Il governo Meloni celebra il record di longevità, ma dal Paese arriva un messaggio molto meno rassicurante. Dopo quasi quattro anni a Palazzo Chigi, il 53% degli italiani ritiene che l’Italia stia procedendo nella direzione sbagliata. Soltanto il 31% considera giusta la strada imboccata, mentre il restante 16% non esprime un giudizio.

Anche la valutazione diretta sull’operato dell’esecutivo restituisce un quadro negativo: le bocciature raggiungono il 59%, contro il 36% di giudizi positivi e il 5% di indecisi.

Sono i risultati del sondaggio realizzato da YouTrend per Sky TG24, che raffredda inevitabilmente i festeggiamenti per il primato raggiunto dall’esecutivo, diventato il più longevo della storia repubblicana dopo avere superato il secondo governo Berlusconi.

La durata, però, non sembra sufficiente a convincere gli italiani. Per il 59% degli intervistati, infatti, la permanenza a Palazzo Chigi non rappresenta di per sé un merito: a contare sono soprattutto i risultati ottenuti. Solo il 30% valuta positivamente la stabilità garantita da un governo capace di durare a lungo dopo tanti anni di instabilità, mentre l’11% non prende posizione.

Due dati distinti, dunque, che finiscono per coincidere nella percentuale: il 59% esprime un giudizio negativo sull’operato dell’esecutivo e un altro 59% sostiene che, davanti al record di longevità, contino i risultati e non la durata.

I giovani sono i più critici

La valutazione cambia sensibilmente in base all’età e all’appartenenza politica. Il giudizio più severo arriva dai giovani tra i 18 e i 34 anni: il 60% ritiene che l’Italia stia procedendo nella direzione sbagliata.

La bocciatura è meno marcata nella fascia compresa tra i 50 e i 64 anni, dove si ferma al 44%. Il dato segnala una frattura generazionale che il centrodestra non può ignorare: proprio tra i più giovani il racconto della stabilità politica sembra produrre meno consenso.

Tra gli elettori di Fratelli d’Italia il 97% promuove la direzione seguita dal Paese. Sul fronte opposto, l’88% degli elettori del Partito democratico la considera sbagliata. Più articolata la posizione degli elettori di Futuro Nazionale: il 57% approva la rotta del governo, mentre il 41% la boccia.

Anche il confronto con le aspettative maturate nel 2022 restituisce un quadro difficile per Palazzo Chigi. Il 39% degli italiani sostiene che l’esecutivo abbia lavorato peggio di quanto immaginasse; il 26% giudica i risultati in linea con le attese e appena l’11% li considera migliori. Il 17% afferma di non avere avuto aspettative particolari e il 7% non risponde.

La delusione attraversa anche una parte dell’area politica più vicina al centrodestra. Tra gli elettori di Futuro Nazionale, infatti, il 47% dichiara che il governo ha fatto peggio di quanto si aspettasse. Il dato deve essere letto con cautela, considerata la base campionaria ridotta, ma segnala l’esistenza di una frattura nella destra che potrebbe diventare decisiva in vista delle prossime elezioni.

Governo bocciato su sanità, tasse e bollette

Il dato forse più pesante per Giorgia Meloni riguarda il giudizio sui singoli settori: su nessuno dei nove temi sottoposti agli intervistati le valutazioni positive raggiungono la maggioranza.

Il risultato migliore arriva dalla politica estera e dal ruolo internazionale dell’Italia, ma anche in questo caso i giudizi favorevoli si fermano al 33%, contro il 52% di valutazioni negative e il 15% di intervistati che non prendono posizione.

Seguono l’immigrazione, con il 27% di giudizi positivi e il 63% di valutazioni negative, e l’economia, promossa dal 26% e bocciata dal 63%.

Il bilancio peggiora ulteriormente quando si passa alle questioni che incidono sul reddito e sulla qualità della vita. Su lavoro e salari soltanto il 24% esprime un giudizio positivo, mentre il 65% boccia l’operato del governo. Sulla sicurezza i favorevoli sono il 24% e i contrari il 68%; sulla giustizia il rapporto è del 22% contro il 67%.

Le bocciature più nette riguardano però sanità, tasse ed energia. Solo il 20% promuove il governo sulla sanità, mentre il 72% esprime un giudizio negativo. Sulle tasse la quota dei favorevoli scende al 18%, ancora contro il 72% di contrari.

Il punto più basso viene raggiunto sul costo dell’energia e delle bollette: appena il 16% valuta positivamente le politiche dell’esecutivo, contro il 76% di giudizi negativi. Tra questi ultimi, il 49% considera molto negativo il lavoro svolto dal governo.

Sono percentuali che mostrano la distanza tra il racconto della stabilità e la percezione concreta delle famiglie. Un governo può durare più dei suoi predecessori, ma per gli italiani il vero metro di giudizio resta ciò che accade negli ospedali, nelle buste paga e nelle bollette.

