Crisi di governo

I sindaci calabresi pro Draghi: Cosenza e Reggio pronti a firmare l’appello, attendisti gli altri

Il sindaco Caruso e i due colleghi dello Stretto si accoderanno all’iniziativa già in essere. Stasi (Corigliano Rossano) guardingo. All’orizzonte il nodo dell’alleanza con il M5s (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Antonio Clausi
18 luglio 2022
13:31
Mario Draghi
Mario Draghi

È l’inizio della settimana che segnerà il punto di svolta nella legislatura di Mario Draghi, con le destre che spingono per il voto in autunno. Tutto ruota intorno al Movimento Cinque Stelle, sempre più simile alle paludi del Vietnam. Altro che il primo partito d’Italia come risultato alle ultime elezioni politiche. A tenere banco nel week-end, oltre alle infuocate riunioni su Zoom a cui hanno partecipato anche i pentastellati calabresi, è stato l’appello lanciato al premier da governatori e sindaci. Roberto Occhiuto non si è unito al coro, spendendo però parole al miele per il Presidente del Consiglio in ossequio alla linea di Forza Italia. Di parere differente Ernesto Magorno, senatore di Italia Viva. Il sindaco di Diamante ha dato il suo endorsement, così come in mattinata è arrivato quello del collega di partito e primo cittadino di Sellia Marina Francesco Mauro.

Il sindaco di Cosenza sottoscriverà il documento

L’iniziativa bipartisan partorita da Stefano Lo Russo e Dario Nardella, rispettivamente sindaci a Torino e Firenze, fino a questa mattina aveva avuto poco appeal in Calabria. Franz Caruso fa sapere da Cosenza che lui però condivide il documento e che ha intenzione di sottoscriverlo pubblicamente. Del resto, l’esperienza politica di Palazzo dei Bruzi finisce spesso sulla bocca di esponenti di governo di centrosinistra come modello da riproporre in futuro. Flavio Stasi (Corigliano Rossano) non dà punti di riferimento. Vuole entrare nel dettaglio e porterà nel pomeriggio il tema all’attenzione del Direttivo Regionale Anci. Nicola Fiorita, nuovo inquilino a Palazzo dei Nobili, è fuori regione e non si è espresso sull’argomento.


Che ne sarà dell’alleanza?

Chi per un modo, chi per un altro, i sindaci sopra citati hanno conseguito la vittoria elettorale anche con l’apporto del M5S che a Cosenza vanta anche un assessore (Veronica Buffone al Welfare), l’unico in tutta la Calabria considerato che Paola Giglio nel capoluogo è consulente esterno della squadra di governo. Se la frattura diventasse scomposta, però, non esisterebbe gesso per tenere in piedi l’alleanza a livello nazionale con tutti i possibili risvolti del caso traslati nel locale.

A Catanzaro il sostegno è stato diretto, con una lista appartenente alla coalizione, a Cosenza l’unione fu sancita al ballottaggio, a Corigliano Rossano la stretta di mano fu più platonica. Ma non è un mistero che, escluso il candidato di area, gran parte dei voti dei grillini furono decisivi per l’exploit finale di Stasi. Cosa che non avvenne invece a Reggio Calabria, quando Giuseppe Falcomatà sbaragliò la concorrenza inchiodando il Movimento ad un anonimo 2,49%. Tornando all’attualità, i sindaci facente funzioni Paolo Brunetti e Carmelo Versace si apprestano a sottoscrivere il documento.

«Mi unisco agli oltre 1000 colleghi sindaci che in queste ore si sono mobilitati per la permanenza di Mario Draghi a Palazzo Chigi e annuncio la mia firma alla lettera preparata nelle scorse ore», ha affermato Brunetti (Italia Viva), primo cittadino facente funzioni di Reggio Calabria. «L'azione di questi mesi di governo ha portato l'Italia a essere Paese leader in Europa, per questo, è fondamentale andare avanti in questa direzione». Inoltre, ha annunciato che «Italia Viva Calabria sarà presente alla manifestazione a sostegno di Draghi premier organizzata alle 18.30 a Roma».

Sulla stessa lunghezza d'onda Versace, sindaco ff della Città metropolitana: «L'Italia non può permettersi una crisi di Governo oggi. In questo clima di incertezza nazionale una fase di stallo sarebbe un colpo mortale non solo sotto il profilo economico, ma anche per il corretto funzionamento dell'importantissima filiera attivata, in collaborazione con gli Enti territoriali, per la spesa dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Reggio Calabria quindi si unisce al coro di voci sollevato da più di mille sindaci italiani, chiedendo al Premier Mario Draghi di andare avanti».

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