La capogruppo pentatellata in Consiglio regionale denuncia carenze su volumetrie, costi e governance
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Riconferme, sorprese e grandi esclusi: le Regionali in Calabria hanno ridisegnato il Consiglio. Gianluca Gallo (FI) recordman di preferenze con 30mila voti. Bene anche Cirillo e Caputo nel centrodestra, Alecci (Pd) nel centrosinistra. Eletti i presidenti di Provincia Succurro e Ferrari
«La risposta scritta ricevuta dagli uffici regionali in merito alla gestione del sistema rifiuti e all’operatività di ARRICal non è solo insoddisfacente, ma rappresenta la certificazione di una gestione carente della Giunta Occhiuto».
È quanto dichiara la capogruppo in Consiglio regionale, Elisa Scutellà, commentando gli esiti dell’interrogazione presentata sulle criticità del ciclo integrato dei rifiuti in Calabria.
«Dietro i proclami di una “nuova stagione della programmazione”, la realtà descritta dal Dipartimento parla di un sistema in perenne affanno. Ammettere che per gli anni 2023, 2024 e parte del 2025 si sia verificata una “imprevista carenza di volumetrie” nelle discariche di servizio regionali è la prova che la pianificazione sbandierata è, nei fatti, inesistente. Com’è possibile parlare di “chiusura del ciclo” se si è costretti a spedire i rifiuti fuori regione con costi esorbitanti?».
Scutellà punta il dito, in particolare, sulla penalizzazione dei Comuni virtuosi i cui sforzi nel raggiungimento di alte percentuali di raccolta differenziata non vengono riconosciuti e rilancia una proposta chiara: «È necessario introdurre un sistema di premialità strutturale, che incentivi concretamente chi supera determinate soglie di raccolta differenziata e di riduzione del rifiuto indifferenziato. La transizione ecologica non si realizza livellando verso il basso, ma valorizzando le buone pratiche e sostenendo i territori che investono in organizzazione ed efficienza».
Sulla gestione economica, la nota è netta: «La Regione ammette che per evitare l’esplosione della TARI è stato necessario un finanziamento straordinario di 45 milioni di euro. Non si tratta di risorse investite per migliorare strutturalmente il sistema, ma di fondi utilizzati per coprire extracosti e inefficienze legate al conferimento fuori regione».
Infine, il tema della governance: «ARRICal resta un ente che, ad oggi, non ha ancora prodotto la riorganizzazione promessa e ci vorrà ancora del tempo per indire le gare per i gestori d’ambito».
«La Calabria – conclude – ha bisogno di impianti funzionanti, programmazione seria e di un sistema che premi il merito, riduca i costi e alleggerisca concretamente la tassa sui rifiuti per i cittadini».

