Il presidente Occhiuto ha sostenuto che su aeroporto e sanità la Regione ha dato risposte concrete a Crotone.

Ne parliamo con il capogruppo del PD in consiglio comunale Andrea Devona

Da esponente dell’opposizione, qual è il suo giudizio sulle parole di Occhiuto: risultati reali o propaganda?

Essere all’opposizione non significa negare ciò che di positivo viene fatto, ma avere la responsabilità di evidenziare ciò che ancora non funziona. Sull’aeroporto, mentre si rivendicano traguardi importanti, abbiamo visto risorse e collegamenti strategici essere dirottati o programmati verso altri scali calabresi. È difficile non chiedersi se Crotone abbia lo stesso peso politico di altri territori. Eppure il sindaco Voce è stato eletto con una coalizione di centrodestra e ha sempre sostenuto il presidente Occhiuto, mantenendo anche a livello nazionale una chiara collocazione politica. Quando si parla di sanità, inviterei poi il presidente Occhiuto a farsi un giro nell’ospedale di Crotone: troverebbe una struttura fatiscente e poco accogliente, sulla quale la Regione avrebbe potuto e dovuto intervenire, ma anche professionisti validissimi che ogni giorno garantiscono il loro lavoro con grande senso di responsabilità, spesso operando in condizioni disagiate. È a loro e ai cittadini che bisogna dare risposte concrete, mettendo i nostri operatori nelle condizioni di lavorare al meglio.

Sull’oncologia il governatore parla di un deciso cambio di passo. I cittadini crotonesi stanno davvero vedendo migliorare servizi, tempi di attesa e qualità delle cure?

Credo che la realtà sia ancora più complessa. Sono ancora tantissimi i cittadini crotonesi costretti a migrare verso altre regioni per curarsi, e questo dimostra che il diritto alla salute non è ancora pienamente garantito sul nostro territorio. Sui tempi di attesa, una grande mano arriva anche da strutture convenzionate di grande qualità, che contribuiscono concretamente a ridurre i disagi per i pazienti, garantendo ai cittadini prestazioni attraverso il Servizio Sanitario. Sul reparto di Oncologia va poi riconosciuto il grande valore dei professionisti che vi lavorano e del primario che lo guida: un’équipe di grande valore che, nonostante le difficoltà, garantisce ogni giorno un’assistenza fatta di competenza e umanità. Ma proprio per questo il contrasto con le condizioni strutturali è ancora più evidente: persistono importanti criticità in termini di privacy, accoglienza e comfort per pazienti e familiari, oltre alla presenza di spazi e servizi condivisi con altre unità. Su questo non possiamo accontentarci di parlare di un cambio di passo: servono ambienti dignitosi e adeguati alla delicatezza delle cure oncologiche. I professionisti fanno la loro parte ogni giorno; adesso tocca alle istituzioni metterli nelle condizioni migliori per farla.

Occhiuto ha affermato che chi aderisce a Futuro Nazionale di Vannacci non può più considerarsi parte del centrodestra. È una presa di posizione che condivide o ritiene che rischi di aprire una frattura politica anche a Crotone?

Credo sia una posizione assunta anche sulla base delle direttive politiche romane. Mi auguro però che queste prese di posizione e le dinamiche nazionali non finiscano per creare problemi a Crotone. La nostra città non può essere il terreno sul quale si consumano battaglie politiche che nascono altrove: qui bisogna continuare a lavorare per i cittadini e per i problemi reali del territorio.

Le recenti tensioni e i cambi di casacca in Consiglio comunale stanno modificando gli equilibri politici. Quali conseguenze potranno avere sull’amministrazione della città?

Credo che la politica abbia bisogno innanzitutto di coerenza, sia negli ideali sia nel percorso politico. Gli elettori hanno scelto persone e programmi sulla base di una precisa collocazione, e quella scelta merita rispetto. Proprio per questo, nell’ultimo Consiglio comunale, ho presentato un’interpellanza al sindaco per chiedere chiarezza sui recenti cambi di collocazione politica e sulle conseguenze che possono avere sulla maggioranza. Ognuno è libero di cambiare idea o percorso, ma deve avere il coraggio di dichiararlo e assumersene la responsabilità davanti ai cittadini. La stabilità di un’amministrazione non può dipendere dalle convenienze del momento.

