Il circolo di Castrovillari cita tutti gli enti del comprensorio amministrati dal centrodestra che in queste ore hanno registrato roghi e chiede di indagare fino in fondo. Bevacqua (Pd): «Parole che lasciano basiti, vergognoso alimentare suggestioni»
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La drammatica foto postata da FdI Castrovillari e il relativo commento
La Calabria brucia, il Pollino corre seriamente il rischio che le sue faggete e le sue pinete vengano incenerite dall’azione ignobile dei piromani e Fratelli d’Italia Castrovillari si lascia andare ad un’associazione di idee che ha lasciato di stucco i più. Un probabilmente frettoloso post comparso sul profilo social del circolo mette in relazione i roghi divampati nel comprensorio al colore politico delle amministrazioni. Quanto bastava affinché una serie di utenti esternasse incredulità nelle risposte, alle quali i meloniani ribattevano tenendo il punto. Qualcuno si è finanche chiesto se fosse Lercio, il popolare e irriverente sito satirico alimentato quotidianamente da un collettivo di circa trenta autori, comici e sceneggiatori sparsi in tutta Italia.
«A pensar male, qualche domanda viene spontanea dopo l’indagine della Protezione civile che ha individuato diversi inneschi - hanno scritto i calabri eredi dell’MSI -. Castrovillari è amministrata dal centrodestra. Morano è amministrata dal centrodestra. Cassano è amministrata dal centrodestra. La Provincia è guidata dal centrodestra. La Regione è guidata dal centrodestra. Il Parco del Pollino è guidato dal centrodestra. Viene inevitabile il parallelo dei sabotaggi alle infrastrutture (ferrovie, ecc). Per questo è indispensabile che sulle cause di questi incendi si indaghi fino in fondo, senza escludere alcuna pista. Se dietro questi roghi c’è la mano dell’uomo, e non è un singolo, i responsabili devono essere individuati e puniti con la massima severità».
Insomma, le fiamme per loro potrebbero essere divampate per un fare un dispetto ai sindaci. Come se in passato non sia stato acceso nemmeno un falò per ammirare la luna e le stelle. Ma, soprattutto, come se la prevenzione non fosse in capo esattamente a quelle figure apicali citate nel post di Fratelli d’Italia.
Mimmo Bevacqua, ex capogruppo del Pd in Regione nella passata legislatura, è sobbalzato dalla sedia non appena ha incrociato sulla sua bacheca il pensiero che ha animato il circolo castrovillarese del partito di Giorgia Meloni. «Vergognoso parlare di complotto. Di fronte agli incendi che stanno colpendo il Pollino e vaste aree della Calabria, lascia basiti il tentativo di Fratelli d’Italia di alimentare sospetti e suggestioni prima ancora che siano concluse le indagini. È un modo per spostare l’attenzione dai problemi reali e dalle responsabilità di chi oggi governa – ha detto -. Se dietro i roghi vi è la mano dell’uomo, sarà compito della magistratura e delle forze dell’ordine accertarlo e punire i responsabili. Ma la politica ha un altro dovere: prevenire, programmare e mettere in sicurezza il territorio».
Per Bevacqua «è paradossale che siano proprio gli esponenti del centrodestra a evocare scenari di sabotaggio e complotti, ricordando essi stessi che Comuni, Provincia, Regione e Parco del Pollino sono governati dalla loro parte politica. Più che cercare alibi, dovrebbero spiegare ai cittadini cosa è stato fatto in questi anni per rafforzare la prevenzione, la manutenzione del territorio e la capacità di risposta agli incendi».
Poi ancora: «Come gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale avevamo presentato una proposta di legge organica, “Terra Ferma – Montagna Solidale”, nata proprio per affrontare in maniera strutturale le criticità delle aree interne e montane, puntando sulla cura del territorio, sulla prevenzione del dissesto e degli incendi, sul rafforzamento dei presìdi e sul sostegno alle comunità locali. Quella proposta è rimasta nei cassetti del consiglio regionale, non trovando particolare attenzione da parte della maggioranza».
«Oggi, mentre la Calabria conta danni ambientali, economici e sociali enormi, la propaganda non spegne gli incendi – ha concluso -. Servono una strategia, investimenti e una politica capace di prevenire le emergenze, non di alimentare teorie prive di riscontri. È da qui che bisogna ripartire, non dall’ennesimo post costruito per sfuggire alle responsabilità di governo».

