Vibo Valentia, in fila con chi aspetta il tampone: “solo” 2 ore di attesa, tra timori e acciacchi

VIDEO | Dopo la nostra denuncia è stata allestita la postazione medica a tutela degli operatori sanitari che da settimane effettuano tamponi sulla popolazione a rischio Covid. Le interviste a chi attende il test

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22 ottobre 2020
15:31

Solo due ore di attesa, nulla a confronto delle dodici di Roma, delle otto di Milano o delle sette di Napoli. Questo il tempo necessario ad effettuare il tampone anti-Covid al drive in di Vibo Valentia, situato nel piazzale del Palasport di viale della Pace.
Nonostante i tempi tutto sommato accettabili, qualcuno in mattinata è andato in escandescenze, rendendo necessario l’intervento della polizia che ha sedato gli animi.


Ecco chi e perché si sottopone a tampone

Circa quaranta le auto in fila. Ad attendere il proprio turno in macchina diversi anziani e bambini. Ognuno con la prescrizione del medico di famiglia. Tampone necessario per una studentessa. Deve rientrare a scuola previo certificato che attesti la negatività al virus. «Ha avuto solo un raffreddore - commenta il padre - ma facciamo ciò che ci chiedono di fare. D’altronde - ammette - c’è una pandemia e dobbiamo attenerci alle regole».
In auto anche una coppia di anziani. Un loro congiunto è risultato affetto da Covid. Sono preoccupati: «Abbiamo una certa età e gli acciacchi non mancano, speriamo bene», commenta la donna.
Poi ci sono due giovani rientrati dalla Lombardia: «Vogliamo essere sicuri di stare bene». Gli fa eco un ragazzo: «Io invece devo andare a Bologna e voglio stare tranquillo per me e per gli altri». Tampone obbligatorio anche per coloro che devono sottoporsi ad intervento chirurgico. «Devo subire un piccolo intervento, senza il test non mi ricoverano».


Al drive in arriva (finalmente) la tenda

La postazione è cambiata. Accanto all’auto medica, la tenda allestita dalla Protezione civile che - proprio dopo la nostra denuncia - ha accelerato l’iter per l'installazione del presidio. Forse solo una coincidenza (l'accelerazione dopo il nostro servizio), ma resta pur sempre una nota positiva a tutela degli infermieri sottoposti in questi mesi ad un enorme carico di lavoro. Operatori sanitari che, abbiamo denunciato nei giorni scorsi, hanno dovuto eseguire tamponi sotto la pioggia per l'assenza di una protezione che oggi, finalmente è arrivata.
E intanto davanti ai supermercati sono ritornate le file. I contagi sono aumentati, il rischio di un nuovo lockdown incombe e il virus torna a far paura.

 

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