Lamezia, Comune chiede lo stop del riconteggio dei voti e l’intervento del Tar

Il parlamentare D’Ippolito: «Mascaro teme il taroccamento del voto?». Intanto secondo Massimo Cristiano, uno dei ricorrenti, le prime verifiche avrebbero fatto emergere risultati disastrosi

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di Tiziana Bagnato
7 luglio 2020
15:21

È ancora bagarre sul riconteggio dei voti dell’ultima competizione elettorale lametina. Dopo il via libera del Tar sembrava che si dovessero solo attendere i risultati dei controlli, ma ora il Comune ha chiesto tramite i suoi legali che le operazioni vengano interrotte e che venga verificato il lavoro svolto fino ad ora.

 

A darne notizia è stato in primis Massimo Cristiano, candidato alla poltrona di primo cittadino nelle scorse votazioni e tra coloro che hanno presentato ricorso al Tribunale Amministrativo chiedendo, appunto, alla luce delle numerose discrasie emerse, correzioni con bianchetto ed anomalie varie, che le preferenze espresse in merito ai consiglieri venissero riconteggiate.

 

A poche settimane dall’inizio delle operazioni l’amministrazione ha chiesto, invece, lo stop, scatenando la reazione stizzita non solo di Cristiano, ma anche del deputato pentastellato Giuseppe D’Ippolito. «L’unico modo per accertare se le ultime elezioni comunali di Lamezia Terme siano falsate da brogli elettorali è aspettare che la Prefettura completi le verifiche in corso, senza ostacolarne il lavoro. Sfugge, pertanto – afferma il parlamentare - il motivo per cui il sindaco lametino Paolo Mascaro, che è rappresentante legale del Comune, non intenda aspettare l’esito delle verifiche della Prefettura. Chiarisca come mai gli avvocati del municipio si stanno opponendo con tutte le loro forze al completamento degli accertamenti disposti a seguito dei ricorsi presentati, tra cui quello del Movimento 5 Stelle».


«Mascaro - incalza ancora il pentastellato - ha il dovere di spiegare pubblicamente le ragioni di questa netta ostilità del Comune nei confronti della Prefettura. Ha paura che emerga il taroccamento del voto? Non ritiene doveroso, nell’interesse di tutti, che si stabilisca la verità dei fatti, anche alla luce del precedente scioglimento per infiltrazioni del Consiglio comunale lametino, che mi auguro non si ripeta un’altra volta?».

 

«Mascaro rompa il suo silenzio – conclude D’Ippolito – ed esca allo scoperto. Dica da che parte sta, se con le istituzioni oppure con i suoi partiti di riferimento. Dica se teme qualcosa o qualcuno oppure se anche lui, come noi, vuole che si faccia luce, una volta per tutte, sulla regolarità o meno delle passate Comunali».

 

Disastrosa secondo Massimo Cristiano la situazione che sarebbe emersa dai primi controlli: «Sono state verificate sette sezioni sulle 48 di cui è stata disposta la verificazione. Nelle sezioni verificate dalla Prefettura di Catanzaro, sino ad oggi è emerso tutto quanto da noi denunciato nel ricorso e durante le verificazioni effettuate, sono state aperte le buste contenenti le schede elettorali, ed addirittura dal riconteggio delle schede sono emersi dati ancora più gravi, una diffusa alterazione dei risultati elettorali, ed un disordine generale in contrasto alle più elementari norme di legge».

 


«Il Comune di Lamezia si è opposto a che la Prefettura stessa continui nel riconteggio delle schede elettorali per come sta giustamente facendo, chiedendo di interrompere le verificazioni in corso e per richiedere lumi al Tar Calabria in merito all'attività svolta dalla Prefettura» spiega ancora Cristiano. Il tutto mentre sono in corso le verifiche sui debiti pendenti di alcuni consiglieri comunali che potrebbero essere motivo di non compatibilità e portare ad un nuovo assetto dell’assise.

Giornalista
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