Per l’Asp di Catanzaro il vaccino contro il Meningococco può aspettare. I pediatri: «È follia»

Scontro tra il responsabile del servizio Raffa e i medici per la decisione di somministrare solo i vaccini obbligatori. Licastro, presidente Fimp: «Ci sono calendari da rispettare»

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di Tiziana Bagnato
27 maggio 2020
18:08

«Quel vaccino contro il meningococco B non s’ha da fare». Continua ad essere al centro del ciclone il responsabile del servizio vaccinazioni dell’Asp di Catanzaro Rosario Raffa. Dopo avere interrotto il servizio vaccinazioni interpretando, unico caso in Calabria, un’ordinanza della Regione in tal senso, ora anche la riapertura sta causando non pochi malumori.

 

Dovendo recuperare il tempo perduto Raffa ha, infatti, autorizzato solo i vaccini obbligatori, mettendo da parte quelli consigliati come, ad esempio, quello contro il meningococco di tipo B. Peccato che si tratti di un vaccino che va fatto entro limiti di età precisi e che per portare alla completa immunizzazione del bambino ha bisogno di più dosi somministrate nei tempi corretti. Da qui l’alzata di scudi di mamme e pediatri. «È una follia – ci spiega la presidente provinciale della Fimp (Federazione italiana medici pediatri) Mariagrazia Licastro – ci sono un calendario nazionale e uno regionale da rispettare».

 

Ma Raffa pur di trovare letteratura che appoggi la sua gestione dell’ufficio vaccinazioni, si starebbe rifacendo a quella internazionale. In particolare, secondo i calendari nostrani il bambino deve essere vaccinato contro il Meningococco di tipo B tra il secondo mese di vita e i due anni di età con tre o quattro dosi a garantirne la completa immunizzazione. Ricollegandosi a quanto avviene in Spagna il responsabile del servizio vaccinazioni ha spostato però la prima dose a partire dal sesto mese, mentre per chi non ha completato il ciclo entro i due anni lo ha ritenuto «chiuso anticipatamente».

 

Un azzardo del quale a fare le spese può essere il bimbo che potrebbe, ci spiega Licastro, incontrare il meningococco prima, mentre saltare le dosi potrebbe renderlo non completamente immunizzato. C’è poi un altro aspetto che trova in disaccordo i pediatri, quell’obbligo di mascherine anche nei bimbi che entrano per fare il vaccino. Un punto sul quale ora Raffa si sarebbe ammorbidito ma chiedendo sempre misure di sicurezza nonostante queste siano considerate al di sotto di una certa età pericolose. Al momento in tutte le asp calabresi il vaccino contro il meningococco viene somministrato normalmente, ma quella di Catanzaro continua a rimanere in autogestione.

Giornalista
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