I consiglieri di opposizione chiedono spiegazioni sulla decadenza di La Rosa, sulle tensioni emerse in Consiglio comunale e sulle vicende richiamate nell'inchiesta Res Tauro. Nel mirino anche il clima politico e istituzionale delle ultime settimane.
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«Gioia Tauro merita chiarezza. E la chiarezza, oggi, non può più attendere». Si conclude con questo appello la nota congiunta diffusa dai consiglieri comunali di minoranza, che chiedono al sindaco Simona Scarcella, al presidente del Consiglio comunale Giulio Ranieri, al consigliere Luciano Mangione e all'intera maggioranza «risposte chiare, puntuali e documentate» su una serie di vicende che stanno alimentando il dibattito politico cittadino.
Nel documento, l'opposizione sostiene che la città si trovi in una fase particolarmente delicata e richiama diversi episodi emersi nelle ultime settimane. Tra questi, la decadenza del consigliere di opposizione Salvatore La Rosa, rispetto alla quale vengono evidenziati dubbi sulla correttezza delle procedure adottate, e quanto accaduto durante l'ultimo Consiglio comunale, nel corso del quale una consigliera di maggioranza avrebbe riferito in aula di presunte minacce rivolte al proprio coniuge.
Secondo i consiglieri di minoranza, si tratta di questioni che meritano chiarimenti pubblici e che non possono essere archiviate come semplice confronto politico. La nota affronta anche il tema del linguaggio utilizzato nel dibattito consiliare e richiama alcuni episodi che, secondo i firmatari, avrebbero contribuito ad alimentare tensioni all'interno dell'aula e della vita politica cittadina.
Ampio spazio viene poi dedicato alle vicende richiamate nell'ambito dell'inchiesta «Res Tauro». Pur ribadendo la piena fiducia nell'operato della magistratura e il rispetto del principio di presunzione d'innocenza, i consiglieri sottolineano come alcuni elementi emersi dagli atti d'indagine abbiano aperto interrogativi sul piano politico e amministrativo.
Per questo motivo l'opposizione chiede maggiore trasparenza su alcuni rapporti professionali e su circostanze che, a loro giudizio, richiederebbero spiegazioni pubbliche da parte degli amministratori coinvolti.
Nel documento viene inoltre richiamata la recente nomina della Commissione d'accesso da parte della Prefettura, considerata dai consiglieri un elemento che dovrebbe spingere tutte le forze politiche ad adottare un ulteriore livello di rigore e trasparenza nell'azione amministrativa.
«Accanto alla responsabilità giudiziaria esiste anche una responsabilità politica», scrivono i consiglieri di minoranza, che rivendicano il diritto-dovere di sollecitare chiarimenti ogni volta che emergono questioni ritenute rilevanti per la credibilità delle istituzioni cittadine.
Da qui la richiesta rivolta all'amministrazione comunale di fornire risposte nel merito delle vicende sollevate, affinché – concludono – «la fiducia nelle istituzioni possa essere difesa attraverso la trasparenza, la coerenza e il coraggio della verità».

