Con la conclusione dell’era guidata dal sindaco uscente Mimmo Lo Polito, Castrovillari si prepara a una delle elezioni più incerte e vivaci degli ultimi decenni. Il panorama politico locale appare frammentato, ma con una linea di demarcazione netta. Da un lato i partiti tradizionali di centrodestra e centrosinistra, dall'altro l'ambizioso progetto di "Civicamente", che vede Luca Donadio il volto di una proposta che punta a scardinare le vecchie logiche di scuderia.

Donadio non è un nome dell'ultimo minuto. La sua candidatura nasce da un percorso iniziato lontano dai riflettori già due anni fa, consolidandosi oggi come la principale alternativa al bipolarismo classico. «La mia missione è quella di dare lustro alla nostra città – le parole di Donadio ai nostri microfoni -, questo movimento civico punta proprio a questo, a far sì che Castrovillari ritorni al centro del villaggio, ritorni ad essere un punto centrale di un territorio che deve essere comunque tutto coinvolto e tutto partecipe della nostra azione elettorale. Ovviamente cercheremo di migliorare Castrovillari in tutti i suoi aspetti – continua il candidato sindaco -, prendendo tutto quello che di buono è stato fatto, ma in discontinuità con il metodo politico degli ultimi anni.»

Uno dei punti di forza della coalizione a sostegno di Donadio è la capacità di aver aggregato diverse anime che, inizialmente, sembravano destinate a correre separate. È il caso dell'accordo con Leonardo Graziadio e del supporto del Movimento 5 Stelle, che per l'occasione ha scelto di rinunciare al proprio simbolo ufficiale per confluire in una lista civica: «Anzitutto voglio fare un ringraziamento particolare al collega Leonardo Graziadio che ha avuto il buon senso e l'umiltà di dire “mettiamoci insieme”, perché francamente due movimenti civici nella stessa città si sarebbero pestati i piedi e sarebbero andati sulla stessa direzione, ostinata e contraria. Grazie anche al sacrificio fatto dal Movimento 5 Stelle, che ha deciso di appoggiare la nostra coalizione con una lista civica accogliendo la mia idea di evitare simboli di partito. Noi ci sentiamo forti, uniti e tutti quanti diretti verso un obiettivo».

La sfida elettorale vede Donadio contrapporsi a figure di rilievo come Ernesto Bello e Anna De Gaio, (oltre a Eugenio Salerno ndr), rappresentanti delle coalizioni strutturate. Sebbene Donadio riconosca il peso organizzativo dei suoi avversari, la sua critica si concentra sulla rigidità delle gerarchie di partito, contrapponendovi l'entusiasmo di una base costruita dal basso. 

«Invidio la struttura ovviamente, perché loro vengono da una storia e hanno una struttura alle spalle - ammette Donadio -. Noi siamo partiti senza struttura, però siamo partiti da due anni fa; quindi, ce la siamo costruita con l'entusiasmo della gente. Ernesto Bello e Anna De Gaio sono due persone rispettabilissime. Io sono contro questo modo di fare dei partiti, questa stretta gerarchia da parte dei partiti senza dare più spazio alle idee ma pensando solo alle persone e alle poltrone.»

Guardando al "day after" l'eventuale vittoria, Donadio immagina una gestione del Comune che non sia chiusa nelle stanze del potere, ma che diventi un esercizio di responsabilità collettiva. «Se devo dire uno slogan – il pensiero che conclude l’incontro - voglio che la città sia più partecipata possibile, voglio che non ci chiudiamo nelle idee di pochi ma alle idee di tutti i cittadini e soprattutto chiedo a tutti i cittadini di rispettare la nostra città, perché la nostra città deve essere rispettata anzitutto da noi cittadini».

La partita di Castrovillari si giocherà sulla capacità di "Civicamente" di trasformare il malcontento verso i partiti tradizionali in un voto di fiducia concreto. Se l'entusiasmo dei cittadini basterà a battere le "corazzate" del centrodestra e del centrosinistra, oltre a “Futuro Castrovillari”, lo diranno solo le urne.