«Il decentramento è un valore enorme, a mio giudizio, altrimenti non avrei accettato di assumere questo incarico e questa delega che mi è stata attribuita dal sindaco Giuseppe Falcomatà che ringrazio anche per questa cosa. Ma intanto dobbiamo dire che c'è una grande attesa e un'alta domanda della comunità reggina. E' indubbio che dove le città si sono organizzate nel corso del tempo attraverso un assetto decentrato, che significa partecipazione e una diretta responsabilizzazione della comunità alla vita istituzionale, sociale e politica delle città, si sia verificata in maniera pratica un interesse della comunità rispetto al territorio con maggiore efficacia, con maggiore possibilità di intervento».

È Giuseppe Giordano, consigliere comunale di maggioranza con delega al Decentramento, ad inaugurare la rubrica “A tu per tu” de ilreggino.it in questo 2026. Il tema del decentramento e la reintroduzione delle Circoscrizioni rappresentano anche l’ultimo tema affrontato dalle forze politiche a fine 2025, mettendo tutti d’accordo sul fatto che negli ultimi dieci anni, per dirla con Giordano «è mancata la leva sul territorio, soprattutto nelle aree più periferiche, rispetto ai problemi, rispetto alla partecipazione, ma ha una interfaccia viva anche tra la macchina amministrativa e il territorio, che veniva rappresentato bene, in alcuni casi egregiamente, dai rappresentanti circoscrizionali, sia Presidenti sia anche Consiglieri».

L’analisi di Giordano, nel corso di una intervista andata avanti per circa mezz’ora, parte dalla riduzione da quindici a cinque presidi.

«Intanto partiamo dall'assunto che la norma, ancorché modificata nel 2022 attraverso l’intervento legislativo dell'onorevole Cannizzaro, che ha consentito di comprendere tutti i capoluoghi di città metropolitane, a prescindere dalla soglia della popolazione di 250.000 abitanti, era già vigente. il Tuel era stato già aggiornato e impone che la popolazione media dei singoli organi di decentramento debba essere non inferiore a 30.000 abitanti. Quindi significa che è stata una tappa obbligata anche passare da 15 a 5 per rispettare questo vincolo normativo. Devo dire che su questo si è fatto anche un lavoro nel corso del tempo».

Giordano parla di una serie di atti che hanno anche una coerenza fra loro, perché «non arriviamo alla modifica dello Statuto così, facendo un semplice aggiornamento della Carta Costituzionale del Comune, ma ci passiamo attraverso uno studio, attraverso un'analisi, attraverso delle valutazioni, attraverso un ascolto, perché il vantaggio da delegato ma anche da consigliere comunale, è che ho vissuto tutta la fase della Commissione, sia prima di assumere la delega, quando la Commissione era retta dal Presidente Califano, sia quando è subentrato il Presidente Marino. Ho promosso anche le audizioni di ex Presidenti di Circoscrizione, sono venuti giuristi, sono venute associazioni, c'è stata partecipazione».

Frutto di questa partecipazione è la costruzione di un processo, il progetto della riforma, che non è solamente una serie di atti di statuto, regolamento e delimitazioni. «Abbiamo ragionato su questo, c'è stato anche il lavoro del Masterplan che ha dato una prima ipotesi di delimitazione, partendo dal presupposto del vincolo normativo, ma anche partendo da alcuni elementi cardine, il rispetto dell'identità territoriale».

La mente di Giordano torna a quasi un secolo fa, al tempo della Grande Reggio che ha accorpato i Comuni limitrofi. «Le circoscrizioni, quasi tutte, derivano da quella fusione a freddo, sono comunque Gallico, Pellaro, Gallina, Cataforio, etc... Mettere assieme questo processo non è stato semplice, cercando di salvaguardare le identità territoriali delle comunità, tenendo conto anche dei servizi, della viabilità, della fisiografia. Si è ragionato anche rispetto alla vecchia configurazione a 15, rispetto agli assi, alle vallate, ma si è tenuto conto del livello di istruzione, delle parrocchie, c'è stato uno studio che ha portato a fare delle scelte, che non sono definitive, e infatti la Commissione ha iniziato già a lavorare, nello stesso spirito per cercare di completare questo processo e fare delle scelte definitive che sono scelte politiche».

Insomma un iter tutt’altro che semplice. Ma perché un arco temporale così lungo? «La complessità in parte, ma in parte deriva anche dalla verifica di sostenibilità finanziaria e quindi da un'ipotesi che era stata pensata anche dall'amministrazione di un differimento, se fosse stato possibile, non farle coincidere con l'elezione. Ma questa cosa poi è stata, attraverso il parere del Ministro, esclusa».

Le funzioni delle circoscrizioni saranno «decisive» per Giordano, perché rispetto agli organi meramente consultivi che si è conosciuti nel passato, questa volta avranno funzioni proprie rispetto a varie materie, tra le quali quella da cui deriva la maggiore aspettativa della comunità, i servizi.

