Oltre 300 partecipanti, cinque ospiti internazionali, interventi chirurgici in diretta e un ampio programma dedicato alla riabilitazione specialistica. La quarta edizione del meeting rilancia il ruolo della Calabria nella formazione medica e nel confronto scientifico di alto livello
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Portare in Calabria l’eccellenza della chirurgia ortopedica internazionale, creare occasioni concrete di aggiornamento professionale e costruire un dialogo sempre più stretto tra chirurghi e fisioterapisti. È questa la sfida al centro della quarta edizione di Shoulder 360 Europe, il meeting internazionale dedicato alla chirurgia e alla riabilitazione della spalla che ha preso il via a Lamezia Terme, confermando una traiettoria di crescita avviata con le precedenti edizioni del 2019, 2022 e 2024.
Un appuntamento che va oltre la dimensione del congresso medico e assume un significato più ampio per il territorio: dimostrare che anche nel Mezzogiorno è possibile organizzare eventi scientifici di respiro internazionale, capaci di mettere in rete competenze, esperienze e professionalità provenienti da diversi Paesi. Un risultato che acquista ulteriore valore in un settore della medicina in continua evoluzione, nel quale l’innovazione tecnologica, la ricerca e la condivisione delle conoscenze incidono direttamente sulla qualità delle cure.
A presiedere il congresso sono ancora una volta il dottor Giorgio Ippolito e il dottor Sergio Ferraro, chirurghi della spalla calabresi che hanno trasformato un progetto condiviso in un appuntamento sempre più riconoscibile nel panorama scientifico nazionale e internazionale. Accanto a loro, un board scientifico ampliato e un gruppo di lavoro di alto profilo hanno contribuito a costruire un programma articolato, nel quale alla discussione teorica si affiancano esperienze pratiche, simulazione e confronto interdisciplinare.
La chirurgia internazionale arriva in Calabria
La dimensione internazionale è uno degli elementi distintivi di questa edizione. Il congresso accoglie ospiti di rilievo provenienti anche da Canada, Portogallo, Irlanda, Svizzera e Giappone: il professor Giorgio Athwal, la dottoressa Azevedo, la dottoressa Delaney, il dottor Ladermann e il professor Sugaya. Presenze che testimoniano la volontà di costruire un confronto aperto tra differenti scuole chirurgiche e approcci clinici. «Portare a Lamezia Terme queste personalità, queste professionalità, per noi è motivo di grande orgoglio», sottolinea Giorgio Ippolito, co-presidente di Shoulder 360 Europe, evidenziando il valore di un’iniziativa che punta a rendere la Calabria protagonista di un dialogo scientifico senza confini. Tra le principali novità spiccano le live surgery, gli interventi chirurgici trasmessi in diretta e realizzati da équipe di livello internazionale, in collaborazione con la Casa di cura Villa Serena e sotto il coordinamento del dottor Angelo Di Giunta. Una formula che consente ai partecipanti di osservare da vicino le procedure, approfondire le scelte tecniche e confrontarsi sulle strategie operatorie. Per Sergio Ferraro, si tratta di un passaggio significativo anche per il contesto regionale: «Questa è la prima volta in Calabria che si fa un congresso con delle live surgery guidate dal gotha della chirurgia di spalla in Italia». L'importanza dell'iniziativa non risiede soltanto nella possibilità di assistere a interventi complessi, ma anche nella capacità di trasformare l'esperienza clinica in un'occasione di apprendimento condiviso. La chirurgia contemporanea richiede infatti aggiornamento continuo, valutazione critica delle tecniche e confronto tra professionisti, soprattutto quando si affrontano patologie traumatiche, lesioni legate all'attività sportiva e interventi di chirurgia protesica.
Innovazione tecnologica e formazione delle nuove generazioni
Il programma scientifico si sviluppa attorno a due grandi aree tematiche: le nuove tecnologie nella chirurgia protesica e le lesioni traumatiche e sportive. Argomenti che coinvolgono tanto la gestione dei casi più complessi quanto l'evoluzione delle tecniche chirurgiche e dei percorsi terapeutici. Accanto alle sessioni scientifiche, alle tavole rotonde interattive e ai momenti di confronto con gli esperti, il congresso dedica particolare attenzione alla formazione pratica dei giovani medici. In questo contesto si inserisce il cadaver lab, un laboratorio che offre agli specializzandi la possibilità di esercitarsi sulle strutture anatomiche e di approfondire tecniche e procedure in un ambiente formativo dedicato. È uno degli aspetti che rendono Shoulder 360 Europe un appuntamento rivolto non soltanto agli specialisti già affermati, ma anche a chi si prepara a entrare nella professione. Trasmettere competenze, favorire l'apprendimento sul campo e mettere i giovani in contatto con esperti di caratura internazionale significa investire sul futuro della disciplina. La crescita della medicina passa anche da qui: dalla capacità di affiancare alla conoscenza teorica esperienze concrete, simulazione e osservazione diretta, creando le condizioni per una formazione più consapevole e aggiornata.
