Chiusura delle guardie mediche, la conferenza dei sindaci si oppone

VIDEO | Nella provincia di Catanzaro sono a rischio 34 presidi su 60. Gli amministratori comunali hanno incontrato i vertici dell'Asp tra cui il nuovo commissario Luisa Latella che ha assicurato la massima apertura: «È solo una proposta»

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di Rossella  Galati
4 marzo 2020
14:43

Chiede investimenti in sanità l’assemblea dei sindaci della provincia di Catanzaro. Questa mattina un vertice al decimo piano dell’ospedale Pugliese Ciaccio convocato su proposta del sindaco di Catanzaro e presidente della Provincia Sergio Abramo, insieme alla commissione straordinaria dell’Azienda Sanitaria Provinciale. «Le nostre  richieste sono il mantenimento di tutte le postazioni di guardia medica, quasi tutte di montagna; il potenziamento del 118; il potenziamento dei poli sanitari con più specialistica; l’aumento delle cifre stabilite per l’assunzione di personale con il programma operativo regionale; il piano di fabbisogni dell’Asp di Catanzaro e una sanità che dia dignità a tutti i cittadini in modo uguale – dice il sindaco di Cicala Alessandro Falvo a nome di tutti gli amministratori presenti».

 

Salvaguardare le postazioni di guardia medica

Al centro della discussione resta la paventata chiusura delle 34 su 60 postazioni di guardia medica in base alla delibera dell’Asp, la n. 64 del 12 febbraio  scorso, che, l’ex prefetto di Catanzaro Luisa Latella, da ieri commissario dell’Azienda Sanitaria Provinciale, ribadisce, si tratta soltanto di una proposta nell’ambito di una programmazione complessiva. Dunque spetterà ora ad un Comitato ristretto di sindaci, rappresentativi del territorio, elaborare  una programmazione insieme all’Asp e alla regione Calabria. «La delibera delle guardie mediche era solo una proposta fatta al commissario nell’ambito di discorso più ampio che preso complessivamente nel momento in cui verrà rielaborato potrebbe essere un volano di sviluppo – spiega  Luisa Latella, commissario Asp di Catanzaro -. È una riforma che risale al 2008 e che non avuto un seguito sul territorio per vari motivi perché ogni volta ci si è posti i problemi che oggi voi ribadite giustamente. Perché voi rappresentate i territori e riuscite a capire quali sono le paure della gente, che è soprattutto anziana. Cercheremo di affrontare la questione con calma seguendole impronte del commissario ad acta e della Regione unitamente ai sindaci le cui istanze vanno recepite per essere poi giustamente incanalate».

 

La salute al centro

Istanze che tengono conto essenzialmente del bisogno di salute dei cittadini calabresi, penalizzati da una grave carenza di servizi come testimoniato dal sindaco di Jacurso Ferdinando Serratore,  dove il presidio di guardia medica è stato soppresso dallo scorso primo gennaio. «Se noi non rispondiamo come amministratori a quello che è il bisogno primario della persona, la salute, vuol dire che abbiamo fallito. Io da questo punto di vista ce la sto mettendo tutta ma se non la dovessero riattivare sicuramente non mi fermerò qui».

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