Se dovesse indicare oggi le tre priorità che la Regione continua a non affrontare adeguatamente per Crotone, quali sarebbero e quali impegni chiede al presidente Occhiuto?

Le priorità sono tre: sanità, infrastrutture e lavoro. Sulla sanità va garantito ai cittadini il diritto di curarsi a Crotone, senza essere costretti a partire. Sulle infrastrutture servono collegamenti seri: un aeroporto realmente strategico e una rete ferroviaria e stradale che non ci condanni all’isolamento. Sul lavoro, invece, dobbiamo trasformare le risorse disponibili in occupazione vera, soprattutto per i giovani crotonesi, che non devono essere costretti ad andare fuori per costruirsi un futuro, ma devono poter trovare qui formazione, opportunità e prospettive.

Quali potrebbero essere, secondo lei, le soluzioni concrete e immediate per creare occupazione e nuove opportunità a Crotone, soprattutto per i giovani?

Le soluzioni devono partire innanzitutto dalle potenzialità che già abbiamo. Crotone ha risorse naturali, ambientali, culturali e archeologiche straordinarie che devono essere valorizzate attraverso un deciso potenziamento del turismo. Servono politiche capaci di favorire e incentivare nuovi investimenti nel settore della ricettività, aiutando le imprese che vogliono creare strutture e servizi di qualità e puntando su un turismo che generi occupazione durante tutto l’anno, non soltanto nei mesi estivi. Ma dobbiamo guardare anche alle grandi realtà industriali e alle multinazionali che operano da anni sul nostro territorio. Penso a ENI, A2A e alle altre aziende presenti a Crotone, con le quali bisogna costruire un rapporto nuovo e strutturato. Il nostro territorio ha dato tanto e queste realtà possono e devono contribuire maggiormente alla crescita della comunità, attraverso investimenti, percorsi di formazione e posti di lavoro stabili. In altre realtà calabresi vediamo grandi gruppi industriali realizzare investimenti importanti e creare nuova occupazione. Perché non può accadere anche a Crotone? La Regione deve avere un ruolo decisivo nel creare le condizioni e nel farsi interlocutore autorevole nei confronti di queste aziende.

In questo scenario, quale ruolo può avere il Partito Democratico, sia a livello regionale che a livello locale?

Il Partito Democratico sta vivendo un forte percorso di rinnovamento, che parte dai territori, dagli amministratori e dalla capacità di tornare a confrontarsi concretamente con i bisogni delle comunità. In Regione il gruppo consiliare, guidato dal capogruppo Ernesto Alecci, sta svolgendo un lavoro importante. Alecci, anche grazie alla sua esperienza da sindaco, conosce bene le difficoltà che vivono gli amministratori e i territori ed è sempre attento alle problematiche di Crotone e della Calabria. Anche a livello locale, come gruppo consiliare, stiamo portando avanti un’opposizione seria, concreta e propositiva, partendo dai problemi reali della città. Credo che il nuovo Partito Democratico debba essere sempre meno un partito di élite e sempre più una comunità aperta, capace di riconoscere e valorizzare le proprie energie migliori. Le persone devono emergere per le loro capacità, per le competenze, per il lavoro che svolgono nei territori e per la capacità di interpretare i bisogni dei cittadini. È da qui che può nascere una classe dirigente nuova, credibile e preparata. A livello regionale e locale stiamo lavorando proprio in questa direzione: costruire un Partito Democratico più vicino ai cittadini, radicato nei territori e capace di valorizzare competenze e capacità. Ci auguriamo di poter governare presto la Calabria e, allo stesso tempo, di poter tornare a governare Crotone, offrendo ai calabresi e ai crotonesi una proposta politica rinnovata, riformista, credibile e capace di assumersi la responsabilità del cambiamento.