Emergenza Covid

Vaccini Calabria, nessun giallo sul ritiro della Croce rossa dagli hub: «Volontari non più disponibili»

La convenzione è scaduta e non ci sarà alcuna proroga. Si temono ripercussioni sulla campagna di immunizzazione mentre è partita la caccia al personale: la Regione ha disposto l'impiego degli infermieri scolastici fino al 7 settembre

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di Luana  Costa
2 agosto 2021
20:28

Ancora quattro giorni di tempo e poi gli hub vaccinali regionali dovranno reggersi sulle proprie gambe. Il 31 luglio è infatti giunta a conclusione la convenzione stretta il 12 aprile tra il dipartimento della Protezione Civile e la Croce Rossa che nei cinque centri di Siderno, Corigliano Rossano, Catanzaro, Lamezia Terme e Soverato aveva dispiegato un esercito di volontari. Tre mesi di proficua collaborazione, venuta però meno nel bel mezzo della campagna vaccinale e in piena estate.

Impegno gravoso

La motivazione ufficiale parla di «un impegno troppo gravoso per i volontari». Nessun "giallo", quindi, alla base del ritiro della Croce Rossa dal fronte vaccinale, al contrario, si conferma la versione di una massiva indisponibilità di volontari durante il periodo estivo perché impegnati in lavori stagionali. Già durante il mese di luglio, infatti, la turnazione del personale era stata dimezzata: al mattino a reggere l'organizzazione dell'hub Ente Fiera di Catanzaro vi era l'azienda sanitaria provinciale, al pomeriggio la croce rossa. A fine luglio poi lo strappo finale con i comitati di Crotone e Rosarno a gettare definitivamente la spugna perchè non più disponibili a farsi carico del lungo viaggio verso il capoluogo, nella canicola estiva; e lo stesso per i volontari di Acri di stanza all'hub di Corigliano Rossano.


Medici e infermieri

Decisamente più imperscrutabili le ragioni che hanno indotto al passo indietro i medici e gli infermieri assunti sempre sulla base della convenzione ma pagati per le attività vaccinali svolte: 30 euro all'ora i medici, 20 euro gli infermieri; quando si lavorava a pieno regime e su due turni il compenso poteva anche superare rispettivamente i 300 e i 200 euro al giorno. Ma sono queste le figure di cui adesso si va alla ricerca per continuare a garantire la piena operatività dei centri vaccinali dopo il forfait della croce rossa.

Gli infermieri scolastici

Intanto, già nei giorni scorsi la Regione ha tentato di correre ai ripari chiedendo lo spostamento degli infermieri scolastici - assunti come presidio fisso negli istituti - nei centri vaccinali fino al 7 settembre proprio a causa della conclusione della convenzione con la croce rossa il 31 luglio. Ma ancor di più appaiono necessari i medici e così pare che le Asp competenti si siano rivolte alla struttura commissariale nazionale per poter attingere personale dalle agenzie di somministrazione di lavoro, già selezionate dall'ex commissario Domenico Arcuri. Si tratta per la Calabria dell'agenzia Etica che dovrebbe mettere a disposizione un buon contingente di personale. Si attende per ora la contrattualizzazione. 

Giornalista
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