AAA medici cercansi. Manca solo l'annuncio sui giornali, poi davvero il presidente/commissario, Roberto Occhiuto non sa più dove sbattere la testa per trovare i camici bianchi necessari al nostro sistema sanitario.

Come ha detto ieri Pino Mammoliti, presidente del Tribunale dei Diritti del Malato, durante la diretta con “Dentro la Notizia” condotta dal nostro Salvatore Bruno, sembra che manchi una strategia d'insieme.

Abbiamo già parlato dei diversi dubbi che ha sollevato il provvedimento licenziato dal consiglio regionale in cui si stanziano 8 milioni in due anni ad Azienda Zero per affidare a società esterne il reclutamento di medici. Aggiungiamo che sempre il consiglio regionale aveva licenziato anche una norma che permetteva ai medici in pensione di tornare in corsia. A tutto questo si aggiunge l'appello lanciato dallo stesso Occhiuto lo scorso 15 gennaio in cui la Regione, tramite Azienda zero, aveva pubblicato una manifestazione d'interesse rivolta a tutti i medici calabresi e non che lavorano in Italia e all'estero a rientrare in Calabria dietro la promessa di avere un rimborso extra rispetto al contratto collettivo di lavoro.

Nel reel Occhiuto rivolgeva un appello a tutti i calabresi a chiamare amici, parenti, conoscenti medici che lavorano fuori a rientrare. In cambio, come si legge nell'avviso pubblico a firma del direttore generale di Azienda zero, Gandolfo Miserendino, ai professionisti selezionati verrebbe riconosciuto “un contributo economico previsto nel contratto stipulato con le Aziende sanitarie nelle modalità rimborso spese forfettario, come indennizzo per spese di servizio nei limiti delle risorse rese disponibili”.

Insomma l'extra promesso non era chiarissimo. Ma com'è andata questa manifestazione d'interesse e come si concilia con gli otto milioni messi a disposizione per fare scouting di medici?

Non si sa bene. Nella d'interesse c'era scritto che la Regione era a caccia di specialisti nelle seguenti branche: manifestazione anestesia, anatomia patologica,cardiologia, chirurgia generale, geriatria,ginecologia ed ostetricia, medicina d'emergenza e urgenza, medicina interna, pediatria, ortopedia, psichiatria, radiodiagnostica, radiologia e urologia. Quasi tutte le branche insomma.

Come detto non sappiamo che esito ha avuto questo tentativo. L'unica traccia che abbiamo sono le dichiarazioni dello stesso Occhiuto durante un incontro organizzato dal Premio Sila sulla sanità che si è tenuto a Cosenza lo scorso 18 febbraio: «In Calabria abbiamo bandito una manifestazione di interesse offrendo un'indennità per le spese di alloggio. Hanno risposto 53 medici calabresi disponibili a rientrare, oltre a circa 180 medici stranieri».

A che punto è la selezione? A quali specialistiche appartengono le persone che hanno risposto al bando? Su questo c'è un mistero. Così come non si capisce perché affidare otto milioni a società terze per reclutare medici se c'è la manifestazione d'interesse e la strada ordinaria dei concorsi.

Fra l'altro c'è un altro problema che è quello della verifica delle capacità professionali. Nel reclutamento dei cubani ci fu un'aspra polemica con l'Ordine dei medici perché l'accordo con Cuba prevedeva che fosse il Dipartimento della Salute a verificare la rispondenza dei titoli di studio. Adesso che ci affidiamo a società terze, a chi sarà affidata questa verifica? Verrà fatta direttamente dalle società affidatarie del servizio? Anche questo è poco chiaro.

Èsoltanto il caso di ricordare che in Lombardia l'Ordine dei Medici ha intentato una causa contro la Regione per il reclutamento di medici extra Ue proprio su questo punto. Il Tar per ora ha dato ragione all'Ordine e si attende adesso la fissazione dell'udienza davanti al Consiglio di Stato. Se dovesse confermare la sentenza di primo grado si aprirebbe un bel rebus.