Quello registrato a Reggio Calabria è l’unico dato regionale in controtendenza all’andamento del voto in Calabria, dove il no ha fatto segnare oltre il 57% delle preferenze relegando il si al 42,8.

Su per giù la stessa percentuale che ha invece registrato il no proprio nel reggino dove i favorevoli alla riforma Nordio sono risultati essere in maggioranza, e pari al 53% degli elettori.

Ma quello di Reggio, non è solo un’eccezione solo regionale, ma un vero e proprio caso meridionale, visto che il suo dato è l’unico che fa vincere il Si in tutto il meridione.

Un dato provinciale in controtendenza, dunque, che ha visto anche percentuali bulgare in alcuni Comuni dell'area metropolitana: a San Procopio il Sì arriva al 90,69%, ma anche a Platì è stato quasi un plebiscito per il Sì che ha raggiunto l'89,63%. E ancora, a Sinopoli i favorevoli alla riforma hanno ottenuto l'85,61%, a San Luca l'82,39%, ad Africo il 78,70% e a Sant'Eufemia il 77,87%. A Gerace, comune di residenza dell'attuale procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri ha prevalso nettamente il No con il 67,38%. Ma casi analoghi si contano sulle punte di una mano.

Il dato trova continuità nella città capoluogo dove con l’affluenza al 53,55%, quindi inferiore rispetto al dato nazionale, il Sì ha vinto seppur di misura con il 50,81% (35.880 voti), battendo il No fermatosi al 49,19% (34.741 voti).

Un dato che non ha scoraggiato il Comitato contro la riforma della giustizia che, ieri sera, ha scelto di festeggiare in piazza Camagna con magistrati, rappresentanti del partito democratico e sindacalisti, ma che assume una valenza ancora più politica se si pensa che in vista delle comunali del 24 e 25 maggio prossimi, una settimana fa il centrosinistra ha celebrato le primarie per la scelta del candidato sindaco portando alle urne quasi 7 mila reggini, dimezzando l’unico dato disponibile per il confronto, vale a dire le primarie del 2014, ma mostrando anche una certa tenuta con il testa a testa cittadino nella tornata referendaria.

Impossibile quindi non ricondurre i risultati del referendum allo scontro politico in atto nella città dello Stretto, dove a guardare le percentuali non si fa fatica a certificare ancora una volta come il deus ex machina della coalizione di centrodestra, il segretario regionale di Forza Italia Francesco Cannizzaro per intenderci, continui a tenere saldamente le fila della discussione politica in città e in provincia, dove sono poche le comunità che hanno fatto segnare la vittoria del no.

Un effetto trascinamento a livello locale che idealmente conferma quella reggina come la provincia più azzurra d’Italia e la prepara all’immediato futuro delle comunali. D’altronde se da una parte la vittoria del no mette in imbarazzo il governo di Giorgia meloni e segna una battuta d’arresto per il presidente Roberto Occhiuto decisamente in ombra nella sua città, dall’altra contribuisce a far brillare la stella di Cannizzaro che ora, dopo l’ennesima prova positiva alle urne, potrebbe decidere seriamente di proporsi personalmente come il candidato sindaco di Reggio Calabria per la coalizione di centrodestra. D’altra parte, il tempo stringe e la decisione è attesa nei prossimi giorni.