Sondaggi, Vannacci supera Forza Italia

Il secondo segnale d’allarme per Giorgia Meloni arriva dalle intenzioni di voto e dagli equilibri interni all’area della destra.

Fratelli d’Italia rimane il primo partito con il 26,5%, in crescita di 0,1 punti rispetto alla precedente rilevazione. Il Partito democratico sale al 22,2%, guadagnando 0,3 punti, e riduce a 4,3 punti la distanza dalla formazione della premier.

La crescita più consistente viene registrata dal Movimento 5 Stelle, che guadagna 1,1 punti e raggiunge il 12,6%.

Ma la novità politicamente più significativa riguarda Futuro Nazionale di Roberto Vannacci: il movimento sale al 7,9%, guadagna 0,3 punti e supera Forza Italia, che perde 0,8 punti e scende al 7,1%.

Il partito fondato da Silvio Berlusconi scivola così al quinto posto nella graduatoria nazionale. Forza Italia rimane la seconda componente dell’attuale maggioranza, ma viene superata da Futuro Nazionale nel più ampio spazio politico della destra.

La Lega arretra al 4,4%, lasciando sul terreno mezzo punto, mentre Noi Moderati si attesta allo 0,9%, in crescita di 0,1 punti.

Il sorpasso di Vannacci non rappresenta soltanto un problema per Antonio Tajani e Matteo Salvini. È soprattutto una questione strategica per Meloni, perché Futuro Nazionale cresce nello spazio politico della destra e raccoglie un elettorato che, secondo la stessa rilevazione, esprime giudizi particolarmente critici sull’azione del governo.

Il campo largo supera i partiti di governo

Sommando Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati, l’attuale maggioranza di governo raggiunge il 38,9% e perde complessivamente 1,1 punti.

Il campo largo formato da Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra arriva invece al 40,6%, superando i partiti dell’esecutivo di 1,7 punti.

Avs scende al 5,8%, perdendo un punto, ma la crescita del Movimento 5 Stelle consente comunque all’area progressista di mantenersi davanti alla coalizione che oggi sostiene Giorgia Meloni.

L’equilibrio si ribalterebbe completamente qualora Futuro Nazionale decidesse di entrare nel centrodestra. Con il movimento di Vannacci, l’area raggiungerebbe infatti il 46,8%, superando il campo largo di 6,2 punti.

È qui che il sondaggio smette di essere soltanto una fotografia del consenso e diventa un possibile spartiacque politico. Vannacci è ormai abbastanza forte da poter incidere sugli equilibri della coalizione, ma anche da condizionarne linea politica, alleanze e candidature.

Meloni, Tajani e Salvini dovranno decidere se considerarlo un concorrente da arginare oppure un possibile alleato necessario per vincere.

Crescono Azione e Italia Viva, calano gli indecisi

Nell’area centrista Azione sale al 3,9%, guadagnando 0,2 punti, mentre Italia Viva raggiunge il 2,4%, con un incremento di 0,3 punti.

+Europa scende invece all’1,6%, perdendo 0,3 punti. Il Partito Liberaldemocratico viene rilevato all’1,3%, in crescita di 0,3 punti, mentre la lista Ora! si attesta all’1,1%, guadagnando 0,2 punti. La voce “altri partiti” raccoglie complessivamente il 2,3%, in calo di 0,3 punti.

Un altro elemento rilevante è la diminuzione dell’area del non voto. Indecisi e astenuti scendono al 33,6%, con una riduzione di 4,4 punti rispetto alla precedente rilevazione.

Una parte degli elettori sembra dunque tornare a scegliere. In questa fase la crescita numericamente più consistente premia il Movimento 5 Stelle, mentre l’avanzata di Futuro Nazionale modifica ulteriormente i rapporti di forza all’interno della destra.

La fotografia consegnata dal sondaggio è netta. Giorgia Meloni conserva il primo partito e una posizione personale ancora centrale, ma l’attuale maggioranza si restringe, il campo largo la supera e alla sua destra cresce un nuovo protagonista.

Il governo può celebrare il record della durata, ma il giudizio degli italiani pone una domanda molto più difficile: dopo quasi quattro anni dall’insediamento, la stabilità ha davvero migliorato il Paese?

Per il 53% degli intervistati, almeno per ora, l’Italia sta procedendo nella direzione sbagliata.

Nota metodologica: il sondaggio è stato realizzato da YouTrend per Sky TG24 con metodologia CAWI tra il 31 agosto e il 3 settembre 2026 su un campione di 800 intervistati, rappresentativi della popolazione maggiorenne residente in Italia. Il campione è stato costruito per quote incrociate di genere ed età e stratificato per titolo di studio e ripartizione Istat di residenza. Il margine d’errore dichiarato è di ±3,5%, con un intervallo di confidenza del 95%.