L’Eurodeputato di Fratelli d’Italia: «Il Sud, le isole e il Mediterraneo chiedono strumenti adeguati per competere, crescere e contribuire alla forza dell’Europa»
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«L’approvazione della prima Strategia europea per le isole rappresenta un passaggio storico per tutti quei territori che vivono ogni giorno il peso dell’insularità, della distanza dai grandi centri decisionali, della fragilità infrastrutturale e della necessità di trasformare i propri vincoli geografici in opportunità di sviluppo».
Lo dichiara l’europarlamentare di Fratelli d’Italia-ECR Denis Nesci, commentando l’adozione da parte della Commissione europea della nuova Strategia Ue per le isole, un quadro di intervento dedicato ai territori insulari europei e alle loro specifiche esigenze.
«Per la prima volta – afferma Nesci – l’Europa riconosce in modo coordinato che le isole non possono essere trattate come territori ordinari. Connettività, energia, accesso ai servizi, acqua, demografia, sicurezza, trasporti e competitività sono questioni che nelle isole assumono un peso diverso e richiedono strumenti diversi».
La strategia europea interviene su quattro pilastri principali: sviluppo economico, connettività, competitività e innovazione; sicurezza energetica, tutela ambientale e resilienza climatica; comunità, demografia e qualità della vita; sicurezza e preparazione alle crisi.
«Questo approccio – prosegue Nesci – riguarda direttamente il Mediterraneo e deve parlare anche al Mezzogiorno. Il tema non è rivendicare attenzione in modo generico – sottolinea l’europarlamentare – ma costruire politiche su misura. L’insularità, così come la marginalità infrastrutturale di molte aree del Sud, produce costi maggiori, minori opportunità, difficoltà di accesso ai servizi e ritardi competitivi. Se l’Europa riconosce questi svantaggi strutturali, allora deve anche accompagnare gli Stati membri nella definizione di investimenti mirati e soluzioni concrete».
Particolare attenzione, per Nesci, va riservata alla connettività, alla sicurezza idrica e alla transizione energetica: «Non si può parlare di sviluppo delle isole e delle comunità costiere senza affrontare i nodi dei collegamenti, dei porti, dell’approvvigionamento idrico, delle infrastrutture energetiche e della capacità amministrativa dei territori. Sono questi i dossier sui quali si misura la vera efficacia della politica europea: non nelle dichiarazioni di principio, ma nella capacità di generare ricadute reali per cittadini, imprese e amministrazioni locali».
L’europarlamentare di Fratelli d’Italia evidenzia inoltre il valore politico della strategia per l’intera area mediterranea. «Il Mediterraneo non è una periferia dell’Europa. È una frontiera strategica, economica, energetica e culturale. Le isole e le coste del Sud devono diventare parte attiva di una nuova visione europea, capace di tenere insieme competitività, sicurezza, sostenibilità e coesione territoriale. Ora serve lavorare – conclude Nesci – affinché questi principi entrino davvero nei programmi nazionali e regionali, nelle politiche di investimento e nelle scelte infrastrutturali. Il Sud, le isole e il Mediterraneo non chiedono assistenza: chiedono strumenti adeguati per competere, crescere e contribuire alla forza dell’Europa».

