In attesa di capire se gli italiani voteranno insieme alle politiche e alle amministrative, il centrosinistra non sembra pronto all’appuntamento elettorale. Anzi. I sondaggi parlano da mesi sostanzialmente di un pareggio, nonostante la grave crisi economica che sta interessando il Paese e che avrebbe messo in crisi qualsiasi Governo.

In Calabria i sindaci del campo progressista delle principali città sembrano attraversati da crisi più o meno profonde.

A Corigliano Rossano Flavio Stasi, che era l’astro nascente del centrosinistra, è finito al centro di un'inchiesta per presunto voto di scambio. Il sindaco davanti al gip ha respinto ogni addebito e depositato poi al Tribunale delle Libertà (Stasi è ai domiciliari da mercoledì) una corposa memoria incentrata sulle azioni dell’amministrazione comunale contro la ‘ndrangheta, ma per il momento l’inchiesta lo ha messo fuori gioco. Al di là della vicenda giudiziaria, che seguirà il suo corso, il problema politico sono proprio certi silenzi e certi imbarazzi dei partiti più vicini al sindaco.

Situazione paradossale a Vibo Valentia dove il sindaco Enzo Romeo giura che la sua maggioranza è compatta, ma che ci siano quantomeno problemi di comunicazione nella coalizione è abbastanza evidente. Il 27 agosto scorso il centrosinistra ha fatto mancare il numero legale nella seduta. Identica cosa è accaduta qualche giorno fa quando Romeo si è trovato da solo in aula senza la sua maggioranza. In seconda convocazione i consiglieri di centrosinistra si sono presentati ma il sindaco è arrivato con tre ore di ritardo rispetto l’inizio della seduta. Se sia una crisi o meno è difficile dirlo visto che nessuna delle parti ha ritenuto spiegare alla città cosa sta succedendo. L’opposizione parla di una crisi conclamata che si abbina ad una incapacità gestionale degli uffici alla luce dei diversi finanziamenti persi dalla città. Sullo sfondo resta in piedi l’ipotesi di una candidatura di Romeo alla Presidenza della Provincia e un imminente rimpasto di giunta.

Poco più a Nord, a Cosenza, il sindaco Franz Caruso a pochi mesi dalle elezioni sembra alle prese con una crisi senza apparente via d’uscita. Consumato lo strappo con il gruppo del consigliere regionale Francesco De Cicco, il sindaco ha azzerato le deleghe della giunta e invitato i partiti ad esporsi pubblicamente sulla sua ri-candidatura. Chi ci sta avrà la delega. Il punto è che la federazione provinciale del Pd è commissariata, il M5s sembra sul punto di togliere il sostegno e con un pezzo dei Socialisti lo strappo si era consumato subito dopo le regionali.

L’unico, paradossalmente, che sembra viaggiare tranquillo è Nicola Fiorita a Catanzaro. Lui una maggioranza non l’ha mai avuta ma è riuscito a concludere la consiliatura e ora sta allacciando una serie di rapporti con i dirigenti romani per spuntare una ricandidatura che lui da per scontato.