Elezioni Calabria, Renzi “smentisce” Magorno: nessuna alleanza con Lega e Fdi

VIDEO | Mentre il Pd di Enrico Letta benedice l'asse con i Cinque Stelle, l'assemblea nazionale di Italia Viva va in controtendenza rispetto alla proposta del senatore calabrese di Iv che aveva invocato una grande coalizione regionale

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di Riccardo Tripepi
22 marzo 2021
22:28

Proseguono i movimenti all’interno dei partiti e delle coalizioni mentre il governo guidato da Mario Draghi prova a fronteggiare l’emergenza sanitaria e si guarda agli appuntamenti elettorali del prossimo autunno. E non solo.

Nel centrosinistra le principali novità. Il cambio alla guida del Pd con Enrico Letta che ha ormai saldamente preso le redini del partito sta producendo un netto cambio di direzione. Il nuovo segretario si è detto disponibile all’alleanza con i Cinque Stelle specialmente se guidati da Giuseppe Conte con il quale è sicuro di poter trovare un’intesa. Una mossa che potrebbe rappresentare una novità anche in vista delle regionali e che rischia di mettere nell’angolo Matteo Renzi e la sua Italia Viva dove la confusione regna sovrana.


Mentre appena qualche giorno fa il senatore Ernesto Magorno invocava per la Calabria un governo di emergenza nazionale dalle larghe intese e non risparmiava commenti positivi verso l’operato del presidente ff Nino Spirlì, all’assemblea nazionale del partito di domenica Renzi ha detto l’esatto opposto chiudendo la porta a possibili alleanza con i sovranisti di Giorgia Meloni e Matteo Salvini.

«Abbiamo dato vita al governo Draghi - ha detto Renzi nel corso del suo intervento conclusivo – per un’emergenza al contempo economica, sanitaria ed educativa. Ci ha portato a stare insieme con forze politiche con le quali non saremmo mai andati alle elezioni. E diciamolo per quello che ci riguarda non ci candideremo alle elezioni con i sovranisti e i populisti. Questo messaggio suoni chiaro ai Slavini e alle Meloni da una parte e ai Di Battista e ai Di Maio dall’altra».

La strada per definire il perimetro che sosterrà la candidatura di Nicola Irto in Calabria è dunque lunga. Come dimostrato anche dal corto circuito nei Democratici e Progressisti dove il capogruppo Giuseppe Aieta è stato sfiduciato da Antonio Billari e Flora Sculco sulla proposta di destinare i fondi per i gruppi al Banco Alimentare, ma anche sulla richiesta di firmare un documento a sostegno di Irto. La questione, anche per vizi di procedura finirà all’esame del presidente del Consiglio Giovanni Arruzzolo che ha convocato i tre consiglieri regionali come previsto dalla prassi. Verosimilmente Aieta dovrà riconvocare il gruppo per mettere all’ordine del giorno la sfiducia e poi la successiva nomina del presidente del gruppo già individuato in Antonio Billari, uomo vicinissimo all’ex assessore regionale Nino De Gaetano.

Giornalista
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