A Scalea è scontro aperto sulla variante al progetto della villa comunale. A intervenire è Giacomo Perrotta, ex sindaco e oggi consigliere comunale d’opposizione, nonché leader del gruppo “Scalea oltre”, che replica duramente al comunicato diffuso dall’attuale primo cittadino Mario Russo e dalla sua amministrazione, firmatari della nota consultabile integralmente sulla pagina Facebook del Comune di Scalea. Per Perrotta le modifiche sarebbero nient’altro che «una ripicca politica».

Cosa sta accadendo

Per capire cosa stia succedendo all’ombra di Torre Talao, bisogna fare un passo indietro. Nel 2022, quando il sindaco di Scalea è ancora Giacomo Perrotta, viene approvato il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica per gli “Interventi di messa in sicurezza del territorio mediante il ripristino delle infrastrutture stradali danneggiate da calamità naturali ed opere finalizzate all’aumento del livello di resilienza del rischio idraulico nelle aree urbane”. Le aree indicato nel progetto, finanziato con fondi del Pnrr, sono il centro urbano del Comune di Scalea, dalla zona adiacente Torre Talao fino al centro storico. Perrotta e la sua giunta sognano per quell’area, tra le altre cose, un campetto da gioco e un terminal bus. Nel maggio scorso, il nuovo sindaco eletto è Mario Russo, che mesi dopo approva una variante del progetto, scatenando le ire di Perrotta.

La versione di Perrotta

Russo, nel suo comunicato, precisa che la decisione «non è una ripicca politica. È una necessità ambientale», perché «con senso di responsabilità abbiamo approvato una variante che ha inserito interventi di smaltimento di materiale pericoloso, eliminando opere di arredo urbano che nulla avevano a che vedere con la natura e lo scopo del finanziamento». Ma Perrotta non ci sta: «Con un progetto lungimirante e visionario, eravamo riusciti, una volta irreggimentate le acque e messi in sicurezza i canali, a cambiare in meglio il volto di Scalea. Ma c'è chi ha voluto, con un colpo di spugna, cancellare tutto».

Le lastre di amianto

«Il sindaco e la Giunta – prosegue Perrotta – parlano della presenza di amianto in due strutture, di lastre di amianto che risultano incapsulate nelle solette di calcestruzzo. Noi volevamo rimuovere entrambe le strutture. Invece adesso c'è chi vuole mantenere queste strutture, come si legge nella delibera di Giunta. Una sarà destinata ai vigili urbani».

Poi continua: «Forse questa Giunta non sa che una delle due strutture è completamente abusiva. Quindi noi volevamo creare lì un campo da basket, un campo sportivo richiesto dai ragazzi, e un terminal bus che era, a nostro avviso, un modo per attendere gli autobus in maniera confortevole. Invito il dottor Mario Russo o i componenti della Giunta a passare d'inverno alle 8 del mattino a vedere quanti ragazzi aspettano i bus, e non solo i ragazzi, ma anche tanti pendolari che aspettano il bus al gelo e all'acqua». Poi contesta la decisione di non realizzare l’anfiteatro. «La motivazione tecnica è questa: “A nostro avviso realizzare una fontana moderna porta sporcizia, non è necessario fare l’anfiteatro ma salvaguardare la fontana esistente”. Non mi sembra una motivazione tecnica».

L’invito al confronto pubblico

«Ho chiesto i documenti afferenti alla variante del progetto, quelli originali li ho tutti conservati – precisa Perrotta -. Ho fatto la richiesta di accesso agli atti, per vedere se è stato affidato qualche subappalto». Poi spiega perché declina l’invito del sindaco Russo a un confronto pubblico: «Io non mi sono mai sottratto a nessun tipo di confronto, ma non sarò certo io a dargli il palcoscenico e buttare tutto in “caciara”, magari invitando la claque che fa gli applausi a comando». E rilancia una proposta: «Perché il sindaco non convoca la commissione dei lavori pubblici? Magari la estende ai consiglieri di opposizione, alla ditta, al Rup”. Poi l’affondo: «Non pensi il dottor Russo di mettermi paura se mi invita ad un pubblico confronto. Questi toni non intimoriscono il sottoscritto. Probabilmente è lui che ha paura di confrontarsi singolarmente, perché io ho letto le carte».

La questione Alfano

Un altro nodo della vicenda è rappresentato da Annalisa Alfano, oggi assessore nella giunta Russo, e firmataria, insieme agli allora consiglieri di opposizione, delle dimissioni di massa che nel dicembre 2024 hanno messo fine al mandato Perrotta. Lui la cita ricordando che quando il progetto fu approvato, Alfano era componente della sua giunta, ma Russo, nella nota pubblica, la difende: «Nessuno dell’attuale Giunta Russo ha approvato il progetto esecutivo. L’assessore Alfano - diventata ormai un’ossessione dell’ex Sindaco – ha approvato esclusivamente il PFTE nel 2022. Il progetto esecutivo è stato approvato dal Commissario Prefettizio nel 2025».

Queste parole hanno suscitato la dura reazione di Perrotta, che replica: «Non si può essere ossessionati da qualcosa che politicamente è il nulla», afferma, esprimendo il suo parere personale.

Il timore di perdere i fondi

«Il gruppo di opposizione Scalea Oltre – conclude, poi, Perrotta -, andrà fino in fondo affinché il finanziamento non vada perso. Forse non tutti sanno che per modificare un progetto finanziato con fondi Pnrr ci vogliono motivazioni serie».