Elezioni Calabria, Jasmine Cristallo (Sardine) furiosa: «Su Ventura accordo al ribasso»

La portavoce nazionale del movimento politico critica aspramente l’intesa raggiunta tra Pd, Ms5 e Leu sul nome dell’imprenditrice cosentina: «Dietro ci sono le vecchie logiche di potere»

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di Redazione
18 giugno 2021
16:42
Jasmine Cristallo
Jasmine Cristallo

Sotto traccia era circolato anche il suo nome tra quelli dei possibili candidati a presidente della Regione Calabria, come punto d’incontro tra Pd e M5s. Invece, Jasmine Cristallo, portavoce nazionale delle Sardine, ha dovuto prendere atto della candidatura di Maria Antonietta Ventura. Ma lo ha fatto esprimendo tutto il suo sconcerto per una scelta che definisce «un punto di sintesi al ribasso».

«Ho lottato in questi mesi con grande passione per l’unità di tutte le forze democratiche, dal Pd a Leu fino al Movimento 5 stelle – si legge in una nota -, per contribuire al tentativo di dare alla Calabria, la mia terra, un governo degno, sano, riformatore e in grado di restituire una prospettiva nuova alla nostra regione. Non è stato possibile. Ho assistito alla rappresentazione più avvilente e ignobile della politica dove ognuno ha tentato di far prevalere le proprie posizioni, le logiche interne e gli egoismi dei singoli».


Dietro la candidatura dell’imprenditrice cosentine, Cristallo scorge «lacerazioni profonde e vecchie logiche di potere».
«Al di là di un giudizio personale che non mi permetto di esprimere - continua -, la soluzione che è emersa in queste ore non è all’altezza delle aspettative ma un punto di sintesi al ribasso. Le modalità di indicazione infatti, testimoniano una corsa alla conservazione incardinata all’interno di rendite di potere, asserragliate in fortilizi clientelari e parassitari. Non rappresenta cioè quella generosa tensione ideale e quello sforzo collettivo che avrebbero potuto generare liberazione e riscatto».

Secondo l’esponente delle Sardine, «ancora una volta la scelta viene fatta fuori dalla politica intesa come progetto».
«Non sento spirare un vento nuovo di contenuti, di storie, di esperienze e di modalità - conclude - che tanti democratiche e democratici speravano potesse arrivare. Da questa presunta unità ritrovata non posso che dissociarmi politicamente. Chiedevamo coraggio e visione, abbiamo ottenuto una soluzione priva di prospettiva politica, reiterando uno schema perdente e già sperimentato poco più di un anno fa e - su tutto- incapace di generare alcun processo di emancipazione politica e sociale».

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