«Da giorni e a seguito dell’intervento dell’assessore ai Lavori Pubblici e Contenzioso Angelo Gangi nel corso della seduta consiliare del 26 giugno scorso, leggiamo articoli rispetto alla situazione finanziaria in cui versa il Comune di Castrolibero. Una situazione non facile sicuramente ma che se non spiegata per come merita rischia di generare solo confusione, destabilizzare un territorio e soprattutto gli uffici di un Ente che, nel rispetto delle norme, hanno sempre lavorato con alto senso del dovere portando in approvazione atti (pubblici) con il solo obiettivo della crescita e di erogare servizi alla collettività. E le prove sono facilmente recuperabili e tangibili». A sostenerlo è Nicoletta Perrotti, ex candidata a sindaco e presidente del gruppo consiliare “Rinascita Civica”.

«Quello che sconcerta non è tanto rappresentato dall’intervento “confuso” di chi siede per la prima volta in consiglio comunale, ma quanto da chi oggi siede tra i banchi della maggioranza e fino a ieri ha ricoperto ruoli apicali nella veste di “Vice Sindaco-Assessore” nelle consiliature a partire dal 2013… affermazioni sconcertanti ed offensive di chi dovrebbe conoscere a menadito il Bilancio dell’Ente e invece cerca candidamente di giustificarsi di fronte all’opinione pubblica. I numeri – dice Perrotti - erano ben noti e sono sempre disponibili, non solo per le autorità competenti in materia di vigilanza e controllo, che negli anni hanno sempre ricevuto gli atti finanziari approvati con tanto di regolarità tecnico-economica e pareri, ma anche per tutti coloro che volessero approfondire tali argomenti. Facciamo però chiarezza». 

Castrolibero, il piano di riequilibrio e il timore del dissesto

«Il primo punto su cui vogliamo soffermare la nostra analisi – evidenzia Perrotti - è intanto quella di chiarire che il rendiconto di gestione 2025 andava approvato entro il 31 Maggio 2026 (e non il 30/04 per come invece riportano gli articoli) ai sensi della legge di conversione del cosiddetto "Decreto Maltempo" (DL n. 25/2026) che ne ha disposto la proroga. Noi siamo andati al voto il 24 e 25 maggio ma gli uffici finanziari erano già a lavoro da mesi per portare gli atti alla approvazione almeno della giunta nei tempi giusti.

Si conferma come unico debito di questa amministrazione i quasi 2 milioni di Euro per la sentenza definitiva della drammatica vicenda che nel 2008 ha interessato una famiglia del nostro comune; a tal proposito è utile ricordare che il nostro Ente è ricorso in Cassazione per l’ingiusta estromissione di responsabilità del Comune di Rende, della Provincia e della Regione Calabria e che nel fondo contenzioso avevamo sempre imputato il 50% dell’importo eventualmente dovuto quale quota di compartecipazione con gli altri Enti. I 12 milioni di Euro di cui tanto si parla, così come si può ben vedere dagli atti, sono il risultato di amministrazione che deve conteggiare al suo interno tutti i fondi a garanzia, gli accantonamenti e i residui.

Pertanto, al fine di superare lo squilibrio generato dalla sentenza sopra citata, l’Ente ha ritenuto opportuno ricorrere allo strumento previsto dal legislatore ovvero al PRFP (piano riequilibrio finanziario pluriennale). La decisione quindi di avviare il piano di riequilibrio ed approvata dal Consiglio comunale del 4 maggio u.s. è un atto di responsabilità perché permette di rateizzare il disavanzo complessivo dell’Ente in più anni e comprendere: gli accantonamenti a garanzia previsti dal legislatore, contenzioso, mutui, obbligazioni con fornitori…, evitando il dissesto e garantendo la continuità dei servizi.

Spalmare il disavanzo su un arco di tempo massimo di 20 anni è la prova che l'Amministrazione uscente intendeva tutelare il presente ed il futuro della città e ciò significa pure che il peso annuo sulla comunità sarà minimo e assolutamente sostenibile. L'avvio del riequilibrio non è, dunque, una punizione, ma uno scudo protettivo per la comunità:

  • Nessun blocco dei servizi: l’asilo nido, la manutenzione ordinaria indispensabile e i servizi sociali essenziali continueranno a funzionare;
  • Tutela degli stipendi: I dipendenti comunali continueranno a ricevere regolarmente il proprio stipendio;
  • Garanzia per le imprese: I fornitori che hanno dei contratti di lavoro con il Comune hanno la certezza che i loro crediti verranno pianificati e pagati.
  • Stop alle azioni legali: I creditori non possono più pignorare i conti del Comune, congelando le casse dell'ente.

Per essere più chiari, cosa bisognerà fare? Il Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale (PRFP) prevede un insieme articolato di attività obbligatorie e misure operative finalizzate a superare gli squilibri strutturali di bilancio e riportare l’ente in condizioni di stabilità. Le attività sono definite dagli artt. 243bis e seguenti del TUEL e dalle linee guida della Corte dei Conti. Tradotto in fasi operative, per grandi linee:

  • Ricognizione e quantificazione della situazione finanziaria;
  • Misure correttive già adottate e da adottare;
  • Riaccertamento straordinario dei residui
  • residui attivi e passivi;
  • crediti di difficile esigibilità;
  • Misure di risanamento da attuare

Entrate

  • revisione delle tariffe dei servizi a domanda individuale;
  • recupero tributi non riscossi;
  • valorizzazione e alienazione del patrimonio disponibile;
  • revisione dei canoni patrimoniali e concessori.

