In una nota i consiglieri Foti e Maida puntano il dito contro il primo cittadino Donato
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“Mentre famiglie e imprese del nostro territorio ricevono notifiche di pignoramento, fermi amministrativi e atti esecutivi, l’Amministrazione comunale di Chiaravalle Centrale tace. Non per impossibilità. Non per mancanza di strumenti. Ma per una scelta: quella di non intervenire, anche quando la legge glielo consente e la situazione lo impone” si legge in una nota dei consiglieri di opposizione Claudio Foti e Vito Maida. “La legge c’è. Lo strumento c’è. Manca solo la volontà. La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto la “rottamazione”: chi ha debiti per IMU, TARI o altri tributi locali può regolarizzarli senza pagare sanzioni e interessi. Un’opportunità reale, concreta, pensata per chi è in difficoltà. Ma per i tributi comunali questa misura non si attiva da sola. Serve che il Comune lo decida con un atto formale. Un atto semplice, che non richiede settimane di lavoro né procedimenti complessi: basta la volontà politica di farlo. E quella, ad oggi, non c’è. Un atto di indirizzo. Semplice. Urgente.
Ancora assente, in attesa del nuovo regolamento previsto dalla legge di bilancio. Abbiamo chiesto all’Amministrazione un atto di indirizzo della Giunta: un provvedimento che dichiari la volontà dell’ente di aderire alla rottamazione e che, nell’attesa del regolamento definitivo, la cui scadenza è fissata al 30 aprile, sospenda immediatamente ogni procedura esecutiva in corso: pignoramenti, fermi, atti di riscossione coatta. Non stiamo parlando di una richiesta generica o di una dichiarazione pubblica. Il 19 gennaio 2026 abbiamo trasmesso formalmente al Sindaco, con la quale si chiedeva in termini inequivocabili di disporre la revoca immediata dell’incarico alla società affidataria del servizio di riscossione coattiva, affidamento avvenuto in violazione del Codice dei Contratti Pubblici, e la contestuale sospensione di tutte le azioni esecutive sui tributi comunali. Quaranta giorni. Nessuna risposta. Nessun atto. Nessuna assunzione di responsabilità. Eppure la Legge di Bilancio 2026 aveva già messo nelle mani di questa Amministrazione tutto il necessario per agire: la facoltà, riconosciuta espressamente agli enti locali, di intervenire sui tributi pregressi in modo equo e sostenibile, sospendendo le procedure esecutive e aprendo la strada alla definizione agevolata.
Non una norma di difficile interpretazione. Non un iter burocratico complesso. Bastava un atto di indirizzo della Giunta, il più semplice degli atti amministrativi, per fermare i pignoramenti, i fermi, le cartelle, e dare ai cittadini la certezza che il Comune stava dalla loro parte. Lo strumento c’era. La legge lo consentiva. La nostra richiesta era agli atti da quaranta giorni. Mancava soltanto una cosa: la volontà di farlo. Non si tratta di un provvedimento straordinario. Non richiede iter lunghi. L’atto di indirizzo è la normale conseguenza della volontà di aderire a una misura già prevista dalla legge. Si approva in Giunta. Si pubblica. Si comunica ai cittadini, alla società di riscossione. Fine. Eppure questo atto non è stato a tutt’oggi emesso. Non ieri, quando sarebbe stato doveroso. Non oggi. E ogni giorno che passa è un giorno in cui qualcuno subisce un pignoramento che avrebbe potuto essere sospeso. Il “stavamo lavorando” non basta. Non questa volta. Siamo già a conoscenza della risposta che potrebbe arrivare: “stavamo lavorando”, “l’argomento è complesso”, “serve approfondimento”. Ebbene: no. L’atto di indirizzo non richiede approfondimento. Richiede una decisione. E quella decisione si prende in ore, non in mesi. Chi amministra una comunità non può permettersi di sottovalutare la portata di ciò che accade ai propri cittadini. Un fermo amministrativo può bloccare il lavoro. Un pignoramento può azzerare i risparmi di una famiglia. Sono conseguenze reali, che accadono mentre l’Amministrazione rimanda.
A ciò si aggiunge che sul contratto di affidamento del servizio di riscossione coatta pendono gravi profili di illegittimità, più volte segnalati in sede consiliare senza ottenere risposta. Anche su questo il silenzio dell’Amministrazione è assordante e non protegge l’Ente: lo espone. Quello che chiediamo ai cittadini: sappiate. Se avete ricevuto un atto di riscossione, un avviso di pignoramento, un fermo sul vostro veicolo per tributi comunali, sappiate che il Comune avrebbe potuto sospendere tutto in attesa di offrirvi la possibilità di aderire alla rottamazione. Non lo ha fatto. Non per impossibilità tecnica o giuridica. Per inerzia. Continueremo a pretendere che questo atto venga adottato. Senza ritardi. Senza alibi. Senza ulteriori silenzi. Perché chi ha scelto di governare ha il dovere di farlo, anche e soprattutto, quando costa qualcosa ammetterlo”.

