Il campo largo torna a dividersi sull’Ucraina e lo scontro investe direttamente il futuro della coalizione di centrosinistra. Giuseppe Conte ribadisce che il Movimento 5 Stelle non voterà nuovi aiuti militari a Kiev e sostiene che saranno le primarie a decidere l’indirizzo della futura alleanza. Una posizione che riapre una frattura mai davvero ricomposta con il Partito Democratico e scatena la reazione dell’ala riformista dem.

Le dichiarazioni dell’ex presidente del Consiglio arrivano mentre Pd, M5S e Alleanza Verdi-Sinistra tentano di costruire una piattaforma comune in vista delle prossime elezioni. Ma proprio il tema della guerra in Ucraina continua a rappresentare il principale ostacolo alla nascita di un programma condiviso.

Conte: «Niente nuovi aiuti militari all’Ucraina»

Intervistato durante la manifestazione PiazzAsiago, Conte conferma la linea già espressa dal Movimento 5 Stelle. Se dovesse tornare a Palazzo Chigi, spiega, chiamerebbe prima Volodymyr Zelensky per ribadire il sostegno all’Ucraina come Paese aggredito e subito dopo Vladimir Putin per tentare di aprire una trattativa diplomatica.

Sul punto decisivo, però, non lascia spazio a interpretazioni. Il M5S continuerà a non sostenere nuovi invii di armamenti a Kiev, ritenendo ormai prioritario imprimere una svolta negoziale al conflitto.

Alla domanda su cosa accadrebbe nel caso di una vittoria alle primarie di coalizione, Conte risponde che alcune questioni dovranno essere definite prima del voto, indicando come punti non negoziabili il sì a una difesa comune europea e il no al riarmo dei singoli Stati e a quella che definisce un’economia di guerra. Continua a leggere su LaCapitalenews.it