L’insediamento del nuovo primo cittadino ha creato le premesse per una nuova stagione all’insegna dell’ascolto e del confronto. Fondamentale sarà la squadra, ma anche la voglia della città di tornare a splendere
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«Le feste sono finite, adesso Reggio!», ci verrebbe da dire al neo sindaco Francesco Cannizzaro, ribadendo il suo slogan elettorale, utilizzato anche nella prima vera occasione istituzionale, vale a dire la proclamazione a sindaco della città. «Adesso Reggio» diventa ora un impegno inderogabile, un imperativo da perseguire guardando ai prossimi anni, un motto che accompagnerà la sindacatura di Francesco Cannizzaro. Certo, potrà non entrare nel cuore di tutti i cittadini reggini, ma è un punto di partenza per un rinnovato rapporto di fiducia tra l’istituzione e i cittadini.
Diciamolo francamente, questa nuova stagione a Palazzo San Giorgio sta partendo nel migliore dei modi. Senza clamore, senza sbracamenti o rivincite, o addirittura vendette. I toni urlati, utili ad attirare l’attenzione in una campagna elettorale che ha lasciato per terra tanti “feriti” dei dodici anni di guida a trazione democrat, stanno lasciando il passo a uno stile diverso e, per certi versi, nuovo a “Piazza Italia”.
Forse è giunto il momento della pacificazione in questa città, spesso martoriata dai suoi stessi protagonisti. Cannizzaro questo sembra averlo capito in anticipo, arricchendo di sentimento, orgoglio, identità e buoni propositi un rapporto con la cittadinanza che adesso diventa anche epistolare, seppur al tempo dei social.
Non sono gesti che devono passare inosservati, soprattutto per chi non ha votato per lui. O, per dirla sempre con il primo cittadino, non ha votato né per lui né per gli altri non recandosi proprio alle urne. Cannizzaro sta provando a recuperare un rapporto con i reggini, divenuto troppo fragile in questi anni, ed è anche per questo, in segno di gratitudine, che il sindaco ha idealmente consegnato la fascia tricolore alla cittadinanza.
La vittoria, schiacciante, non è in discussione. La voglia di far vivere alla città una nuova stagione invece sembra esserci tutta. C’è un mix di esperienza politica, una qualificata, seppur non numerosa, professionalità che cammina fiera e sicura su tacchi e tailleur, c’è l’entusiasmo di tanti giovani, forse mai in questo numero, e anche facce nuove. Tutto atteso alla prova del nove, sia chiaro. Ma è inutile negare che si respira un’aria nuova.
Cannizzaro lo fa capire subito, anche con enfasi, usando argomenti tenuti in caldo proprio per la prima uscita con la fascia tricolore addosso. Intende bloccare gli atti che chi l’ha preceduto ha firmato nell’ultimo mese di campagna elettorale. Non ha detto che sarà tutto possibile, ma ha detto che ci proverà, dando anche un segno di chiara discontinuità amministrativa con alcune scelte discutibili da fine impero compiute di recente.
Ha inoltre bloccato i piani per le vacanze di più di un amministratore, annunciando la richiesta di votare a metà luglio per la Città Metropolitana, senza aspettare ottobre. Una decisione anche strategica sul piano politico, in modo da non permettere a un centrosinistra ancora frastornato di rimettere insieme i cocci di una sconfitta bruciante.
Il tutto mentre lo “scontro” a suon di riconteggi si è spostato sulla composizione del Consiglio comunale, circostanza che ritarderà la convocazione della prima seduta.
Prima, però, c’è la giunta. Chi pensava che quei criteri per la formazione dell’esecutivo – chi farà l’assessore deve considerarlo il suo primo e unico lavoro – fossero stati già dimenticati, magari sottaciuti per non infastidire qualche alleato, dovrà ricredersi. Cannizzaro lo ha ripetuto: quelle sono le regole d’ingaggio di base, che tradotto significa testa e cuore solo sui problemi della città.
I nomi e le professionalità che deciderà di inserire nella sua squadra diranno già qualcosa, ma è chiaro che poi quello che conta saranno i risultati. La forza politica e le “spalle larghe” serviranno a tenere insieme la coalizione anche nei momenti difficili, che pure vanno messi in conto.
D’altra parte non ci sarà una bacchetta magica che consentirà di risolvere gli atavici problemi quotidiani della città. Ma servirà dare una scossa decisa, cambiare approccio, instaurare un rapporto di continuo confronto con tecnici e dirigenza. Ed è lì che si misurerà la statura del nuovo sindaco. La città, quando è stata chiamata a decidere, ha già dimostrato di non fare sconti a nessuno.
Dunque, in bocca al lupo Francesco Cannizzaro, e buona fortuna Reggio. Entrambi, ma tutti indistintamente, anche la stampa, siamo artefici del futuro della nostra amata città.