La riabilitazione come parte integrante della cura
Un altro asse portante del meeting è rappresentato dalla riabilitazione specialistica della spalla, con sessioni dedicate, rehab moments, workshop e momenti di confronto tra fisioterapisti, fisiatri e chirurghi ortopedici. Un percorso che riconosce come il risultato di un intervento non dipenda esclusivamente dalla riuscita dell'atto chirurgico, ma anche dalla qualità della riabilitazione successiva, dalla personalizzazione del programma terapeutico e dalla collaborazione tra i professionisti coinvolti. «La sinergia con i chirurghi deve essere una sinergia di primo ordine», afferma Fabrizio Brindisino, coordinatore della sessione riabilitativa. «Noi dobbiamo essere consapevoli di quello che è l'atto chirurgico per poi fare la migliore riabilitazione possibile, tutto ovviamente nell'interesse del paziente». Il programma punta proprio a consolidare questa integrazione, attraverso discussioni interprofessionali che consentano di esaminare possibili complicanze, condividere prospettive e confrontare differenti strategie di applicazione clinica.
Un evento scientifico che genera valore per il territorio
Il successo organizzativo di Shoulder 360 Europe si misura anche nella partecipazione: oltre 300 persone hanno raggiunto Lamezia Terme per prendere parte ai lavori, nonostante le difficoltà logistiche legate a un importante sciopero in corso. Un dato che restituisce la capacità attrattiva dell'iniziativa e il consolidamento di una rete professionale che, edizione dopo edizione, continua ad ampliarsi. A sottolinearlo è Maurizio Frosi, amministratore di StudioGest, provider nazionale ECM e realtà che cura l'organizzazione del congresso per la quarta volta. «Sono molto felice di essere stato incaricato per la quarta volta di organizzarlo», afferma, riconoscendo nel confronto scientifico uno strumento indispensabile per una professione chiamata ad aggiornarsi costantemente. «La medicina, come un po' tutta la salute, è in continua evoluzione. Il confronto è fondamentale, lo studio è fondamentale, gli aggiornamenti sono giorno per giorno», osserva Frosi, evidenziando il valore di un appuntamento capace di mettere in relazione esperti, giovani medici e specializzandi. Il congresso, patrocinato dalle principali società scientifiche nazionali, rappresenta dunque anche un'opportunità per rafforzare la visibilità della Calabria nel settore della formazione sanitaria. Organizzare un evento di questa portata significa attivare relazioni scientifiche, valorizzare le competenze presenti sul territorio e dimostrare che la qualità della formazione non è una prerogativa esclusiva dei grandi centri metropolitani.
La Calabria protagonista di una medicina che guarda al futuro
Il valore di Shoulder 360 Europe si colloca all'incrocio tra innovazione clinica, formazione professionale e promozione del territorio. Le live surgery, il laboratorio anatomico, gli ospiti internazionali e l'ampio spazio riservato alla riabilitazione compongono un modello di aggiornamento che mette al centro la condivisione delle competenze e il miglioramento dei percorsi di cura. Dietro l'iniziativa c'è anche una scelta precisa: costruire in Calabria un luogo stabile di incontro per la comunità scientifica, capace di superare i confini regionali e di dialogare con le principali esperienze internazionali. Un obiettivo perseguito da Ippolito e Ferraro insieme agli organizzatori e ai professionisti che hanno contribuito alla crescita del progetto. La quarta edizione conferma così la vocazione di Shoulder 360 Europe a essere molto più di un congresso specialistico.
È un investimento sulla conoscenza, sulle nuove generazioni di professionisti e sulla possibilità di offrire ai pazienti percorsi terapeutici sempre più integrati e aggiornati. La sfida, adesso, è consolidare questo patrimonio di relazioni e competenze, affinché il confronto internazionale non rimanga circoscritto ai giorni del meeting, ma continui a produrre collaborazioni, formazione e opportunità per la comunità medica. Perché il messaggio che arriva da Lamezia Terme è chiaro: anche in Calabria si può costruire un'eccellenza capace di confrontarsi con il mondo. E quando la qualità scientifica incontra la capacità organizzativa e il lavoro di squadra, il territorio può diventare protagonista dell'innovazione in sanità.


