Azienda Ospedaliera di Cosenza, arriva da Roma il nuovo direttore sanitario

Si tratta di Angelo Barbato, già dirigente in seno all'Inmp e ad una delle Asl della Capitale. Intanto il sindaco Occhiuto sollecita il commissario Isabella Mastrobuono affinché recluti personale per il Pronto soccorso 

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di Salvatore Bruno
4 febbraio 2021
20:07

Arriva da Roma, dall’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà, il nuovo direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza. Si chiama Angelo Barbato, 54 anni. Subentra a Francesco Zinno, direttore dell’unità operativa di immunoematologia e medicina trasfusionale dell’Annunziata. Barbato all’INMP ha ricoperto dal marzo 2018 l’incarico di direttore dell’unità operativa complessa di prevenzione sanitaria. Esperto di management, nel suo curriculum anche una esperienza di direttore sanitario in una delle Asl della Capitale. Il provvedimento di nomina è stato firmato dal commissario straordinario Isabella Mastrobuono.

Occhiuto sulla gestione dell’ospedale

Intanto il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, recependo la denuncia pubblica di alcuni medici del pronto soccorso che nei giorni scorsi hanno lamentato carenze di organico e turni massacranti all’interno del Dipartimento di Emergenza-Urgenza del nosocomio bruzio, ha inviato una comunicazione formale alla manager per sollecitare l’assunzione di nuovo personale.


Assumete cento operatori

«Faccio presente la gravissima pericolosità di questa situazione – scrive nella missiva - già a mia conoscenza sulla base dei numerosi sopralluoghi effettuati quale autorità sanitaria, tanto da ritenere, anche a seguito della interlocuzione con il presidente dell’Ordine dei Medici della provincia Eugenio Corcioni, improrogabile l'emanazione di un'apposita ordinanza nel novembre del 2020, per il reclutamento di personale sanitario e cioè: 20 medici, anche in possesso della sola abilitazione all’esercizio della professione, 30 infermieri, 40 Oss, 7 tecnici di laboratorio e 3 tecnici di radiologia».

Ordinanza annullata dal Prefetto

Quella ordinanza tuttavia, è stata poi annullata dal Prefetto. Il provvedimento venne infatti ritenuto illegittimo in quanto, sottolineò Cinzia Guercio «in contrasto con le disposizioni statali e regionali, carente del requisito di contingibilità e caratterizzato da eccesso di potere».

Giornalista
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