Il componente della segreteria regionale di Forza Italia contesta il piano che prevede cinquanta abitazioni gratuite per dieci anni: «Risorse da destinare a imprese, occupazione e sostegno agli affitti»
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È un attacco diretto al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, quello sferrato dall'avvocato Antonello Talerico, componente della segreteria regionale di Forza Italia, contro il progetto “Ripopola Calabria”, l'iniziativa che prevede la ristrutturazione di cinquanta immobili nei borghi calabresi da concedere gratuitamente per dieci anni a chi trasferisce la propria residenza nella regione. Una misura che, secondo Talerico, rappresenterebbe «l’ennesima operazione di propaganda politica confezionata per i social», incapace di affrontare le reali necessità economiche e occupazionali del territorio.
«La Calabria non ha bisogno di spostare qualche residente (parliamo nella migliore delle ipotesi di 150/200 cittadini in più...), ma di attrarre investitori, imprese e posti di lavoro», sostiene l'esponente di Forza Italia, contestando l'impostazione del programma presentato dal governatore attraverso un video pubblicato sui social.
Venti milioni per cinquanta abitazioni: i conti di Talerico
Al centro delle critiche ci sono soprattutto le risorse destinate all'iniziativa. Il programma, inserito nel progetto “Casa 100”, approvato con la delibera di Giunta numero 137 del 25 marzo 2026, prevede il recupero di immobili pubblici inutilizzati nei Comuni con meno di cinquemila abitanti.
Secondo i dati richiamati da Talerico, sul portale regionale figurano attualmente cinquanta immobili distribuiti in ventisei Comuni, con finanziamenti fino a 2.000 euro al metro quadrato e un tetto massimo di 280mila euro per abitazione. Complessivamente, la Regione avrebbe destinato al programma 20 milioni di euro del Piano di sviluppo e coesione.
Una scelta che il componente della segreteria regionale azzurra mette a confronto con le difficoltà delle famiglie calabresi nel sostenere i costi delle locazioni.
«Venti milioni equivalgono a oltre 5.500 contributi annuali per l'affitto da 300 euro mensili», osserva Talerico, ricordando che per soddisfare tutte le richieste del programma “Una casa per tutti” sarebbero necessari ulteriori 2,7 milioni di euro, a fronte di 4.568 domande presentate.
«Basterebbe poco più di un decimo dei 20 milioni destinati a “Ripopola Calabria” per coprire quel fabbisogno per pagare i fitti delle abitazioni, ferma restando la necessità di rispettare i vincoli di destinazione delle risorse», sottolinea.
«Si aiutano pochi nuovi residenti mentre migliaia di famiglie aspettano»
La critica si allarga alla questione abitativa e alla situazione di chi vive già in Calabria. Talerico ricorda che il Fondo nazionale per il sostegno alle locazioni non viene più rifinanziato dal 2023 e che numerosi Comuni hanno pubblicato bandi e graduatorie rimasti privi di copertura finanziaria.
Il problema, sostiene, riguarda soprattutto i centri urbani, dove il peso degli affitti incide sui bilanci di studenti, lavoratori e famiglie economicamente fragili.
«La Regione interviene con 9 milioni di fondi europei, contributi fino a 300 euro mensili per dodici mesi e requisiti economici stringenti. Per chi arriva da fuori, invece, si prospetta una casa completamente ristrutturata e gratuita per dieci anni».
Una disparità che, nella lettura di Talerico, evidenzierebbe le contraddizioni delle politiche regionali in materia di abitazione e sviluppo delle aree interne.
«La casa da sola non fa vivere nessuno, servono imprese e occupazione»
Ma è soprattutto sul piano economico che si concentra l'affondo politico contro Occhiuto. Secondo Talerico, il trasferimento di un numero limitato di residenti non sarebbe sufficiente a contrastare lo spopolamento senza una strategia capace di creare nuove opportunità produttive.
«Quale ricchezza produce per la Calabria trasferire cinquanta residenze anagrafiche? Quante imprese nascono? Quanti posti di lavoro vengono creati?», si domanda.
Per l'esponente di Forza Italia, il presidente della Regione dovrebbe invece concentrarsi sull'attrazione di capitali e investimenti, favorendo l'insediamento di nuove attività produttive e sostenendo le aziende che assumono personale.
«Occhiuto dovrebbe preoccuparsi di convincere imprenditori del Nord e investitori esteri ad aprire stabilimenti, attività produttive, aziende tecnologiche e laboratori innovativi in Calabria. Dovrebbe attrarre capitali, sostenere chi assume, abbattere i costi per le imprese e creare le condizioni affinché i nostri giovani non siano costretti a partire».
Talerico critica anche quello che definisce un modello assistenziale, arrivando ad accostarlo alle politiche della sinistra.
«La casa da sola non fa vivere nessuno. Chi trasferisce una famiglia in un borgo ha bisogno di lavoro, scuola, sanità, trasporti e connessioni efficienti».
Da qui un'altra considerazione: «Non si crea economia con un cambio di residenza. Si crea economia con chi investe, produce, assume e paga stipendi».
I dubbi sui controlli e sui costi delle ristrutturazioni
Nel mirino finiscono anche le modalità di assegnazione degli immobili e la sostenibilità economica degli interventi.
Talerico solleva il rischio che le abitazioni possano essere utilizzate come seconde case, anziché diventare residenze effettive e stabili nei borghi interessati.
«Chi controllerà che gli assegnatari vivano stabilmente nei borghi e non utilizzino gli immobili prevalentemente per vacanze e soggiorni occasionali? Trasferire la residenza è un adempimento amministrativo; contribuire alla crescita economica di una comunità è ben altra cosa».
Ulteriori interrogativi riguardano i costi di recupero degli edifici, che potrebbero arrivare a 2.000 euro al metro quadrato, e il futuro degli immobili al termine dei dieci anni di concessione gratuita.
«Scaduti i dieci anni, inoltre, che fine faranno queste case? A quali condizioni potranno eventualmente essere riscattate?», chiede Talerico, sollecitando regole trasparenti per evitare che il patrimonio pubblico recuperato con risorse collettive possa essere trasferito ai privati a condizioni particolarmente vantaggiose.
Le proposte alternative: incentivi a chi investe e assume
L'esponente politico indica anche alcune possibili alternative al programma regionale, a partire dall'istituzione di un fondo per il sostegno agli affitti e dal recupero degli immobili inutilizzati da destinare alla locazione a canone concordato.
Ma la proposta centrale riguarda il collegamento tra incentivi abitativi e investimenti produttivi.
«Occorre trasformare gli incentivi abitativi in strumenti di sviluppo economico: alloggi agevolati a chi apre un'impresa, investe capitali propri, avvia attività agricole, artigianali o innovative, assume lavoratori e garantisce una presenza produttiva stabile sul territorio».
Secondo Talerico, la riuscita delle politiche regionali dovrebbe essere valutata non soltanto attraverso il numero delle abitazioni assegnate, ma soprattutto considerando le imprese insediate, gli investimenti realizzati e i nuovi posti di lavoro.
La conclusione è un'ulteriore stoccata al governatore: «La Calabria non si ripopola con un reel o regalando qualche casa. Si ripopola creando lavoro, innovazione e opportunità economiche. Il resto è propaganda simil sinistra o grillina e tutto a carico dei cittadini calabresi».

