L’inchiesta di LaC

Fondi Ue bloccati, tempesta di reazioni sulla Regione Calabria: «Spirlì e dirigenti parlino»

VIDEO | Si rincorrono le dichiarazioni dei vari esponenti politici dopo l'articolo che ha rivelato lo stop imposto dalla Commissione europea per presunte irregolarità nella gestione dei fondi

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di Francesco Rende
20 ottobre 2021
15:59

Due domande di pagamento non erogate dalla Commissione europea, centinaia di milioni di euro bloccati e un terremoto politico sulla Cittadella, assediata dalle dichiarazioni e dalle richieste di spiegazioni: il giorno dopo la pubblicazione della nostra esclusiva sull’interruzione ai trasferimenti europei alla Regione Calabria, finiscono nel mirino l’ex presidente facente funzioni Spirlì e soprattutto il direttore generale del Dipartimento Programmazione (che ricopre soprattutto il ruolo di Autorità di Gestione) Maurizio Nicolai.

La prima ad intervenire è l’europarlamentare calabrese Laura Ferrara, che ha depositato già nella serata di martedì un’interrogazione urgente alla Commissione Europea, per conoscere l’importo delle domande di pagamento bloccate e per verificare la natura delle irregolarità, al fine di salvaguardare la rendicontazione della programmazione e la stesura dei programmi 2021-27.


Parentela (M5s): «Un macigno sull’operato di Spirlì, Nicolai e Porcelli»

Dura nota del parlamentare grillino Paolo Parentela, che attacca frontalmente il presidente Spirlì ed in particolar modo i dirigenti Maurizio Nicolai e Roberta Porcelli, rispettivamente Autorità di Gestione e Autorità di Audit del Por Calabria 2014-2020: «Nino Spirlì e la sua giunta di centrodestra devono rispondere politicamente del blocco a tempo indefinito, da parte della Commissione europea, delle erogazioni del Fondo Sociale Europeo in favore della Calabria, con pesanti conseguenze per la formazione, il lavoro e il sostegno alle politiche scolastiche, dato che tanti milioni sono sospesi per riscontrate irregolarità nel sistema di gestione e di controllo della spesa pubblica. L’atto della Commissione Ue, comunicato nello scorso agosto, dunque in piena campagna elettorale per le ultime Regionali ma diventato noto di recente, pesa come un macigno sull’operato del dirigente regionale Maurizio Nicolai, negli anni scorsi candidato consigliere regionale, e della responsabile dell’Audit, Roberta Porcelli. Come Movimento 5 Stelle, eravamo stati tra i pochi a contestare, nel 2020, la nomina di Nicolai a primo dirigente regionale dei Fondi europei, in considerazione della sua pregressa esperienza elettorale. Allora nessuno volle ascoltarci; oggi possiamo dire, in ogni caso, che ci avevamo visto lungo». «I gravi rilievi della Commissione – incalza il deputato del Movimento 5 Stelle – siano un monito per la politica, a partire dal nuovo presidente della Regione, Roberto Occhiuto, affinché le nomine dirigenziali siano sganciate dalle appartenenze o vicinanze a schieramenti e partiti politici. Resta il fatto che lo stesso centrodestra ha consegnato alla nuova amministrazione regionale l’ennesimo, grave problema».

D’Ambra, vicepresidente nazionale Psi: «Episodio gravissimo»

Attacco frontale alla Regione anche dal vicepresidente nazionale del Partito Socialista Italiano, Francesca D’Ambra: «La Commissione Europea avrebbe bloccato i Fondi Europei per due presunte irregolarità - di gestione e controllo - in particolare, del Fondo Sociale Europeo. È un episodio gravissimo, incalza la D'Ambra, in quanto l'attuale compagine Regionale, in continuità al lavoro svolto in precedenza, ne dovrà rispondere politicamente, soprattutto alla luce di una campagna elettorale basata sulla continuità e il progresso, sbandierando come l'utilizzo dei Fondi sia la chiave di volta per risollevare le sorti di questa Regione. Una mancata ed esaustiva giustificazione sulla gestione di questi fondi comporterebbe un ulteriore buco alla spesa pubblica che andrebbe, ulteriormente, ad aggravare la situazione calabrese».

