La foto ritoccata nel post di Roberto Vannacci? «È una cosa schifosa, oltre ogni limite. Io sono già stata oggetto di attacchi sessisti in passato, ma non mi aspettavo che uno che si candida a fare il leader politico possa utilizzare come strumento di campagna elettorale un software che ti toglie la maglietta per attaccare il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto o, comunque, per prendere voti. La trovo una cosa surreale». Così a LaPresse Matilde Siracusano, sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia.

Alla domanda se abbia intenzione di querelare Vannacci, Siracusano risponde: «Ci sto pensando, perché ogni cosa va fatta con uno spirito di servizio per evitare che comunque la cosa possa ripetersi. Credo che sia doveroso farlo, perché noi legislatori per primi dovremmo dare il buon esempio. Se una cosa non si può fare ed è reato, le azioni legali vanno intraprese».

Siracusano poi aggiunge: «Che problema ha con le donne Vannacci? Si rilassi un attimo, perché tutto questo accanimento nei confronti delle donne sta diventando veramente stucchevole».

«Oltretutto io non ho nulla a che vedere con il territorio di Reggio Calabria, non sono mai stata candidata e mai mi candiderò a Reggio. Un significato politico si fa fatica a trovarlo, perché il confronto politico io sono prontissima a farlo con Vannacci, di risorse sul mio territorio ne ho portate», prosegue Siracusano.

«Questo è un problema per tutti, perché se un politico usa questi strumenti che sono di una gravità inaudita anche lo sforzo del legislatore può fare per arginare questa deriva, si vanifica, perché noi siamo i primi a dover dare l'esempio di ciò che non si deve fare. Io ho le spalle larghe, affronto le cose con una certa serenità ma se normalizziamo il fatto che una donna possa essere spogliata, perché la vuoi denigrare, perché non ci sono altri obiettivi...», conclude Siracusano.