Elezioni regionali Calabria 2021, ecco come e quando si vota: regole e candidati

La finestra temporale per la tornata elettorale che dovrà eleggere la nuova Assemblea e il nuovo presidente della Giunta va dal 15 settembre al 15 ottobre. Ripartizione dei seggi, soglie di sbarramento, doppia preferenza e voto disgiunto. Tutte le cose da sapere

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di Alessia Bausone
10 luglio 2021
10:13

A meno di due anni dal voto del 26 gennaio 2020 che ha visto trionfare la coalizione di centrodestra guidata da Jole Santelli, la Calabria, causa prematura scomparsa della presidente eletta, deceduta il 15 ottobre 2020, torna al voto per il rinnovo del Consiglio regionale.
La data di elezione, causa Covid-19, è stata ballerina. Si doveva votare prima a febbraio, poi ad aprile. Poi, con il decreto legge 25 del 5 marzo 2021, la tornata elettorale per le Regionali (oltre che per le Amministrative nei Comuni dove si vota) è stata fissata in una finestra elettorale che va dal 15 settembre al 15 ottobre 2021. Infatti si andrà alle urne il prossimo 3 e 4 ottobre.

Elezioni regionali Calabria: la legge elettorale

La legge elettorale è disciplinata dalla legge regionale 1 del 7 febbraio 2005, con successive modificazioni di cui da ultimo quelle derivanti dalla legge 17 del 19 novembre 2020 sull’introduzione delle misure di riequilibrio di genere.
Il numero dei consiglieri da eleggere è pari a 29 a cui andranno aggiunti il presidente della Regione eletto e, a seguito della sentenza della Corte costituzionale 243/2016, anche il candidato presidente perdente arrivato secondo nella competizione elettorale.


Elezioni regionali Calabria: soglie di sbarramento

Risulta eletto il candidato presidente che ha ottenuto il maggior numero di voti validi.
Sono ammesse alla ripartizione dei seggi le singole liste che superano il 4% dei voti validi e le coalizioni di liste che superano l’8%.

Due terzi dei seggi saranno ripartiti con metodo proporzionale nelle 3 circoscrizioni previste: Calabria Nord, che ricomprende la provincia di Cosenza e prevede 9 seggi “proporzionali”; Calabria Centro, che ricomprende le province di Vibo Valentia, Catanzaro e Crotone e prevede 8 seggi; Calabria sud, che ricomprende la provincia di Reggio Calabria e prevede 7 seggi.

Un terzo dei seggi sono assegnati con metodo maggioritario alle liste che appoggiano il presidente eletto qualora queste non raggiungano il 50% dei seggi (ovvero 15 su 30) nel riparto proporzionale. Altrimenti, se la coalizione raggiunge o supera il 50% dei seggi, è previsto un “premio di maggioranza” dimezzato di 3 seggi. Qualora la coalizione vincente non raggiunga i 16 seggi (il 55%) perfino dopo l’assegnazione del premio intero, è prevista l’attribuzione di questi seggi aggiuntivi togliendoli da quelli attribuiti alle liste di opposizione.

Elezioni regionali Calabria: doppia preferenza e quote di genere

Per la prima volta anche alle elezioni regionali della Calabria si voterà con delle accortezze atte a promuovere il riequilibrio di genere a Palazzo Campanella.
Parliamo della doppia preferenza di genere, ossia la facoltà per l’elettore di esprimere due preferenze. Qualora l’elettore decida di esprimere preferenze e di esprimerne due nell’ambito della medesima lista prescelta, le due preferenze devono corrispondere a candidati di genere differente, pena l’annullamento della sola seconda preferenza.
Saranno presenti anche le “quote di genere” nelle liste elettorali, ossia l’obbligo, a pena di inammissibilità della lista stessa, di avere almeno 40% di candidati di genere differente, per non vederne sottorappresentato nessuno.

Elezioni regionali Calabria: non c’è il voto disgiunto

La votazione per l’elezione del presidente della Regione e per l’elezione del Consiglio regionale avviene su un’unica scheda. La scheda riporta nome e cognome dei candidati alla carica di presidente, nonché i contrassegni delle liste (o della lista singola) che lo appoggiano, affiancati da due righe per esprimere gli eventuali voti di preferenza.
L’elettore può votare solo per un candidato presidente, barrando l’apposito riquadro; per un candidato presidente e una lista collegata oppure per una sola lista collegata, sempre facendo una X sull’apposito riquadro.
In quest’ultima ipotesi, il voto si intende espresso anche a favore del candidato alla carica di presidente della Regione con la stessa collegato. Non è previsto il voto disgiunto, vale a dire non si può votare per un candidato governatore e per una lista che appoggia un altro candidato governatore.

Elezioni regionali Calabria: i candidati a presidente

Ad oggi, a concorrere alla carica di Presidente della Regione Calabria abbiamo 4 candidati, in attesa che il centrosinistra idichi il suo:

- Amalia Cecilia Bruni è nata a Nicastro nel 1955. È la fondatrice del Centro di ricerca Neurogenetica di Lamezia, di cui è direttrice da 25 anni. Luminare di fama mondiale, vanta studi di ricerca di grande importanza nella comprensione dei meccanismi dell’Alzheimer e collaborazioni illustri con personaggi del calibro di Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina nel 1986. Il suo profilo ne fa il candidato civico perfetto ed è questo il principale motivo che ha spinto gli azionisti di maggioranza del centrosinistra calabrese (Pd e M5s) a sceglierla come candidato alla presidenza.

- Luigi De Magistris, ex P.m. ed ex parlamentare europeo dell'Italia dei Valori, è sindaco di Napoli al termine del secondo mandato. Concorre con una coalizione civica che, come da lui annunciato pubblicamente, ha 8 liste. È sostenuto dal suo gruppo politico "DemA", da Alternativa C'è, Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, Movimento 24Agosto-Equità territoriale e dall'ex magistrato e leader di "rivoluzione civile" Antonio Ingroia.

- Roberto Occhiuto, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. Concorre con la coalizione di centrodestra formata da Fi, Fdi, Lega, Udc, Cambiamo con Toti, Noi Con L'Italia e Coraggio Italia.

- Mario Oliverio, ex governatore ed esponente storico della sinistra calabrese. Oliverio ha deciso di candidarsi da solo, in polemica con il suo partito, il Pd, che ancora una volta gli ha chiesto di farsi da parte. La sua solitaria discesa in campo è motivo di forti tensioni nel centrosinistra, anche se l'ex presidente si è detto pronto a fare un passo indietro se la stessa cosa viene fatta da Amalia Bruni e Luigi de Magistris, con l'obiettivo di trovare un candidato unitario. 

Giornalista
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