Nella media IDV dei sondaggi pubblicati tra il 12 e il 18 ottobre, Fratelli d'Italia è al 27,6% e il Pd al 20,4%. Calano M5S, +Europa e Noi Moderati. Tra i due poli lo scarto resta minimo.

Fratelli d'Italia e Partito democratico in crescita, entrambi di tre decimi. È il dato principale della media dei sondaggi elaborata da Intenzioni di Voto (IDV), calcolata come media aritmetica delle rilevazioni pubblicate tra il 12 e il 18 ottobre 2026.

I dati partito per partito (tra parentesi la variazione sulla settimana precedente)

Fratelli d'Italia: 27,6% (+0,3)

Partito democratico: 20,4% (+0,3)

Movimento 5 Stelle: 12,5% (-0,2)

Futuro Nazionale: 7,5% (=)

Forza Italia: 7,3% (=)

Alleanza Verdi e Sinistra: 6,3% (-0,1)

Lega: 5,6% (=)

Azione: 3,2% (=)

Italia Viva: 2,4% (=)

+Europa: 1,5% (-0,2)

Noi Moderati: 1,0% (-0,2)

Altri: 4,7% (+0,1)

Una crescita che consolida, non che sposta

Il segno più per Fdi e Pd va letto con cautela. Tre decimi in una media di sondaggi sono un'oscillazione fisiologica, non un cambio di tendenza. Entrambi i partiti si muovono da settimane nella stessa fascia: Fdi poco sotto il 28%, il Pd intorno al 20%. La crescita parallela lascia invariato il distacco tra i due, fermo a 7,2 punti. Il partito di Giorgia Meloni conferma la tenuta a quattro anni dall'inizio della legislatura. Il Pd di Elly Schlein, dopo le flessioni delle scorse settimane, si stabilizza appena sopra la soglia del 20%.

Il resto della classifica conferma la stessa immobilità. Futuro Nazionale (7,5%), Forza Italia (7,3%), Lega (5,6%), Azione (3,2%) e Italia Viva (2,4%) restano esattamente dov'erano. Il M5S cede due decimi e scende al 12,5%, ma resta saldamente terza forza. Si allarga così a 7,9 punti la distanza dal Pd nella sfida interna al campo progressista.

Coalizioni: parità sostanziale, Vannacci ago della bilancia

Il centrodestra di governo (Fdi, FI, Lega e Noi Moderati) vale il 41,5%. Il campo largo nella versione base (Pd, M5S, Avs) si ferma al 39,2%. Allargato a Italia Viva e +Europa sale al 43,1%. Una forbice di un punto e mezzo, troppo stretta per indicare un vantaggio reale.

Il quadro cambia a seconda dei perimetri. Con Futuro Nazionale il centrodestra arriverebbe al 49%, mentre l'eventuale ingresso di Azione porterebbe il centrosinistra al 46,3%. Oggi, più dei decimali dei singoli partiti, a decidere la partita sono le alleanze. Il partito di Roberto Vannacci si conferma la variabile decisiva.