Cannizzaro e Basile accelerano dopo il vertice a Palazzo Alvaro: prima un nuovo incontro a Messina, poi la riunione congiunta degli esecutivi e un protocollo con le proposte da portare a Governo e Bruxelles. L’integrazione esiste già nei fatti, la sfida è trasformarla finalmente in un sistema
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Le Giunte di Reggio Calabria e Messina riunite insieme su una nave, nel mezzo dello Stretto. Non soltanto un’immagine simbolica, ma il prossimo passaggio di un percorso che Francesco Cannizzaro e Federico Basile vogliono accelerare per provare a dare una forma concreta a quell’Area integrata evocata da anni sulle due sponde e che spesso burocrazia e campanilismi non hanno mai aiutato a una sua reale concretizzazione.
L’annuncio è arrivato a margine dell’incontro dedicato al futuro del porto di Reggio Calabria, diventato inevitabilmente anche l’occasione per allargare lo sguardo oltre le banchine. Perché se l’Autorità portuale già governa infrastrutture distribuite tra Calabria e Sicilia, l’obiettivo politico dichiarato dai due sindaci è adesso quello di costruire un rapporto stabile tra le amministrazioni di Reggio e Messina, individuando obiettivi comuni e trasformandoli in una piattaforma da sottoporre anche al Governo. Il percorso prevede un nuovo incontro a Messina e successivamente la riunione congiunta delle due Giunte, che potrebbe svolgersi proprio a bordo di una nave a stretto giro nelle prossime settimane. Una scelta fortemente simbolica: portare gli esecutivi delle due città esattamente nel tratto di mare che le separa geograficamente ma che, nella vita quotidiana, rappresenta già il punto di contatto tra le rispettive comunità.
Il percorso partito a luglio
Quello emerso a Reggio non è però un progetto nato durante la conferenza sul porto di ieri. I due sindaci dello Stretto avevano avviato il confronto già in estate con un primo incontro, dal quale era emersa la volontà di affrontare insieme alcune delle questioni che riguardano entrambe le città. «È un’unione di intenti tra le due città che avevamo già avviato a luglio», ha ricordato Basile. Adesso si prova a passare alla fase successiva: «La prossima giunta itinerante metterà su carta tutte le idee e soprattutto le proposte che vogliamo portare anche ai governi nazionali affinché l’area integrata diventi realtà».
Il sindaco di Messina indica anche tempi relativamente brevi: «La volontà sicuramente c’è e ci sono anche fatti che si stanno ponendo in essere. Mi auguro davvero che nell’arco delle prossime settimane si possa arrivare a concretizzare questo percorso». La Giunta congiunta, dunque, dovrebbe servire soprattutto a trasformare il dialogo tra i due sindaci in un confronto tra le due amministrazioni, coinvolgendo assessori e strutture chiamati poi a lavorare sui singoli dossier.
Un’Area da rendere davvero integrata: dal protocollo alle proposte per il Governo
Basile parte da un presupposto preciso: «Un’area integrata esiste già oggettivamente e adesso deve essere messa a sistema». Reggio e Messina non devono scoprire oggi di appartenere allo stesso spazio. L’Area dello Stretto è già costruita dagli spostamenti quotidiani delle persone, dai pendolari, dai rapporti economici, dai servizi utilizzati indifferentemente sulle due sponde e da infrastrutture il cui bacino naturale supera da tempo i confini amministrativi. Lo stesso porto ne offre una dimostrazione. L’Autorità di Sistema dello Stretto rappresenta già istituzionalmente un elemento di raccordo tra Calabria e Sicilia. E durante l’incontro di Reggio anche il presidente Francesco Rizzo ha indicato nella sinergia tra le due amministrazioni un passaggio strategico per valorizzare gli investimenti programmati sulle due sponde. Il sindaco Cannizzaro, da parte sua, ha descritto Reggio e Messina come due realtà che si parlano ma che ancora non «vivono insieme». Da qui la volontà di costruire linee comuni non soltanto sul piano infrastrutturale ed economico, ma anche istituzionale.
Il risultato della Giunta congiunta dovrebbe quindi essere un protocollo tra le due amministrazioni, accompagnato da proposte concrete da sottoporre ai livelli istituzionali superiori.
Cannizzaro punta ad attirare sul progetto anche l’attenzione nazionale ed europea, partendo da una peculiarità difficilmente riscontrabile altrove: due città metropolitane affacciate l’una sull’altra, con porti, infrastrutture e un bacino di relazioni che potrebbe essere programmato su una scala differente rispetto a quella delle singole municipalità. È qui che la nuova fase dovrà inevitabilmente misurarsi con le difficoltà che hanno accompagnato per anni il dibattito sull’Area dello Stretto. Le due città appartengono a Regioni diverse e molte delle competenze decisive non sono nelle mani dei sindaci. Proprio per questo Cannizzaro e Basile vogliono costruire una posizione comune da presentare al Governo, provando a far pesare insieme esigenze che finora sono state spesso rappresentate separatamente.
La nave come punto di partenza
La riunione in mezzo allo Stretto avrebbe inevitabilmente un valore anche mediatico. Due Giunte, una nave e sullo sfondo le città che amministrano: difficile immaginare una rappresentazione più immediata dell’idea di integrazione. Ma è proprio la forza di quell’immagine a caricare il passaggio di un’aspettativa ulteriore. L’Area dello Stretto ha già conosciuto negli anni protocolli, progetti e dichiarazioni d’intenti. La novità non potrà quindi essere soltanto tornare a parlarne, ma verificare se questa volta al confronto politico seguiranno atti, obiettivi e iniziative comuni.
L’integrazione tra Reggio e Messina, come osserva Basile, in buona parte esiste già. Sono le istituzioni che adesso provano a raggiungerla. E allora la Giunta congiunta sulla nave può essere un ottimo punto di partenza. Purché non resti un semplice set fotografico per la stampa e i social media, e soprattutto, una volta tornati a terra, nelle rispettive sponde dello Stretto, si sappia già quale debba essere il passo successivo.


