«È un periodo di transizione. C’è da riorganizzare la macchina e il partito in Calabria che, in questo momento, non ha quel seguito che aveva all'inizio». Messe in archivio le dimissioni l’ex commissario della Lega in Calabria guarda al futuro politico dalla sua posizione da vicepresidente della giunta regionale. A livello nazionale il “partito camomilla” è minacciato dai secessionisti di Futuro Nazionale che anche in Calabria miete proseliti.

Filippo Mancuso, al contrario, non sembra affascinato dalle sirene dell’estrema destra. Conferma la sua disponibilità a servizio del partito. «Siamo fiduciosi che si possa ricreare quell'atmosfera e quella capacità di fare sintesi per poter dare il nostro contributo anche in Calabria. È un partito del centrodestra, un partito di maggioranza – riflette -, dobbiamo prepararci soprattutto per le elezioni politiche del prossimo 2027. Sono fiducioso che si possa ricreare quell'atmosfera di collaborazione, quell’unità di intenti che può portare a un risultato accettabile al rappresentato in Giunta e in Consiglio, che ha ottenuto un bel risultato alle regionali, un buon risultato all'europee. Insomma, penso che si possa ripartire da qui».

La Lega in Calabria,un partito da ricostruire. Il post dimissioni di Mancuso e la minaccia Vannacci rende il percorso ancora più complesso. Parla il vicepresidente della Giunta che conferma il suo ruolo nel partito 

Per Mancuso, il “fenomeno” Vannacci e soprattutto la fuoriuscita di eletti della Lega, non rappresenta una immediata minaccia per il partito che si prepara alle prossime elezioni. «Qui si continua a parlare alla pancia della gente quando bisognerebbe invece ragionare in termini programmatici. Bisogna ragionare insieme, cercare l'unità del centrodestra e parlare dei temi con la dovuta moderazione. Ad estremizzare – precisa - ci siamo, però non fa parte del mio dna o del dna di questo centrodestra. Andiamo avanti così, penso che riusciremo a trovare la quadra lo stesso».

Tra gli appuntamenti elettorali in agenda il prossimo anno però non ci sono solo le elezioni politiche. Tornerà al voto anche il comune capoluogo di regione e l’esponente della Lega non nasconde la sua disponibilità alla candidatura allo scranno più alto di Palazzo De Nobili. «È un argomento di cui non si è ancora discusso, o meglio il centrodestra non si è riunito per decidere di questa questione. Penso che ci sarà a breve, subito dopo l'estate, una riunione dei partiti del centrodestra per decidere chi dovrà essere il candidato. Credo che la candidatura a sindaco sarà decisa a Roma, com’è giusto che sia. Come ho detto più volte, è quindi inutile che ognuno di noi voglia mettere il proprio nome nella lista dei candidati».

Riguardo alla disponibilità a candidarsi Mancuso conferma: «È ovvio che se ci sono le condizioni e l’ambiente favorevole saprei da dove ripartire. Però è una autocandidatura che non ha senso, è utile che il centrodestra arrivi ad esprimere una candidatura unitaria».