Mentre autotrasportatori e agricoltori restano sulle strade, Orlandino Greco celebra la risposta del Governo a Salvini. Elisa Scutellà attacca: i fondi annunciati sono un palliativo e servono misure strutturali contro il caro carburante
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«La risposta del Governo è netta e senza fronzoli. E d’altronde Matteo Salvini è sempre stato pronto a metterci la faccia, soprattutto quando si tratta di affrontare le difficoltà di chi lavora e produce». E’ netto Orlandino Greco, consigliere regionale della Lega e presidente della Consulta dei Calabresi nel mondo, nell’elogiare l’esito dell’incontro fra alcune sigle dei manifestanti e il Ministro dei Trasporti e suo leader di partito. Forse Greco è all’estero, in una delle sue missioni per conto di Occhiuto, e non ha probabilmente contezza di quello che sta succedendo nel Meridione d’Italia. Autotrasportatori e agricoltori calabresi continuano i presidi, mentre i manifestanti siciliani si sono spaccati: molte sigle autonome che si ritengono insoddisfatte dell’esito dell’incontro in Prefettura a Milano.
Naturalmente non vogliamo buttare la croce addosso ad Orlandino Greco, ma la sua sortita social è indice della distanza sempre più profonda fra la politica e la società civile con la prima impegnata più a cercare il consenso del segretario di partito che della gente. Una tendenza che la nuova legge elettorale voluta dal Palazzo non ha attutito, anzi.
In effetti nell’incontro si parla di sblocco di somme che nessuno ha capito il perché fossero ferme. L’incontro, per inciso, è arrivato dopo tantissimo tempo dall’inizio delle proteste e addirittura in una prima fase era stato fissato per il 27 di ottobre, con tutta calma. E’ evidente che dalle parti del Governo nessuno fa la spesa. Se fossero entrati in un qualsiasi supermercato della grande distribuzione, vedendo gli scaffali progressivamente sempre più vuoti, si sarebbero accorti che forse la questione era un pelino urgente.
Nonostante il tempo passato, il primo intervento promesso dal Governo riguarda circa 480 milioni per il credito d’imposta che consentirà alle imprese che hanno presentato domanda di recuperare integralmente il 70% dell’extracosto del gasolio per i consumi da maggio ad agosto . Non l’intera spesa quindi, ma solo l’aumento con incentivi che verranno erogati dal 21 ottobre.
Un pannicello caldo perchè i manifestanti da tempo dicono che non ce la fanno più ad andare avanti con questo costo del carburante che rende antieconomico portare la merce sui mercati. Un costo che si riflette su tutta la filiera fino ad arrivare al prezzo finale sugli scaffali.
Probabilmente, allora, ha ragione Elisa Scutellà, capogruppo regionale del M5s, che in una nota invita Occhiuto e Meloni ad uscire dai reel e guardare in faccia la realtà. «I racconti della Meloni e di Occhiuto di un’Italia e di una Calabria in crescita, con un’economia in espansione - scrive - si sono infranti di fronte alle proteste di questi giorni e a questo clima di economia di guerra, con la gente sulle strade, il carburante che scarseggia, gli scaffali dei supermercati che iniziano ad essere vuoti. Occhiuto e Meloni uscite dai vostri reel»
«E’ inutile - continua la capogruppo - che il presidente della giunta regionale, Roberto Occhiuto, vada ai presidi per immortalarsi nel suo solito, quanto inutile, video. “Faccio quello che posso” è una dichiarazione d’impotenza. Così come i 15 milioni stanziati sono un palliativo rispetto al problema. Se davvero vuole atteggiarsi a leader nazionale, Occhiuto faccia pressione sul suo Governo nazionale affinchè adotti misure strutturali sul taglio delle accise concentrato sugli autotrasportatori e spinga la premier Meloni a far sentire davvero la sua voce a Bruxelles».
Ma c’è un problema più profondo rispetto le proteste di questi giorni. Il Governo più che non avere approntato misure idonee, sembra non saper interpretare il disagio profondo che serpeggia nel Paese. Così di fronte alle proteste dei ragazzi che chiedono un futuro l’unico rimedio che ha immaginato è quello dell’ottavo decreto sicurezza per scoraggiare quella sparuta minoranza che ha deciso di rovesciare bidoni, transenne, spaccar vetrine, rubare bici di Decathlon, razziare un supermercato e una boutique a Milano. Di fronte alla crisi del circuito produttivo italiano convoca pigramente e tardivamente una riunione promettendo ristori a babbo morto senza immaginare una diversa costruzione del mercato.


