Ospedale di Cetraro, emergenze di ginecologia e urologia dirottate a Paola

Il nosocomio attualmente è considerato cento per l'emergenza Covid-19 e in questi giorni si sta lavorando per renderlo più sicuro possibile. Ma la notizia ha generato allarmismo e proteste

di Francesca  Lagatta
29 marzo 2020
07:52
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L’ospedale Giannino Iannelli di Cetraro
L’ospedale Giannino Iannelli di Cetraro

Le emergenze di ginecologia e urologia sono state momentaneamente dirottate all'ospedale di Paola. Le disposizioni, volute commissario straordinario dell'Asp di Cosenza Giuseppe Zuccatelli, si sono rese necessarie per evitare ulteriori rischi al presidio Giannino Iannelli, indicato come centro Covid 19 della fascia tirrenica cosentina. Terminato il periodo di emergenza sanitaria legato alla pandemia del coronavirus, il servizio dovrebbe essere ripristinato, così come assicurato dallo stesso Zuccatelli.

Polemiche e malcontento

Dopo le riconversioni ospedaliere del 2012, il presidio Giannino Iannelli rientra nella categoria spoke insieme all'ospedale San Francesco di Paola. Questo, però, ha posto i due nosocomi su un asse di rivalità di probabile matrice campanilistica che ancora oggi li contrappone uno all'altro, benché entrambi siano sotto la direzione unica del dottore Vincenzo Cesareo. Così, alla notizia del trasferimento temporaneo delle attività di ginecologia e urologia al nosocomio San Francesco, sul web si è scatenato il putiferio, tanto che il direttore sanitario è dovuto intervenire personalmente per smorzare i toni. «In caso di emergenza e o urgenza ginecologica e/o urologica, non essendoci chirurghi a Cetraro, dove le attività di elezione sono sospese come ovunque, chi aiuterebbe i ginecologi ad operare visto che lo stesso primario ha giustamente richiesto ed ottenuto di assicurare assistenza h12? Come potrebbe essere garantita la continuità assistenziale? E lo stesso vale per la urologia».

Le parole del direttore Cesareo

«Si sta facendo una tempesta in un bicchiere d'acqua - ha detto ancora Cesareo -, coinvolgendo i livelli istituzionali ai massimi livelli che hanno seri problemi a cui pensare. C'è qualche sano di mente che possa solo immaginare che io permetterei la nefandezza della chiusura delle attività ospedaliere a Cetraro?». Ed in ultimo: «Faccio un semplice esempio: può essere mai ammodernata una casa con gli inquilini tutti dentro? E ieri all'ospedale di Cetraro è iniziato l'ammodernamento. Basta dunque con polemiche sterili ed inappropriate e con posizioni ridicole anche in momenti così tragici. Si fa addirittura appello alla rivolta quando la gente non può uscire di casa».

Il disappunto del sindaco Aita

Tra coloro che non hanno preso bene la notizia del trasferimento, c'è certamente il sindaco di Cetraro, Angelo Aita, che prima ha inviato una lettera di protesta alle massima autorità regionali con annessa la richiesta di revoca della disposizione, poi ha emanato «una ordinanza di divieto di trasferimento, dall'Ospedale di Cetraro, dei reparti, del personale, delle attrezzature e dei suppellettili» perché «non possiamo assistere inermi».

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