Spesa

  • riduzione della spesa corrente non essenziale;
  • razionalizzazione delle spese per beni e servizi;
  • rinegoziazione dei mutui e dei contratti di fornitura.

Gestione dei servizi

  • riorganizzazione dei servizi comunali;
  • esternalizzazioni o internalizzazioni più efficienti;
  • revisione dei contratti di servizio pubblico locale.

Il Piano di riequilibrio finanziario servirà a ristabilire l’equilibrio strutturale del bilancio, garantire la la continuità dei servizi essenziali, ma soprattutto eviterà il Dissesto. E’ pertanto doveroso evitare il dissesto finanziario perché esistono i margini tecnici, giuridici e contabili di riuscire ad approvare un Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale (PRFP) sostenibile e credibile».

Le considerazioni politiche di Perrotti

Nicoletta Perrotti si lascia quindi andare a qualche considerazione politica. «La memoria - dice - non può essere selettiva: la coerenza è il primo dovere di chi governa. Ci sono dichiarazioni che, nel tentativo di costruire una nuova narrazione, finiscono per scontrarsi con la realtà dei fatti, con la dignità di un percorso amministrativo e con la responsabilità di chi quel percorso lo ha condiviso, sostenuto e contribuito a costruire. Il Consiglio comunale è, e deve continuare ad essere, il luogo della libertà di espressione, del confronto e anche dello scontro politico. È proprio quando le idee possono confrontarsi senza timore che una comunità dimostra la forza della propria democrazia partecipata. Nessuno mette in discussione questo principio».

«Quello che lascia sinceramente sgomenti, però, sono gli interventi ascoltati negli ultimi giorni da parte dell’assessore Gangi, sostenuti dall’intera maggioranza e dal sindaco Francesco Serra. Sorprende - rimarca - ascoltare interventi nei quali si punta il dito contro il passato, si denunciano errori, difficoltà economiche e responsabilità amministrative, dimenticando però che quel passato non appartiene a un’amministrazione astratta, ma è stato governato anche da chi oggi siede ai vertici dell’attuale maggioranza. L’assessore Gangi faceva parte di quella squadra amministrativa (vicesindaco!). Così come l’attuale sindaco Francesco Serra e l’attuale vicesindaca Raffaella Ricchio, seppur con deleghe diverse, hanno ricoperto ruoli di governo e di gestione della cosa pubblica. Per questo appare singolare ascoltare oggi un racconto che sembra voler attribuire ogni responsabilità ad altri».

Poi ancora: «Se si parla dei conti del Comune, dei bilanci in difficoltà, della mancata approvazione del rendiconto, delle vicende amministrative culminate anche nella nota sentenza Eredi Mazzuca e delle criticità che hanno caratterizzato quella stagione politica, allora bisogna avere l’onestà intellettuale di ricordare che tutto ciò appartiene alla medesima esperienza amministrativa della quale gli attuali amministratori erano parte integrante. Non erano osservatori esterni, non erano passanti in via XX settembre. Erano amministratori. Ed è questo il punto politico che non può essere aggirato.

Non si può parlare del passato come se appartenesse esclusivamente agli altri. Non si può denunciare un presunto “periodo di vacche grasse”, quasi fosse stato il frutto delle decisioni di amministratori sconosciuti, dimenticando di essere stati parte integrante di quel sistema decisionale. Se davvero quel modello fosse stato così sbagliato come oggi si racconta, allora sarebbe inevitabile riconoscere di aver contribuito personalmente a costruirlo e a sostenerlo per tanti anni. La responsabilità politica non si interrompe con un cambio di ruolo. Così come sorprende il continuo richiamo alla verità e alla coerenza. La verità non può essere richiamata soltanto quando risulta utile al racconto del presente».

«A maggior ragione, quando si sceglie di fare della trasparenza una bandiera politica, non possono esistere verità a intermittenza. Non c’è spazio per i segreti quando si amministra una comunità e si lavora per il bene pubblico. La trasparenza è un valore autentico solo se si fonda su dati verificabili, su informazioni complete e sulla volontà di rendere partecipi i cittadini di ciò che realmente accade all’interno dell’Ente. Sono aspetti – prosegue Perrotti - che l’assessore Gangi conosce perfettamente e che il sindaco dovrebbe avere il coraggio di rappresentare con chiarezza alla propria comunità, anziché trincerarsi, come troppo spesso accade, dietro il silenzio.

Dal 9 aprile ad oggi la parola “cittadini” è stata pronunciata innumerevoli volte. Ma una domanda, più di ogni altra, merita una risposta: al di là degli slogan e delle dichiarazioni di principio, cosa si sta facendo concretamente per loro? Perché il rispetto verso i cittadini non si misura dal numero di volte in cui vengono evocati nei discorsi, ma dalla capacità di informarli con trasparenza, coinvolgerli nelle scelte e dare risposte ai problemi reali che quotidianamente vivono».

«La politica può cambiare idee, può cambiare strategie, può persino cambiare alleanze. Ciò che non può cambiare è la memoria dei fatti. Perché la credibilità non nasce dalle parole pronunciate con maggiore enfasi, ma dalla capacità di assumersi, fino in fondo, la responsabilità del proprio cammino. La coerenza - conclude la presidente di “Rinascita Civica” - non è uno slogan da esibire quando conviene. È il filo che tiene insieme le idee, le scelte e la storia di una persona. E quando quel filo viene spezzato, nessuna bandiera può nascondere ciò che resta: un vessillo logorato dal vento delle convenienze, incapace di rappresentare quei valori che pretende di sventolare».