Quel che resta di Figliuolo in Calabria: propaganda, assembramenti e numeri dopati

VIDEO | Vaccinandi fatti arrivare anche da Reggio e Locride a Taurianova, paese del presidente Spirlì. Oltre all'attacco alla libertà di stampa, anche la complicità verso un cerimoniale che ha esaltato gli amministratori leghisti (ASCOLTA L'AUDIO)

di Agostino Pantano
27 marzo 2021
15:01

«Puntiamo a fare 1000 vaccinazioni al giorno». Traguardo ambizioso, quello annunciato dal sindaco di Taurianova Rocco Biasi, che diventa anche un manifesto politico – una prova muscolare in vista delle elezioni regionali - che ancora oggi, a 24 ore dal sopralluogo del commissario Francesco Paolo Figliuolo, fa discutere. Il generale ha scelto il centro vaccinale del paese del presidente Nino Spirlì, come unica tappa fuori dai capoluoghi provinciali nel suo viaggio calabrese, e certo vorrà pur dire qualcosa non aver visitato le strutture di Reggio Calabria.

Al netto delle difficoltà che i giornalisti hanno avuto, a parte l’inquietante identificazione a cui la polizia ha sottoposto il cronista del nostro network, infatti, nessun operatore ha potuto seguire il sopralluogo all’interno della struttura, uno dei temi che lascia in sospeso il velocissimo passaggio di Figliuolo è assai dirimente nel caos vaccinazione che sembra proseguire. Infatti, nella folla di chi è stato trattenuto fuori dai cancelli durante l’ispezione si sono notati vaccinandi in fila, documenti in mano, provenienti dalla Locride e anche dal capoluogo, ovvero da territori diversi da quello della Piana e da Taurianova.


Si dopano i numeri dell’aspirante hub provinciale in questo che è l’unico paese calabrese amministrato dalla Lega? A che scopo si fanno vaccinare le persone a chilometri di distanza da casa? Domande che nessuno ha potuto rivolgere, visto che né il commissario, né Spirlì, si sono avvicinati ai giornalisti, e il video girato dall’ufficio stampa della Regione – dove si vede Figliulo intrattenersi con anziani che aspettano la puntura – rimane l’unico documento sugli interni di una struttura finita al centro di un’inchiesta anche per come gli amministratori locali “prestavano” servizio manipolando i flaconi. «Vogliamo fatti positivi intorno a questo bellissimo Centro», si è nuovamente augurato Biasi negli stessi frangenti in cui, invece, qualche cittadino in attesa della dose prenotata si è sfogato: «Ci hanno tenuti fuori, il commissario invece di monopolizzare tutto, doveva stare fuori e accelerare le somministrazioni».

C’è anche il commissario dell’Asp Gianluigi Scaffidi a benedire questa ostentazione muscolare, e questa operazione di immagine dopo che le somministrazioni erano state fatte – nel capoluogo - fin dentro il palazzo della Regione, preferito al Centro taurianovese.

Giornalista
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