Sainato, Sorbara e Passafaro: «Grave scivolone istituzionale. La Costituzione parla chiaro. I titoli nobiliari non esistono»
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È accompagnata da una coda polemica la visita dei giorni scorsi nella Locride di Emanuele Filiberto di Savoia. A far discutere la targa celebrativa consegnata a nome del Comune di Locri al figlio di Vittorio Emanuele III che ha indotto i consiglieri di minoranza a presentare un esposto formale presso la Prefettura di Reggio Calabria per segnalare quella che definiscono «una palese e inaccettabile violazione dei principi costituzionali e del protocollo repubblicano».
Al centro della contestazione di Raffaele Sainato, Eliseo Sorbara e Ugo Passafaro c'è il testo impresso sulla targa (recante la firma del sindaco Giuseppe Fontana e dell'Amministrazione Comunale) in cui l'ospite viene omaggiato con l'appellativo di «S.A.R.» (Sua Altezza Reale), «Duca di Savoia» e «Principe di Piemonte e di Venezia», il tutto affiancato dallo stemma araldico della ex casa regnante.
«Accogliere gli ospiti nella nostra splendida città è sempre un piacere e un dovere di cortesia ospitale – dichiarano i consiglieri – ma c’è un limite invalicabile che è dettato dalla nostra Carta Costituzionale. La XIV disposizione transitoria e finale della Costituzione italiana stabilisce chiaramente che i titoli nobiliari non sono riconosciuti. Un privato cittadino o un'associazione possono usare i titoli che preferiscono nei loro salotti, ma un sindaco e un’Amministrazione Comunale non possono farlo quando agiscono in veste ufficiale e a nome di tutti i cittadini di Locri».
Secondo Sainato, Sorbara e Passafaro, l’uso di formule dinastiche e stemmi reali su un omaggio istituzionale configura un grave precedente e una ferita al principio di fedeltà alla Repubblica (Art. 54 della Costituzione), a cui ogni amministratore locale è vincolato tramite giuramento.
«Non si tratta di una sterile polemica formale – incalzano i consiglieri – ma di rispetto per la storia del nostro Paese e per l'ordinamento repubblicano. Il sindaco e la sua giunta non hanno l’autorità giuridica né politica per risuscitare prerogative regali che l'Italia ha superato 80 anni fa. Per questo motivo abbiamo ritenuto doveroso investire della vicenda il Prefetto di Reggio Calabria, affinché richiami l’Amministrazione al rispetto delle regole e del decoro istituzionale. Locri merita di essere rappresentata con rigore, serietà e nel pieno solco dei valori repubblicani».
L'esposto inviato alla Prefettura è stato corredato dalla documentazione fotografica della targa e si attende ora l'eventuale intervento degli organi di controllo governativi per fare chiarezza sulla vicenda.

