La referente Ambiente ed Enti locali di Sinistra Italiana è intervenuta al panel “Aree interne e servizi ecosistemici”: «Da noi una domanda chiara: mettere le comunità nelle condizioni di restare, vivere e progettare il proprio futuro»
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Si è conclusa a Roma l’iniziativa Terra!, promossa da Alleanza Verdi e Sinistra dal 6 al 13 settembre, con una giornata dedicata all’Assemblea delle amministratrici e degli amministratori di AVS. All’iniziativa ha partecipato anche Maria Pia Funaro, referente Ambiente ed Enti locali di Sinistra Italiana – Alleanza Verdi e Sinistra Calabria, intervenuta al panel “Aree interne e servizi ecosistemici”.
«Durante Terra! abbiamo messo al centro proposte che esprimono una idea chiara di politica: prendersi cura dei territori e delle comunità per costruire una società più giusta, inclusiva, sicura e fondata sulla cura», dichiara Maria Pia Funaro.
Le aree interne, i piccoli Comuni e le comunità montane non possono essere considerati territori marginali né destinatari di politiche meramente assistenziali. Sono, al contrario, luoghi fondamentali per la produzione di beni pubblici essenziali: acqua, biodiversità, boschi, suolo, paesaggio, qualità dell’aria e sicurezza idrogeologica.
«Le aree interne – prosegue Funaro – sono autentiche fabbriche di beni pubblici per tutto il Paese. La regolazione del ciclo dell’acqua, l’assorbimento del carbonio, la tutela della biodiversità, la prevenzione del dissesto e la conservazione del paesaggio producono valore per l’intera collettività. Chi vive e lavora in questi territori e si prende cura del patrimonio naturale deve quindi essere riconosciuto e sostenuto».
La proposta di legge Avs
Nel corso del panel è stata approfondita la proposta di legge di AVS Pdl 2980/2026, finalizzata al riconoscimento e alla remunerazione dei servizi ecosistemici e ambientali prodotti dai territori e dagli enti locali. La proposta introduce un cambio di paradigma attraverso un meccanismo di perequazione pubblica ambientale.
Il provvedimento punta alla costruzione di un sistema pubblico di finanziamento capace di riconoscere il valore delle attività di tutela e manutenzione svolte dai Comuni, dalle comunità locali e dai soggetti impegnati nella gestione sostenibile del territorio.
Si tratta di superare una visione che considera la cura dell’ambiente soltanto come un costo o un vincolo. La tutela dei boschi, delle risorse idriche, del suolo e del paesaggio deve diventare una componente strutturale delle politiche di sviluppo, attraverso strumenti trasparenti, stabili e orientati ai risultati.
«Riconoscere economicamente i servizi ecosistemici significa introdurre un principio di giustizia territoriale – sottolinea Maria Pia Funaro – perché i territori che custodiscono risorse fondamentali per il Paese devono poter contare su strumenti adeguati per continuare a farlo».
Cura del territorio e contrasto allo spopolamento
La remunerazione dei servizi ecosistemici può rappresentare anche una leva concreta per contrastare lo spopolamento, l’abbandono dei terreni e la perdita dei servizi essenziali.
Una montagna abbandonata è più fragile e maggiormente esposta al dissesto. Un territorio privo di manutenzione perde capacità di prevenzione, opportunità economiche e possibilità di futuro. Al contrario, una gestione attiva e sostenibile può favorire nuova occupazione, sostenere le economie locali, rafforzare le forme associative tra Comuni e creare opportunità per giovani, imprese e comunità.
«Non chiediamo sussidi o interventi occasionali – afferma la referente Ambiente ed Enti locali di SI AVS Calabria – ma il riconoscimento di una funzione fondamentale svolta nell’interesse di tutti. La cura dei territori deve diventare una opportunità di reddito, lavoro e impresa sostenibile, capace di tenere insieme tutela ambientale e sviluppo locale».
In questa prospettiva, la cura delle aree interne deve essere collegata anche alla pianificazione territoriale e urbanistica, al contrasto del consumo di suolo, alla rigenerazione degli spazi compromessi e al ripristino della natura. Boschi, corsi d’acqua, suoli agricoli e reti ecologiche devono tornare a essere l’infrastruttura portante delle politiche territoriali.
Un impegno per la Calabria
Il tema assume particolare rilevanza per la Calabria, caratterizzata da una significativa presenza di aree montane e interne, da una straordinaria ricchezza di biodiversità e paesaggi e, allo stesso tempo, da fenomeni persistenti di spopolamento, fragilità infrastrutturale e carenza di servizi.
«Dalla Calabria arriva una domanda chiara: mettere le comunità nelle condizioni di restare, vivere e progettare il proprio futuro. Questo significa garantire servizi, trasporti, sanità territoriale, istruzione, connessioni digitali e opportunità di lavoro, ma anche riconoscere il valore ambientale prodotto dai nostri Comuni e dalle nostre comunità», conclude Maria Pia Funaro.
I temi discussi durante l’Assemblea delle amministratrici e degli amministratori di AVS – la cura dei territori e il rafforzamento delle comunità – fanno parte di un’unica visione politica: territori curati, comunità più forti, città più vive e una cura che nasce dai diritti, dai servizi e dalla partecipazione.
«È questa la strada che vogliamo continuare a percorrere: un nuovo patto tra aree interne e città, tra chi custodisce le risorse naturali e chi ne beneficia, fondato sulla giustizia sociale, ambientale e territoriale».

