Si dimettono i medici del 118, nel Catanzarese servizio d'emergenza in crisi

Ad ottobre in programma nuove defezioni con il risultato di sguarnire le postazioni territoriali che in più occasioni sono state determinanti nel salvare vite 

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di Luana  Costa
24 settembre 2020
14:49

È un'emorragia difficile da suturare quella del personale convenzionato della centrale operativa del 118. Le ultime dimissioni, in ordine di tempo, sono state protocollate nei giorni scorsi da un'operatore in forza alla postazione territoriale di Sellia Marina. Defezione, quest'ultima, che ha seguito a ruota quelle formalizzate non troppo tempo fa, ad agosto, da almeno altri due medici e che farà certamente da apripista a nuove dimissioni già annunciate da altrettanti professionisti ad ottobre.

Servizio 118 in emergenza a Catanzaro

Giace in ginocchio il servizio di emergenza nella provincia di Catanzaro, ferito mortalmente dalle rigide decisioni assunte dalla terna commissariale che guida l'azienda sanitaria provinciale, dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Pesano sulle scelte dei medici convenzionati i provvedimenti azionati dai vertici aziendali orientati al recupero delle indennità elargite ai professionisti negli ultimi dieci anni ma oggi ritenute illegittime dalla terna prefettizia. Somme trattenute sullo stipendio per un valore anche di 60mila euro per le indennità erogate ai medici convenzionati durante i periodi di ferie.

I medici 118 vanno via

È esodo, quindi, tra le fila del servizio di emergenza; chi può fugge in cerca di lidi più sicuri. Gli spostamenti verso altri sedi sono ormai continue che siano strutture private o altre aziende pubbliche con il risultato di lasciare sguarnita la rete del 118 e privare territori periferici di un pronto intervento. Per ora sono tre le postazioni demedicalizzate - Maida, Sersale e Tiriolo - ma altre a breve si aggiungeranno all'elenco se l'emorragia non sarà celermente ricucita. Non è raro infatti che altre postazioni territoriali rimangano prive del medico durante la notte o anche durante la turnazione diurna per mancanza di personale.

 

Servizio salvavita

La postazione di Chiaravalle, ad esempio, è una di quelle che lavora a scartamento ridotto, attiva solo per 12 ore diurne sebbene sia la stessa equipe intervenuta lo scorso lunedì in emergenza per una segnalazione di arresto cardiaco. Un ciclista trasportato d'urgenza in ospedale anche con l'ausilio dell'elisoccorso, oggi rianimato e senza postumi grazie all'azione incisiva di professionisti che non percepiscono stipendio o nei confronti dei quali sono state attivate procedure di recupero coattivo dei crediti. 

Giornalista
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