Elezioni Reggio Calabria, Zingaretti a Salvini: «Chiami terroni i calabresi e poi chiedi il voto»

VIDEO | Comizio del leader del Partito democratico in riva allo stretto per sostenere la candidatura a sindaco di Giuseppe Falcomatà. Il primo cittadino uscente: «Abbiamo superato l'onta dello scioglimento e risanato il bilancio: la città non torna indietro» (ASCOLTA AUDIO)

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di Riccardo Tripepi
8 settembre 2020
18:11

«Non si possono passare 11 mesi l'anno a definire terroni i meridionali e poi arrivare qui in campagna elettorale e chiedere il voto». Attacca a muso duro la Lega il segretario nazionale del Partito democratico Nicola Zingaretti arrivato a Reggio Calabria, in piazza Duomo, per sostenere la corsa di Giuseppe Falcomatà alla rielezione.


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«Le promesse della Lega sono un libro a metà tra il fantasy e l'horror - ha proseguito Zingaretti- il mio appello ai cittadini e quello di votare per difendere la città dall'aggressione della destra. Falcomatà l'ha salvata e non ha avuto peli sulla lingua protestare contro il Governo di cui fa parte il suo partito per chiedere interventi precisi e l'ha salvata. È stato cancellato il debito ingiusto per merito del sindaco e adesso i reggini sono cittadini liberi».

 

«Combattete e combattiamo giorno per giorno - ha aggiunto il segretario del Pd - Certo siamo qui per Falcomatà sindaco, siamo qui per i candidati e le candidate. Se c'è una differenza tra noi e loro è che noi non siamo qui per il destino di qualche politico, ma perchèésappiamo che in gioco c'è il futuro di Reggio Calabria. Falcomatà ha salvato Reggio con il decreto agosto e risponde solo alla sua gente, al contrario di altri che sono solo espressione di alchimie politiche e se ne fregano della città».

 

Insieme al segretario nazionale i big reggini del partito. Oltre al sindaco Giuseppe Falcomatà anche il consigliere regionale Nicola Irto, i candidati al consiglio comunale, l'ex consigliere regionale Giovanni Nucera e l'ex parlamentare Demetrio Battaglia. In piazza si rivede anche l'ex capogruppo dei democratici a palazzo Campanella Sebi Romeo. Zingaretti ha nuovamente criticato la scelta dei Cinque Stelle di non allearsi co il suo partito «le elezioni si devono vincere e le candidature competitive sono solo le nostre in tutta Itala». Titubante il segretario nazionale sui temi del referendum e del ponte sullo Stretto, a dimostrazione delle lacerazioni interne che attraversano il Pd sui due temi. «Credo che stavolta sul Ponte il dibattito sia serio rispetto al passato, vedremo cosa succederà».

 

Ancora più laconico sul referendum costituzionale. «Abbiamo discusso siamo un partito pluralista ma la direzione si è espressa in modo chiaro». Il sindaco dal palco è stato chiaro: «Siamo davanti e Reggio non tornerà indietro. La macchia dello scioglimento del Comune si era estesa ad ogni cittadini. Eravamo conosciuti come un esempio negativo, adesso invece la nostra città si rialzata e viene ascoltata dalle Istituzioni. Tanto che siamo riusciti a ottenere il finanziamento necessario per cancellare il debito ingiusto. Abbiamo un futuro certo attraverso il bilancio risanato e scongiurato il pre-dissesto. Saremo quindi i grado di offrire servizi dignitosi ai nostri cittadini».

Giornalista
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