Ospedale di Praia, dopo ben 8 anni la risonanza magnetica pronta a partire

VIDEO | L'arrivo dell'apparecchiatura era previsto per il 1° aprile 2012, data della riconversione dell'ex ospedale civile in Casa della Salute. Ma è arrivata 5 anni più tardi e per 3 è rimasta inutilizzata in una stanza arredata di tutto punto

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di Francesca  Lagatta
25 giugno 2020
15:45

Per la sanità della città di Praia a Mare e di tutto il comprensorio dell'alto Tirreno cosentino ci sono due notizie, una buona e una cattiva: la prima è che la risonanza magnetica che giace da oltre tre anni nelle stanze del Capt riprenderà a funzionare, forse già nella giornata di domani; quella brutta è che ciò accade dopo 8 anni dalla data in cui era previsto ufficialmente l'inizio delle attività.

Una vittoria di Pirro, verrebbe da dire, che però in un territorio martoriato da decenni di abbandono politico e istituzionale, dove i diritti vengono spesso fatti passare per favori per consolidare potere e consenso politico, quello di oggi rappresenta ugualmente un piccolo, grande successo. E pazienza se per 8 anni chi ne aveva bisogno ha subito disagi e danni, talvolta anche gravi, pazienza se nessuno, magistratura compresa, non si è mai chiesto che fine avesse fatto e perché nessuno la volesse funzionante.

L'inaugurazione forse domani

8 anni, 2 mesi e 26 giorni, per la precisione. Tanti ne sono serviti per preparare il terreno all'inizio delle attività della Risonanza Magnetica Tesla 1,5 di ultimissima generazione destinata al Capt di Praia a Mare. La formale inaugurazione potrebbe avvenire già nella giornata di domani alla presenza dei massimi esponenti della sanità calabrese.

La "riconversione" in Casa della Salute

Per spiegare meglio la vicenda ai non addetti ai lavori è necessario fare un passo indietro. Torniamo al 1° aprile del 2012, data in cui il piano di rientro sanitario regionale calabrese ha previsto la riconversione di quegli ospedali considerati uno "spreco". Nel calderone dei tagli ci è finito anche l'ospedale civile di Praia a Mare, che a quella data subisce la trasformazione in centro di assistenza primaria territoriale. L'intento era quello di smantellare la rete emergenza/urgenza per creare una Casa della Salute, un poliambulatorio dotato, tra le alte cose, di un eccellente centro diagnostico.

Niente risonanza né illuminazione della pista dell'elisoccorso

Nella lista delle apparecchiature destinate alla struttura praiese c'è una risonanza magnetica costata oltre 450mila, tra le altre cose già acquistata da tempo dall'Asp di Cosenza. Ma dagli uffici di via Alimena la dirottano altrove e Praia a Mare resta a bocca asciutta. Nella lista delle cose da fare per la trasformazione in Casa della Salute c'è anche l'illuminazione della pista di atterraggio per l'elisoccorso, per i trasferimenti veloci dei pazienti gravi. Nemmeno questo avviene e infatti, negli anni, molti pazienti infartuati o colpiti da malattie neurologiche, moriranno prima di riuscire a varcare la soglia di altri ospedali.

La sentenza di riapertura mai attuata

Mentre nelle stanze dell'ex ospedale civile non c'è ormai più né un ospedale né una Casa della Salute, i sindaci di Praia e Tortora si oppongono legalmente alla chiusura del nosocomio e il Consiglio di Stato dà loro ragione. Il 20 maggio 2014 i giudici della III Sezione emettono una sentenza esecutiva e inoppugnabile con cui annullano gli atti della riconversione e ordinano la riapertura. Che però nei fatti, non avverrà mai, nemmeno dopo un giudizio di ottemperanza avanzato dai legali dei due Comuni, dimostrando così che in Calabria il potere della sanità è al di sopra della Legge.

Sanità alla sbando

L'ospedale non riapre, ma la Risonanza Magnetica arriva ad aprile 2017. Raffale Mauro, allora direttore dell’Asp bruzia, assicura che da lì a 3 settimane la Risonanza comincerà a funzionare, solo il tempo di ultimare il collaudo, anche perché le stanze che la ospitano sono state ristrutturate e arredate di tutto punto già da qualche mese. La Tesla 1.5 continua viene accesa e lo rimarrà per tutto il tempo che rimarrà inutilizzata, mentre continua a subire costantemente la manutenzione degli incaricati, ma di metterla in funzione non se ne parla, nemmeno dopo il richiamo dell'Inail, che parla di apparecchiatura pronta e sistemata nel dettaglio.

La denuncia di Serena Carrozzino

A puntare i riflettori sulla vicenda, a un certo punto, c'è una donna, Serena Carrozzino, che ha vissuto sulla sua pelle il dramma della mancanza della Risonanza Magnetica. Serena è la figlia dell'uomo di San Nicola Arcella a cui il 10 settembre di un anno fa al punto di primo intervento di Praia hanno diagnosticato vertigini al posto dell'ictus. La diagnosi era sopraggiunta dopo l'esito negativo della tac, come può accadere in alcuni casi, ma andava confrontata nell'immediato con l'esito di un esame della Risonanza Magnetica, che però in quel momento non funzionava. L'uomo era poi stato dimesso e portato dai famigliari in altri ospedali, dove era arrivata la giusta diagnosi, ma quando era già troppo tardi e la mancata somministrazione della terapia stroke alla comparsa dei primi sintomi della patologia, ha generato danni gravissimi. La figlia, quindi, seppur provata dal dramma, ha trovato la forza di denunciare, riuscendo a sollevare un polverone mediatico che ha attirato l'attenzione di politica e istituzioni.

L'annuncio un mese fa

Quando tutto sembrava perduto e ogni denuncia, ogni appello era caduto nel vuoto, ecco arrivare l'annuncio del neo consigliere regionale, già sindaco di Orsomarso, Antonio De Caprio: «Finalmente l'abbiamo messa in funzione». C'è anche il responsabile della "Diagnostica per immagini" dell'area tirrenica Antonio Lopez, quella mattina al capt, e c'è anche il sindaco di Praia Antonio Praticò, che esprime senza fronzoli i suoi dubbi circa le modalità di attivazione. Da allora è passato più di un mese e, in un modo o nell'altro, la Risonanza Magnetica comincerà finalmente a funzionare. Almeno per il momento, perché qualcuno è convinto che senza ulteriori costosissimi interventi, la Tesla 1.5 sia a questo punto della storia diventato un apparecchio obsoleto.

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