Emergenza Covid nel Vibonese, il prefetto Zito: «Responsabilità, no allarmismi»

VIDEO | Conferenza stampa dopo gli ultimi casi. Attenzione massima ai matrimoni e al rispetto dei protocolli di prevenzione

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di Cristina Iannuzzi
2 ottobre 2020
15:39

All'indomani della chiusura delle scuole per sospetto Covid e dopo i due focolai di Stefanaconi e San Costantino, il prefetto di Vibo Valentia, Francesco Zito convoca la stampa per tranquillizzare la popolazione ma allo stesso tempo per invitare a non abbassare la guardia: «Bisogna tornare al sano timore dei mesi scorsi, quando la popolazione vibonese si è distinta per senso di responsabilità. Comportamenti che hanno permesso di contenere il diffondersi del virus».

La chiusura delle scuole


Accanto al massimo rappresentante istituzionale del Governo c'è il sindaco della città capoluogo Maria Limardo, Salvatore Solano, primo cittadino di Stefanaconi, il paese uscito poche ore fa dalla zona rossa per un focolaio che per una settimana ha tenuto col fiato sospeso l'intera comunità. Ci sono i responsabili dell'ufficio di prevenzione dell'Asp, Giuseppe Rodolico e Antonino Restuccia.
E sono stati proprio i due medici dell'Azenda sanitaria provinciale a prendere una netta posizione su ciò che è avvenuto in alcuni istituti, dove i presidi per un «eccesso di zelo» hanno chiuso le scuole. «Una decisione che non trova giustificazione – ha detto Restuccia – solo il Dipartimento di prevenzione può decidere di chiudere le scuole».

Le linee guida


L'allarmismo e la preoccupazione che si sono registrati nelle scuole ha convinto l'Asp ad emettere un documento che sarà consegnato ai dirigenti scolastici: «Delle linee guida sui comportamenti da adottare nel caso in cui un soggetto sia venuto a contatto con una persona risultata positiva al Covid», fa presente il medico aggiungendo: «Non possiamo passare l'inverno a chiudere e riaprire le scuole».

Da parte sua il prefetto Zito ha lanciato un monito ai ragazzi «che all'uscita delle scuole si abbracciano, si baciano e spesso non indossano la mascherina». Sulle cause dei focolai non ha dubbi: «Una parte di essi deriva dai matrimoni. In alcuni casi con 250 invitati. Non possiamo impedirli, ma possiamo invitare tutti al senso di responsabilità. A limitare il numero degli invitati. Il virus è invisibile e circola tra di noi». Fino ad oggi la provincia di Vibo ha retto bene il colpo, ma se dovessero scoppiare altri focolai si complicherebbe tutto.

Giornalista
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