Nella lettera indirizzata al consiglio comunale il primo cittadino punta il dito contro la mancata stabilizzazione dei Tis, le difficoltà finanziarie dell'ente e l'assenza di sostegno istituzionale. «Decisione sofferta ma inevitabile», afferma nella missiva
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Il sindaco di Guardia Piemontese, Vincenzo Rocchetti, ha rassegnato formalmente le proprie dimissioni dalla carica, affidando a una lunga lettera protocollata le ragioni di una decisione definita «sofferta», ma ormai inevitabile.
La lettera
Nel documento indirizzato al consiglio comunale e, per conoscenza, al segretario comunale Francesco Vergara, il primo cittadino spiega di non ravvisare più le condizioni minime, politiche, finanziarie e istituzionali, necessarie per proseguire l'azione amministrativa.
«È una decisione assunta con profondo rammarico ma guidata da un inderogabile senso di responsabilità verso i cittadini e verso l'istituzione che ho avuto l'onore di guidare», scrive il sindaco, sottolineando come la scelta sia maturata dopo mesi di difficoltà e criticità ritenute non più superabili.
La questione dei Tis
Tre, in particolare, i punti che avrebbero portato alle dimissioni. Il primo riguarda la situazione occupazionale legata ai Tirocinanti di Inclusione Sociale (Tis). Secondo il sindaco, la mancata stabilizzazione dei lavoratori rischia di determinare una vera e propria paralisi dei servizi comunali.
Nella lettera si evidenzia come l'impossibilità di procedere alla contrattualizzazione delle unità operative impiegate presso l'ente renderebbe materialmente impossibile, a partire dal 30 giugno, garantire attività essenziali quali la pulizia del territorio e la manutenzione ordinaria.
«Non sono disposto a presiedere un'amministrazione condannata alla paralisi strutturale e all'incapacità di garantire i servizi minimi essenziali di decoro urbano ai propri cittadini», afferma il primo cittadino.
Criticità nei rapporti con l’Organo di Revisione
Altro elemento di forte criticità sarebbe rappresentato dai rapporti con l'Organo di Revisione. Il sindaco denuncia infatti quello che definisce un «ostruzionismo tecnico-finanziario», sostenendo che continui pareri negativi avrebbero ostacolato l'adozione di variazioni di bilancio e di altri strumenti finanziari considerati indispensabili per il funzionamento dell'ente.
Secondo la ricostruzione contenuta nel documento, l'attività di controllo avrebbe finito per trasformarsi in un fattore di blocco dell'azione amministrativa, limitando la capacità del Comune di adottare interventi ritenuti necessari.
Il rapporto con gli enti sovra-comunali
Il terzo motivo alla base delle dimissioni riguarda invece il rapporto con gli enti sovracomunali. Il sindaco lamenta una sostanziale assenza di sostegno istituzionale da parte dei livelli superiori di governo.
«Il Comune non può essere lasciato solo a gestire crisi sociali, occupazionali e strutturali di tale portata», si legge nella lettera, nella quale viene denunciato il mancato concretizzarsi di promesse e interlocuzioni che avrebbero dovuto garantire supporto amministrativo e finanziario.
Una nuova fase
Le dimissioni aprono ora una fase delicata per il futuro amministrativo di Guardia Piemontese. Come previsto dalla normativa, il documento sarà sottoposto agli adempimenti previsti dal Testo unico degli enti locali. Resta da capire se nei prossimi giorni vi saranno sviluppi politici in grado di modificare il quadro delineato dal sindaco o se la crisi amministrativa sia ormai destinata a produrre effetti definitivi sulla guida del Comune.

