Accuse pesanti da parte del braccio destro del primo cittadino: «Decisioni prese da uno solo ed esclusioni di genere»
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Non c’è pace per l’amministrazione comunale di Riace. In pieno agosto esplode l'ennesima grana politica per il sindaco Mimmo Lucano, che perde uno dei pilastri della sua giunta. Maria Caterina Spanò ha rassegnato ufficialmente le proprie dimissioni irrevocabili dalla carica di vicesindaco. Una decisione drastica, maturata al culmine di un vertice ad alta tensione la sera del 14 agosto e formalizzata con una lettera inviata al sindaco, al Consiglio Comunale, al Segretario e alla Prefettura di Reggio Calabria.
La missiva racconta di una frattura profonda all’interno della maggioranza, evidenziando motivazioni politiche e personali che vanno ben oltre il semplice disaccordo amministrativo. «Posso rinunciare al ruolo istituzionale, ma non al rispetto per me stessa», scrive senza mezzi termini la Spanò, puntando il dito contro la gestione accentratrice di Lucano. Tra le contestazioni principali figurano il venir meno dei principi di trasparenza, lealtà e condivisione, sostituiti, secondo l'ormai ex vicesindaca, dall'imposizione e da decisioni assunte «da pochi, o da uno solo».
Lucano viene esplicitamente accusato di aver abbandonato il ruolo di garante per alimentare, al contrario, divisioni e tensioni interne. Ma il passaggio più pesante riguarda la parità di genere. Spanò denuncia infatti come le riunioni chiave dell'amministrazione venissero spesso riservate ai soli componenti di sesso maschile, condannando le donne ad una presenza puramente «di facciata». Un'attitudine definita inaccettabile e in totale contrasto con le promesse di "municipalità democratica" sbandierate in campagna elettorale.
Non mancano stoccate severe all'indirizzo di parte dei consiglieri di maggioranza, accusati di piattismo e di «adeguarsi passivamente» alle direttive del primo cittadino senza esercitare alcun ruolo critico. A distanza di oltre ventiquattro mesi dall'insediamento, il bilancio dell'azione amministrativa tracciato dalla Spanò è impietoso: «Riace ha bisogno di concretezza e serietà per raggiungere quei risultati che in più di due anni non siamo riusciti a dare». I ringraziamenti finali vanno esclusivamente alla struttura burocratica: ai responsabili d'area, ai dipendenti comunali e all'ex segretario Bova, ricordato per la capacità di smorzare toni spesso «al limite». La palla passa ora a Lucano, chiamato a ricucire uno strappo che rischia di indebolire fortemente la sua maggioranza.

