predisposto un ulteriore prolungamento fino al 31 dicembre, che però non ottenne il parere favorevole dei Revisori dei conti per l'assenza del requisito dell'urgenza».
Da qui l'attacco alla nuova maggioranza. «Durante la campagna elettorale il centrodestra ci accusava di non essere stati capaci di garantire un nuovo contratto decennale e sosteneva che, una volta eletto, avrebbe risolto immediatamente il problema. Sono passati sessanta giorni e oggi si presenta con una proroga camuffata di sei mesi, facendo esattamente quello che avevamo proposto noi prima del voto».
Per Romeo le preoccupazioni sul futuro della partecipata restano quindi fondate. «Rispedisco al mittente i toni usati dal sindaco Cannizzaro e non mi vergogno affatto di chiedere cosa succederà a Castore dal primo gennaio. Anzi, lo ribadisco con forza, perché è una domanda legittima che riguarda il futuro della società, dei servizi e dei lavoratori».

