Ospedale di Praia, esami fermi per mancanza di protezioni anti-covid

A soffrire maggiormente della carenza di calzari e tute impermeabili è il reparto di Gastoenterologia ed Endoscopia digestiva. Da qualche settimana, si effettuano solo test urgenti e la lista di attesa si allunga 

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di Francesca  Lagatta
25 maggio 2020
17:21

L'ospedale di Praia a Mare torna, ancora una volta, al centro delle polemiche. Stavolta ad agitare le acque del nosocomio della città dell'isola Dino è la mancanza di dispositivi di protezione individuale, che starebbe causando il blocco di alcuni servizi. Tra questi ci sono certamente quelli erogati nel reparto di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, diretto da Antonio De Lio e da sempre considerato un'eccellenza.

Niente calzari e tute impermeabili

Qui il personale è provvisto di guanti e mascherine, ma mancano calzari e camici impermeabili con maniche lunghe, che invece dovrebbe essere obbligatori, per come spiegato in un documento dalla Società italiana di Endoscopia di area chirurgica. «Tutti i pazienti vanno considerati potenzialmente infetti - si legge in un documento - e pertanto tutte le procedure endoscopiche andranno eseguite con Dpi specifici,». La carenza di dispositivi, di conseguenza, sta generando un rallentamento delle operazioni, che in queste settimane all'ospedale di Praia vengono effettuate solo se considerate "urgenti". Se la situazione dovesse persistere, i tempi di attesa per gli accertamenti si dilateranno di molto, mettendo a rischio la salute dei pazienti che attendono di sottoporsi, ad esempio, a una gastroscopia o una colonscopia.

Il primo medico contagiato durante una gastroscopia

Essendo invasivi, gli esami che si svolgono nel reparto di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva meritano una maggiore garanzia di sicurezza. Non è forse un caso che il primo medico calabrese ammalato di Covid, abbia contratto il virus proprio durante una gastroscopia, benché indossasse guanti e mascherina. Il professionista, nel mese di marzo, ha effettuato l'esame su una paziente che non sapeva di essere stata contagiata, e per questo quattro giorni più tardi si è sottoposto per precauzione all'autoisolamento. Dopo due settimane circa, il medico, da anni in servizio all'ospedale di Cetraro, ha avvertito i primi sintomi della malattia e dopo essersi sottoposto al test del tampone nasofaringeo ha scoperto di essere affetto dal Covid.

«Si attivino le Regioni»

Quello di Praia a Mare non è certo un caso isolato e la Società italiana di Endoscopia di recente ha rivolto un accorato appello alle istituzioni. «Si richiede a voi presidenti delle Regioni - si legge ancora nel documento - che vengano aggiornati i protocolli aziendali di utilizzo dei dpi e che agli operatori diell'endoscopia digestiva vengano forniti da parte del datore di lavoro (responsabile della sicurezza dei lavoratori)».

 

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