Nicola Morra: «Al peggio non c’è mai fine»

«L’Unione Europea – scrive Morra in un post su Facebook - ha rilevato irregolarità nella gestione dei fondi europei, ipotizzando che sia l'intero sistema di gestione e controllo della spesa pubblica a dover essere seriamente attenzionato perché irregolare! - ed ha bloccato i pagamenti per alcuni progetti già finanziati dalla regione Calabria, mettendo a rischio l'intero Por, Programma Operativo Regionale. La Commissione sostiene che alcuni pagamenti non sono supportati dalla necessaria documentazione. Questo vuol dire che se ci sono errori finanziari, problemi nella gestione, criticità amministrative, la Commissione Europea può decidere di non rimborsare quella spesa, creando così un buco nelle casse regionali. Ma, soprattutto, vuol dire che in Calabria non si sanno spendere fondi pubblici attenendosi a quanto prescritto dalla normativa vigente! Se a governare la macchina amministrativa sono persone le cui competenze sono inadeguate, perché magari sono entrate in ruolo attraverso sanatorie e stabilizzazioni e non attraverso rigorose prove selettive, non ci si deve stupire».

Anna Laura Orrico: «Episodio di una gravità enorme»

«È un episodio che rinnova, purtroppo, la scarsa propensione della Regione Calabria a spendere adeguatamente i fondi europei. Nella tempistica, nella visione, ora anche nella trasparenza». È dura Anna Laura Orrico, deputata e ex sottosegretaria alla Cultura, verso la Regione Calabria: «Bruxelles avrebbe rispedito al mittente due domande di pagamenti (dell’8 giugno e del 28 luglio scorsi, il sistema funziona a rendicontazione) riguardanti il Fondo Sociale Europeo, il programma che sostiene la formazione, il lavoro e il sostegno alle politiche scolastiche lamentando carenze di gestione e di controllo. In sostanza la Commissione europea sostiene che alcuni pagamenti non sono supportati dalla necessaria documentazione. Non è la prima volta che succede – ovvero che i pagamenti vengano bloccati - ma l’episodio rimane comunque di una gravità enorme poiché qualora la domanda di pagamento non dovesse essere evasa oppure dovesse subire anche solo un taglio creerebbe un buco non da poco nelle casse della Regione mettendo a rischio il Piano operativo regionale per centinaia di milioni di euro».

Tangari, Italia in Comune: «Totale incapacità amministrativa»

Pesante l’affondo di Serafino Tangari, presidente di Italia in Comune Calabria: «Dopo il mancato utilizzo dei fondi destinati all'emergenza sanitaria, il centrodestra continua a dimostrare la totale incapacità gestionale e programmatica. Le opportunità di sviluppo grazie ai fondi richiedono capacità e lungimiranza, caratteristiche sconosciute a questa classe dirigente che dovrà amministrare la regione».

Volt Calabria: «Ancora malagestione»

Anche Volt, il partito presente in tutta Europa, ha contestato con una nota l’operato della Regione Calabria: «La nuova amministrazione Occhiuto – spiegano i referenti di Volt Calabria - dovrà dare risposta entro sei mesi altrimenti il rischio che salti il tavolo è forte. Come garantisti, ma europeisti convinti, chiediamo che l’amministrazione regionale risponda ben prima dei sei mesi indicati. Non possiamo mettere a rischio la tenuta finanziaria della Calabria già pesantemente compromessa da altri debiti di malagestione. Se i fondi dovessero essere bloccati definitivamente, infatti, il buco in bilancio che se ne verrebbe a creare condizionerebbe e non poco tutte le altre politiche, scuola e lavoro in primis. Un sistema di controllo attivo, efficiente e funzionale diventa fondamentale, specialmente in una regione come la nostra, cosa che invece secondo i tecnici manca completamente».

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