Ospedale di Praia a Mare, ancora un nulla di fatto per la Risonanza magnetica

Il direttore delle Uoc di Radiodiagnostica convoca una riunione per comunicare la volontà di mettere in funzione l'apparecchio. Ma un guasto alla pompa di iniezione ha mandato tutto all'aria 

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di Francesca  Lagatta
20 maggio 2020
17:13

Tre anni dopo il suo arrivo nel capt di Praia a Mare, la Risonanza magnetica Tesla 1.5 di ultima generazione starebbe finalmente per essere messa in funzione. O meglio, ce ne sarebbe finalmente la volontà, tanto che il direttore delle Uoc di Radiodiagnostica dell'area tirrenica, Antonio Lopez, ha convocato una riunione ad hoc per comunicare le sue intenzioni.

All'incontro, che si è tenuto questa mattina nelle stanze dell'ex ospedale civile, ha partecipato il sindaco della città dell'isola Dino, Antonio Praticò, che più volte ha sollecitato la messa in funzione dell'apparecchiatura. Peccato solo che anche questa volta tutto si sia risolto con un nulla di fatto.

Il guasto alla pompa di iniezione...

A fermare le buone intenzioni di Lopez, stavolta, è stato un guasto alla pompa di iniezione dell'apparecchio, quantificato in circa 20mila euro di danni. Pompa di iniezione a parte, l'apparecchio non avrebbe comunque funzionato, almeno non correttamente, perché il mancato utilizzo ha reso obsoleta la scheda madre. Ma questo è già accaduto da tempo e all'Asp di Cosenza ne sono tutti a conoscenza. L'aggiornamento del dispositivo costerebbe all'ente di via Alimena, o meglio ai contribuenti, una cifra che supera abbondantemente i 200mila euro.

Tre anni di promesse mancate

Quando il 17 aprile 2017 la risonanza magnetica arrivò con cinque anni di ritardo al presidio sanitario praiese, si parlò di una grande vittoria per il territorio altotirrenico, martoriato da lustri di tagli e smantellamenti nella sanità. L'allora direttore generale dell'Asp di Cosenza, Raffaele Mauro, promise che l'apparecchiatura sarebbe entrata in funzione poco dopo, ovvero subito dopo il collaudo, effettivamente avvenuto solo qualche settimana più tardi, come certificato da un documento Inail.

 

Da quel momento, però nessuno ne ha saputo più nulla e, nonostante i lavori di ristrutturazione delle stanze che la ospitano e gli arredi fatti arrivare per l'occasione, lo strumento diagnostico non è mai entrato in funzione un solo giorno. Eppure l'apparecchio, come impone la prassi, è sempre rimasto acceso, richiedendo cure e manutenzione.

 

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