Il capogruppo del Pd a Palazzo Camapanella parla di «squilibrio tra la propaganda di Occhiuto e i dati pubblicati dalla Regione». E chiede «meno slogan, più risultati»
Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
«I dati ufficiali sugli incendi in Calabria smentiscono senza appello la propaganda del presidente Occhiuto e il suo modello “Tolleranza Zero” basato sull’utilizzo dei droni». È quanto afferma il consigliere regionale e capogruppo del Partito democratico Ernesto Alecci, il quale riferisce che, analizzando le tabelle pubblicate dalla Regione Calabria, «il modello lanciato dal presidente, che a suo dire dovrebbe essere replicato da altre regioni italiane e da altri Paesi Europei, in realtà con convince fino in fondo. Questo sistema di prevenzione è stato lanciato nel 2022, ma, come dicevamo, nel corso degli anni successivi i dati relativi a numero di incendi e il totale annuo di ettari bruciati ne mettono in evidenza tutti i limiti, smontando la narrazione entusiastica di Occhiuto».
Alecci passa quindi a snocciolare i dati: «Nel 2022 gli incendi totali sono stai 685 per 6450 ettari di territorio bruciati, nel 2023 gli incendi sono stai 515 per 8520 ettari bruciati, nel 2024 520 incendi per 7118 ettari, mentre il dato allarmante del 2025 si attesta su 759 incendi e ben 15.816 ettari bruciati. Di fatto, nonostante il piano di prevenzione della Regione, l’anno scorso è andato in fumo circa il doppio degli ettari rispetto all’anno precedente per un numero di incendi aumentato di ben il 50%. Praticamente, stando al report regionale, nel 2025 in Calabria abbiamo visto bruciare un territorio grande quanto quello vastissimo di Lamezia Terme».
Dati che, secondo l’esponente dem, dimostrano, «lo squilibrio tra i toni trionfalistici della Governance regionale e i risultati reali ottenuti negli ultimi anni in questo settore. Certamente il sistema dei droni può portare un aiuto concreto nella lotta agli incendi, e intendo ringraziare i professionisti che se ne occupano quotidianamente, ma è chiaro come questo non possa bastare. Bisognerebbe investire di più in personale e risorse, dotare chi conosce perfettamente i nostri territori di mezzi e strumenti per la prevenzione e la gestione degli incendi. Basterebbe, di fatto – conclude Alecci –, mettere in campo quello che si annuncia ogni anno ma che poi, purtroppo, rimane solamente sulla carta, per proteggere davvero il nostro straordinario ecosistema».