«Significa le manutenzioni, la gestione e la cura del patrimonio di rango locale, ovviamente non quello ricadente nelle circoscrizioni che ha una dimensione più ampia, di natura comunale, cittadina. Significa una presenza di uffici che potranno dare le risposte alla vita della comunità. Già questo processo in parte esiste. In Consiglio Comunale ho detto che il terreno si prepara, al di là dell'intervento normativo, al di là della riforma che stiamo facendo e che completerà il Consiglio Comunale, ma l'amministrazione della città non parte da zero. Faccio un esempio sulle politiche sociali, il welfare è un altro asse importante di questa nuova configurazione del decentramento, ma in buona parte esiste, perché la costruzione dei poli sociali territoriali, che in qualche modo è quasi coincidente rispetto alla prossima configurazione delle circoscrizioni, è un fatto già in essere, quindi non si parte da zero. Sarà un punto fermo, come diventeranno dei punti fermi i presidi della Polizia Locale, perché c'è anche un tema di sicurezza. Inizialmente con le stazioni mobili, ma nel momento in cui, perché la deadline dovrebbe essere il 2028, l'amministrazione respirerà, perché si libererà di un pesante impegno economico-finanziario e potrà disporre di risorse importanti, oltre 10 milioni di euro all'anno che potranno essere investite in servizi e anche nell'assetto del decentramento, allora potrà avere lo sviluppo completo il processo di decentramento. Ecco perché parlavo di progressività, perché non parte tutto al 100%, ma avrà una sua progressività. Poi sarà alla capacità di chi amministra renderlo, implementarlo, potenziarlo e farlo decollare».

Novità anche per quanto riguarda gli organismi delle Circoscrizioni.

«Gli organi ovviamente riflettono un assetto diverso del numero delle circoscrizioni, quindi un ridimensionamento, e ovviamente devono avere anche una proporzione rispetto allo stesso Consiglio comunale. I prossimi Consigli saranno formati da 16 componenti, oltre il Presidente. Ci sarà un organo esecutivo, nominato dal Presidente questa volta, quindi non eletto, sarà eletto il Vicepresidente. Queste sono le modifiche che abbiamo apportato anche allo Statuto, quando abbiamo licenziato questa modifica il 29 di dicembre».

Per Giordano l'organo consigliare sarà importante quanto la «responsabilità» con la quale ci si approccia al ruolo. «È un aspetto, una sfera più politica che istituzionale, la selezione della futura classe dirigente che avrà l'onore e l'onere di operare, di rappresentare la comunità da più vicino. La scelta deve essere su soggetti che abbiano veramente la voglia di farlo con spirito di servizio, e mi piacerebbe che si recuperasse proprio lo spirito di servizio dei primi anni delle circoscrizioni. Negli anni 80, primi anni 90, chi ha avuto l'onere e l'onore di fare il Presidente, il consigliere, l'ha fatto solo ed esclusivamente con spirito di servizio per la comunità. Non c'erano emolumenti, erano simbolici, irrisori, minimi. Anche ora si partirà con emolumenti minimi, per due ordini di motivi. Il primo è quello che dobbiamo tenere conto della sostenibilità e quindi degli spazi finanziari che l'amministrazione ha a disposizione. Su quelli non si può derogare. L’altro aspetto è che chi si vuole candidare deve sapere che si impegnerà per dare un servizio per la comunità, non certamente per il gettone o per avere una prebenda o un'indennità».

Ma Giordano batte ancora sul punto della responsabilità, «sicuramente dei partiti maggiori, che dovranno avere la capacità di selezionare e di individuare soggetti che vogliono veramente impegnarsi con quello spirito del passato».

Secondo il consigliere delegato la città ha bisogno che ci sia un sussulto per costruire veramente un percorso e un processo di bene comune, «per costruire autenticamente una prospettiva, intanto per rinsaldare anche il rapporto con la comunità, perché al di là delle forze politiche tante volte il rapporto con la comunità, col territorio è stato scollegato dalle istituzioni e anche dalla politica. Però, ripeto, l'importanza non è solo di rispettare un impegno elettorale, un patto, è l'importanza di dotare la città di qualcosa che serve. Il decentramento è di fondamentale importanza e io in Consiglio Comunale, non le sarò sfuggito, ho detto che è un processo sfidante, cioè non è un processo che viene sancito con l'approvazione di atti, quindi con l'elezione di un consiglio... Il processo è sfidante anche per la macchina amministrativa, tecnica, perché il decentramento imporrà un nuovo modello organizzativo nella città, dei servizi, a prescindere dalle funzioni che saranno assegnate, che diventeranno funzioni in parte proprie, in parte anche delegate, ma imporrà un nuovo rapporto, un approccio diverso dell'apparato tecnico, dirigenziale e amministrativo rispetto all'assetto della città».