“In tutto il mondo la fibra ottica corre, ma a Catanzaro cammina col deambulatore”
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“Benvenuti a Catanzaro, la città dove il tempo non è denaro, ma un'infinita, mistica attesa del "segnale perduto". Se siete tra quegli ottimisti che pensano di rinnovare la carta d’identità in una mattinata lavorativa, abbiamo una brutta notizia: siete degli illusi. Ma abbiamo anche una bella notizia: l’ufficio anagrafe è diventato ufficialmente il miglior centro di mindfulness della Calabria. Il miracolo quotidiano della "mancanza di linea" In tutto il mondo la fibra ottica corre, ma a Catanzaro cammina col deambulatore. Ogni mattina, negli uffici comunali, va in scena il miracolo della scomparsa del bit. Gli impiegati, con lo sguardo rassegnato di chi sta fissando un deserto digitale, pronunciano la litania sacra: "C'è un calo di linea". Sottolineiamolo bene: non è un guasto eccezionale, è un appuntamento fisso. È un evento affascinante che si ripete ogni santo giorno, con una regolarità tale che sospettiamo ormai che il server comunale non sia collegato alla rete elettrica, ma a un criceto stanco che, verso le nove del mattino, decide giustamente di andare in pausa sindacale.
La "mancanza di linea" a Catanzaro non è un’emergenza, è un tratto distintivo, quasi un brand locale. Un ufficio per sognatori mentre il resto del pianeta si affanna tra intelligenza artificiale e cloud, Catanzaro resiste e rilancia la Transizione Preistorica. Perché digitalizzare quando puoi costringere centinaia di persone a socializzare per ore in un corridoio, scambiandosi opinioni sul meteo e ricette di cucina in attesa che un router decida di risvegliarsi dal coma? • Il sistema non risponde? Almeno lui è coerente con l'amministrazione. • La pratica è bloccata? Consideratelo un invito alla riflessione esistenziale. • Manca la linea? Ormai è la colonna sonora ufficiale dei nostri uffici pubblici. Vogliamo rassicurare la cittadinanza: non si tratta di inefficienza. È una scelta stilistica. In un mondo che va troppo veloce, l'Anagrafe di Catanzaro è l'ultimo baluardo della lentezza consapevole. Un applauso a chi, con pervicacia, riesce a mantenere la città scollegata dal futuro, un "fuori servizio" alla volta. Dopotutto, a che serve un documento d'identità se sappiamo benissimo chi siamo? Siamo quelli che aspettano. Ogni giorno. Senza linea”.

