Per l’esponente di Fratelli d'Italia Catanzaro, è un modo di amministrare che gli è valso, politicamente, il ruolo di "Temporeggiatore"
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“Se c'è un tratto che ha contraddistinto i quattro anni dell'amministrazione guidata da Nicola Fiorita è la tendenza a rinviare le decisioni, evitare di prendere posizione e aspettare che siano altri a scegliere. Un modo di amministrare che gli è valso, politicamente, il ruolo di "Temporeggiatore".
Il richiamo a Quinto Fabio Massimo, il condottiero romano passato alla storia con questo soprannome, si ferma però qui. Il suo temporeggiare rispondeva a una precisa strategia militare che avrebbe poi portato Roma alla vittoria. Quello di Fiorita, invece, sembra dettato soprattutto dalla volontà di non incrinare gli equilibri di una maggioranza fragile e mutevole. Non una strategia per far crescere la città, ma un modo per rinviare continuamente le scelte.
Lo dimostrano alcuni dei cantieri più importanti di Catanzaro. Il raddoppio di via Carlo V continua ad alternare annunci e lunghi periodi di fermo, nonostante i video e i messaggi ottimistici diffusi sui social. Lo stesso vale per il ponte sulla Fiumarella, un'opera attesa da anni per collegare i due tratti del lungomare, i cui tempi continuano ad allungarsi. Anche i cantieri, ormai, sembrano seguire il ritmo dell'amministrazione comunale.
Ma è sulla vicenda del nuovo ospedale che questo atteggiamento è apparso in tutta la sua evidenza. Per quattro anni il sindaco ha evitato di esprimere una posizione chiara su una scelta destinata a segnare il futuro della città. Solo al termine del lungo dibattito in Consiglio comunale, quando era ormai evidente quale sarebbe stato l'orientamento dell'aula, ha deciso di intervenire, rifugiandosi dietro la sovranità del Consiglio. Come se il sindaco potesse limitarsi a prendere atto delle decisioni dell'assemblea e non fosse invece chiamato a indicare una direzione e ad assumersene la responsabilità.
Viene spontaneo chiedersi cosa sarebbe accaduto se la maggioranza del Consiglio avesse scelto una strada diversa. Fiorita avrebbe sostenuto comunque la realizzazione del nuovo ospedale nell'area tra il Pugliese e il Ciaccio oppure avrebbe seguito l'orientamento dell'aula? È un interrogativo destinato a rimanere senza risposta, proprio perché il sindaco ha scelto di non esporsi fino all'ultimo.
Rinviare, non scegliere, galleggiare, sopravvivere. È questo il filo conduttore che ha accompagnato i quattro anni dell'amministrazione Fiorita. Una strategia che, a differenza di quella del vero Temporeggiatore, non ha rafforzato la città ma ne ha accompagnato il progressivo logoramento amministrativo e politico”.

